Le cause psicologiche del dolore cronico

Diverse condizioni psicologiche possono portare all'insorgenza o al mantenimento di dolore cronico attraverso modificazioni biologiche che rendono il corpo più vulnerabile. A spiegarcelo è la psicoterapeuta Lucia Montesi

Lucia Montesi
Lucia Montesi

Il dolore cronico è un dolore continuo o ricorrente, che si protrae oltre il tempo normale di guarigione di una lesione o un’infiammazione. Può accompagnare diverse patologie, tra cui fibromialgia, artrosi, lombosciatalgie, malattie oncologiche, endometriosi, oppure persistere dopo che la causa primaria si è risolta, come nel caso dell’herpes zoster (il cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio”). In altri casi, non è individuabile una chiara causa scatenante.

Il dolore cronico, una volta innescato, perdura a causa di meccanismi di automantenimento e diventa esso stesso una patologia, perché comporta conseguenze invalidanti sul piano fisico, psichico e sociale e produce ansia, depressione, sfiducia.

Il dolore cronico è il risultato di un complesso processo a cui possono concorrere diversi fattori, tra cui anche quelli psicologici. Cause psicologiche possono avere un ruolo nel determinare l’insorgenza del dolore (anche se raramente sono le uniche responsabili), oppure contribuiscono al suo mantenimento o al suo peggioramento.

Spesso chi soffre di dolore cronico, in particolare quando non è chiaramente individuabile la causa, si sente dire frasi come «È  tutto nella tua testa», «È solo stress», «È perché sei esaurita»; il dolore viene sminuito e liquidato come immaginario. In realtà, anche un fattore poco “palpabile” come quello psicologico può, attraverso passaggi fisiopatologici, essere tradotto in una componente biologica molto solida e “reale” del dolore.

Una situazione psichica può portare al dolore fisico modificando la vulnerabilità del corpo all’azione di patogeni esterni o interni. Più precisamente, una causa psicologica può renderci più vulnerabili a malattie e dolore per la sua capacità di indurre uno stress cronico. Non parliamo, quindi, di fattori psicologici sporadici o isolati, ma di una condizione che perdura e che sottopone per lungo tempo la persona a delle richieste di adattamento a cui non riesce più a far fronte. Lo stress cronico, a sua volta, produce nel corpo delle modificazioni che favoriscono il dolore. L’organismo sottoposto a stress cronico, infatti, aumenta la produzione di cortisolo e adrenalina e l’attività dell’amigdala, che a loro volta si traducono in un’iperattività del sistema del dolore, un abbassamento della soglia del dolore e in liberazione di sostanze infiammatorie. Se lo stress perdura, conduce a una sovraattività dei sistemi infiammatorio, nervoso e muscolare, portando a una condizione di infiammazione cronica, di dolore neurogeno e di infiammazione muscolare. Ecco come a partire da uno stimolo di natura psicologica, si attiva una cascata di eventi biologici che porta al dolore.

Inoltre, lo stress cronico comporta una diminuzione della serotonina che favorisce la depressione, a sua volta associata a una amplificata sensibilizzazione centrale dei neuroni, che inviano di continuo segnali di dolore al cervello. Per questo, quando si è depressi, si ha anche una aumentata percezione del dolore.

Le condizioni psicologiche che possono comportare stress cronico sono molteplici. I disturbi mentali come psicosi, ansia, depressione, disturbi di personalità, comportando difficoltà nell’adattarsi e gestire eventi, situazioni e relazioni, espongono a un maggior rischio di stress cronico. Abusi, traumi emotivi, perdite e lutti, conflitti di coppia e relazionali sono altre situazioni che possono determinare stress cronico.

Il dolore prodotto da condizioni psicologiche è reale quanto quello che ha origine squisitamente biologica. Chi soffre di dolore cronico ha bisogno di sentire che la verità biologica del suo dolore viene creduta e che la sua sofferenza non viene sminuita. Ancora di più, ha bisogno di sentire che non viene sottilmente accusato di procurarsi da solo il dolore con le sue “fisse”, cosa che alimenta infondati sensi di colpa e acuisce il senso di solitudine, impotenza e disperazione, già intensi per le difficoltà di giungere a una diagnosi e una terapia efficace.

Nel prossimo articolo approfondiremo uno dei trattamenti psicologici che si è dimostrato efficace nel dolore cronico.

Dott.ssa Lucia Montesi
Psicologa Psicoterapeuta
Piane di Camerata Picena (AN)
Montecosaro Scalo (MC)
Tel. 339.5428950