Gabrielli (Ubi Banca): «Sostenere l’arte vuol dire “fare banca” per bene»

Il nuovo responsabile della Macro Area Territoriale Marche e Abruzzo dell'istituto di credito, ieri a Jesi, ospite della Fondazione Pergolesi Spontini ha presentato il volume "La collezione d'arte di Ubi Banca, primi appunti sul nuovo assetto" alla presenza dell'autrice Antonella Crippa

La presentazione del volume d'arte di Ubi Banca al Pergolesi di Jesi

JESI – Prima uscita ufficiale per Roberto Gabrielli, dal prossimo primo dicembre responsabile della Macro Area Territoriale Marche e Abruzzo di UBI Banca. Ieri, giovedì 29 a Jesi, ospite della Fondazione Pergolesi Spontini al Teatro Pergolesi, Gabrielli ha presentato al pubblico la ricca collezione d’arte della banca, palazzi, archivi ma soprattutto oltre 6000 opere realizzate dal XIV al XXI secolo da artisti italiani e stranieri provenienti dalle raccolte delle banche che, nel corso degli anni, sono entrate a far parte del Gruppo, tra cui le “ex” Popolare di Ancona e Banca Marche. Spunto per l’incontro, la presentazione al pubblico del volume “La collezione d’arte di Ubi Banca, primi appunti sul nuovo assetto” alla presenza dell’autrice Antonella Crippa – responsabile del patrimonio artistico del gruppo – e di Lucia Chiatti amministratore delegato della fondazione teatrale.

«Negli ultimi due anni Ubi ha lavorato ad un intenso piano di riorganizzazione interna – ha detto Gabrielli – Il processo si è concluso e ci ha portato non solo crescita di mercato ma ci ha mostrato anche un patrimonio artistico di indubbia importanza. Il lavoro di catalogazione svolto ci consente di scoprire immobili e opere che nel tempo si sono stratificate. Pensiamo che anche il sostegno all’arte e alla cultura sia fare ‘banca per bene’ nel territorio. Continueremo su questa strada anche attraverso la valorizzazione delle eccellenze teatrali di questa regione».

«La policy del gruppo – ha chiarito Antonella Crippa – punta alla valorizzazione di questo immenso patrimonio rispettando i luoghi in cui si è generato, dunque le collezioni rimarranno nei luoghi in cui si sono formate con in più l’impegno del gruppo ad un vasto piano di restauri, ad aprire le collezioni alle visite guidate, prestiti per mostre, e alle nuove tecnologie con un un nuovo sito e un canale instagram per una vetrina digitale delle opere».

«Ringrazio Ubi per aver voluto presentare il loro patrimonio artistico e questo nuovo volume nel Teatro di Jesi, luogo di bellezza e creatività che nel gruppo bancario trova un partner solido grazie al sostegno dato attraverso l’Art Bonus. L’arte produce inclusione e favorisce la creatività, sono convinta che se siamo uniti nei luoghi della bellezza i nostri due enti – Fondazione e Ubi – possano trovare sempre più punti di contatto», ha commentato Lucia Chiatti.