«Bravo…ma ora non cullarti sugli allori!»: gli errori che rendono la comunicazione inefficace

Lodare sinceramente un comportamento desiderato è un modo efficace per rafforzarlo, perchè venga ripetuto ancora. Tuttavia, a volte compiamo errori comunicativi che invalidano il nostro messaggio, ottenendo l'effetto opposto a quello sperato

La psicoterapeuta Lucia Montesi

«Mio figlio non obbedisce mai. Capiterà una volta su mille, e poi fa di nuovo quello che gli pare!» (o anche: «Mio marito non fa mai quello che gli chiedo, se succede è un miracolo, ma poi tanto tutto torna come prima»). «Ha provato ad apprezzarlo quando lo fa? Così magari sentendosi valorizzato sarà motivato a rifarlo», chiedo. «Certo che lo apprezzo! Glielo dico chiaramente ma non serve a niente, dottoressa». «E cosa dice a suo figlio per dimostrargli apprezzamento?». «Gli dico ‘Bravo!’, ‘Ti sei comportato bene’, ‘Mi piace quello che hai fatto’, ma le dico che tanto è inutile: parole al vento, non gliene importa niente e torna a comportarsi male».

Ho scambiato centinaia di volte queste battute nel mio lavoro, soprattutto con mamme che non sanno come gestire comportamenti problematici dei figli o con donne che si lamentano di una scarsa collaborazione dei loro compagni. Se mi fermassi a questo punto dello scambio, dovrei arrendermi ammettendo che in effetti sembra non esserci modo per migliorare la situazione. Ma approfondendo la modalità di queste comunicazioni, ogni volta diventa comprensibile come mai non hanno avuto l’efficacia che ci si aspetterebbe.

«Senta, quindi lei gli dice ‘Bravo’. Ma è sicura di usare proprio questa parola sola? O poi aggiunge qualcos’altro? Cerchi di ricordare». «Be’, sì, di solito, sperando che lo capisca una buona volta, gli dico anche ‘Vedi che quando ti impegni sei capace di farlo? Ci voleva tanto?’, oppure ‘Ecco, se solo ti comportassi sempre così e non tornassi a fare il solito irresponsabile!’». Altre frasi potrebbero essere «Se solo ti impegnassi sempre così!», «Ora non credere che basti farlo una volta, dovresti comportarti sempre così», «Vedi che puoi farlo? Allora perché me lo fai sempre ripetere cento volte?».

La maggior parte delle comunicazioni avviene in questo modo in cui, sostanzialmente, la seconda parte del messaggio invalida completamente la prima, e quello che era nato come un apprezzamento e un riconoscimento dello sforzo, si trasforma nell’ennesimo giudizio negativo che il bambino (o il partner) ha già sentito centinaia di volte. Molti pensano, in questo modo, di rafforzare il messaggio e assicurarsi che sia più efficace, ottenendo invece l’effetto opposto. Il messaggio che arriva all’altro è infatti “Anche se stavolta hai fatto bene, per il resto sbagli sempre/ mi aspetto che sbaglierai di nuovo/ lo sforzo che hai fatto è nulla rispetto a tutte le altre volte in cui sbagli”. Così il bambino conclude che è inutile che si sforzi di cambiare, che tanto non sarà mai abbastanza, che ormai non si toglierà di dosso l’etichetta negativa e che tanto vale continuare come prima.

«Ma allora cosa dovrei dirgli?», obiettano tutti. «Semplicemente fermarsi dopo il ‘Bravo’». «Ma così penserà di cavarsela con poco! Deve capire che non basta comportarsi bene una volta, troppo facile. Poi si cullerà sugli allori!», è il timore comune. Ma i bambini, soprattutto quelli considerati “difficili”, che hanno difficoltà a controllare i propri comportamenti, hanno un bisogno vitale di sentirsi riconosciuti e valorizzati e il messaggio deve arrivare forte, limpido e non ambiguo. Anche se tutto il resto non va, io vedo e riconosco che questa cosa l’hai fatta bene o con impegno e la apprezzo. Come è giusto e sano rimproverare senza sconti ciò che non va bene, è giusto e sano riconoscere senza sconti ciò che va bene. Anche se fosse una cosa piccolissima. Come piccole perle che non perdono significato perché sono microscopiche di fronte a un mare di problemi e difficoltà, ma anzi proprio per questo sono preziose e vanno salvate, protette, difese, coltivate. Solo in questo modo si può invertire il circolo e da una esperienza gratificante potrà nascere spontaneamente la voglia di ripeterla ancora.

Dott.ssa Lucia Montesi
Psicologa Psicoterapeuta
Piane di Camerata Picena (AN)
Tel. 339.5428950