In nome dell’amore che è stato: l’affetto anche dopo il divorzio

Anche dopo una separazione o un divorzio, può sopravvivere un legame di affetto disinteressato verso chi è stato comunque una persona importante nella propria vita

«Dottoressa, volevo un aiuto, ma non per me. È per la mia ex moglie, è malata e sono tanto preoccupato per lei. Mi dica come posso starle vicino». «La sua ex moglie ha solo lei, su cui contare?». «No, no, ci sono i figli, le sorelle, ma io voglio comunque fare qualcosa per lei». «Sento che è molto coinvolto…prova ancora qualcosa, è ancora innamorato di lei?». «No, né io né lei, e non abbiamo nessuna intenzione di tornare insieme. Ma è stata una persona importante per me e le voglio ancora bene».

Altra situazione. «Signora, chi può esserle d’aiuto in caso di necessità, durante il periodo della chemioterapia?». «Oh, tante persone, anche il mio ex marito. Oggi, per esempio, mi ha accompagnato lui in ospedale». «Ah…quindi è ancora presente nella sua vita…». «Sì sì – interviene la figlia – loro hanno mantenuto un ottimo rapporto, anche se hanno nuovi compagni; vanno tutti d’accordo ed è bellissimo».

In ospedale incontro le persone nei momenti critici della loro vita. Capitano situazioni come quelle che ho raccontato. A volte è la drammaticità dell’occasione a richiamare vicino ex mariti o ex mogli che altrimenti condurrebbero esistenze autonome e distanti, ma più spesso si tratta di rapporti che proseguono stabilmente, legami d’affetto che sono sopravvissuti alla fine del matrimonio e si riattivano e intensificano ulteriormente in momenti stressanti come una malattia.

Se vedere ex partner così vicini e presenti stupisce, ma viene tutto sommato giustificato in occasioni particolari come la malattia di uno, la stessa cosa lascia perplessi e solleva sospetti o pensieri malevoli in circostanze più ordinarie: in realtà si amano ancora; in realtà uno dei due spera ancora di riallacciare un rapporto d’amore con l’altro; sono dipendenti e non riescono a farsi una vita autonoma e dirsi addio; in realtà lui/ lei punta  a qualche beneficio materiale ed economico. Nel migliore dei casi, il pensiero degli altri è: «Come mai questi due hanno ancora bisogno di frequentarsi? Non è normale».

Se effettivamente in alcuni casi si intuisce, dietro, uno dei motivi detti prima, in altri ho visto del semplice, autentico e disinteressato affetto. Sia dentro gli ospedali, che fuori.

Può trattarsi di due persone entrambe sole, o di una sola e l’altra riaccompagnata, o di due ex coniugi che hanno entrambi nuove relazioni. È più raro vedere questi rapporti tra ex quando ci sono nuovi partner, perché in genere questi sono gelosi e li ostacolano o pretendono che cessi ogni frequentazione, temendo che dietro si nasconda dell’altro. Raramente c’è comprensione da parte di amici, conoscenti, estranei;  i commenti della gente sono di solito stupiti: «Che ti importa se è malato? Siete divorziati, sono problemi suoi, mica devi occupartene tu!», «Come mai vi sentite? Se siete separati basta, ognuno per la sua strada».

Eppure dopo anni, più spesso decenni di matrimonio, di condivisione, di confidenza e intimità, io mi stupirei più del contrario. Mi stupirei di più se potesse cessare completamente ogni interesse o preoccupazione per un altro per cui per tanto tempo si è provato amore è che è stato la persona più importante, il compagno di una esistenza, il punto di riferimento principale. Soprattutto se la fine del legame è avvenuta in un modo civile, se entrambi, nonostante la sofferenza o anche il male fatto o subìto, hanno accettato e perdonato.

La maggior parte delle persone separate ha dei figli e, che lo desideri o meno, è comunque costretta a restare in contatto per tutto ciò che riguarda loro. Succede anche che dicano «Be’, mi preoccupo per la mia ex moglie perché comunque è sempre la madre dei miei figli». Il fatto che l’altro sia comunque genitore dei propri figli giustifica ciò che resta del legame, e a nessuno verrebbe in mente di sospettare che dietro possa esserci altro. In realtà non sappiamo se il frequentarsi per i figli copra anche altri bisogni personali o semplicemente il desiderio o il piacere di mantenere un contatto con una persona per cui si prova ancora affetto.  I separati senza figli non hanno la “scusa” dei figli per mantenere un legame e, quando non ci sono altre mire, la loro vicinanza emerge senza coperture per quello che è: un sentimento che non è più amore ma sopravvive come affetto, benevolenza e premura per una persona comunque importante nella propria vita.

 

Dott.ssa Lucia Montesi
Psicologa Psicoterapeuta
Piane di Camerata Picena (AN)
Montecosaro Scalo (MC)
Tel. 339.5428950