Tragedia di Porto Recanati: arresto convalidato, Farah in carcere

Il Giudice Bonifazi ha disposto il trasferimento in carcere per il 35enne, accusato di omicidio stradale plurimo aggravato dall'assunzione di alcool. Il marocchino ha spiegato di ricordare «poco di quanto accaduto quella notte»

Tragedia di Porto Recanati
Tragedia di Porto Recanati

MACERATA – Arresto convalidato per Farah Marouane e domiciliari negati: per il marocchino si aprono le porte del carcere. È questa la decisione presa dal Gip Bonifazi nei confronti del 35enne accusato di aver causato l’incidente stradale dove hanno perso la vita, nella notte tra sabato e domenica, Gianluca Carotti ed Elisa Del Vicario, la coppia di Castelfidardo che era in auto con i due figli rimasti gravemente feriti.

Si è tenuta questa mattina presso l’Ospedale di Civitanova Marche, dove il marocchino si trova ricoverato per le ferite riportate, l’udienza di convalida per il 35enne che deve rispondere dell’accusa di omicidio stradale plurimo aggravato dall’assunzione di alcool. Farah Marouane ha risposto alla domande del Gip spiegando che si trova in uno stato di angoscia e confusione, e che «ricorda poco di quanto accaduto quella notte», spiega l’avvocato del marocchino Vando Scheggia.

Il PM Enrico Riccioni questa mattina aveva chiesto la misura della custodia cautelare in carcere, ma il legale di Farah si era opposto ed aveva chiesto i domiciliari per il suo assistito. Intorno all’ora di pranzo però il Giudice Claudio Bonifazi si è espresso negando i domiciliari e disponendo il trasferimento in carcere alle dimissioni dall’Ospedale del marocchino.

Intanto il legale di Farah fa sapere di sentirsi «sollevato dalle dichiarazioni rilasciate da un avvocato amico della coppia» deceduta nel terribile incidente: per conto della famiglia e degli amici di Gianluca ed Elisa il legale avrebbe spiegato, stando a quanto sostiene Vando Scheggia, che «nessuno dei due si sarebbe mai unito al coro contro il marocchino».

Il legale di Farah evidenzia infatti che il suo assistito in questi giorni è sottoposto alla gogna sui social dove «alcuni chiedono la pena di morte, altri l’ergastolo senza processo e altri ancora si meravigliano che abbia un avvocato a difenderlo. Una retorica becera che non conoscevo in queste proporzioni». Ma l’avvocato Scheggia spara a zero anche nei confronti della politica e in particolare del Ministro Salvini, «colpevole», a suo dire, di essersi esibito in alcune dichiarazioni dove «ha detto che questo giovane gli faceva schifo e che era uno stronzo», spiega il legale di Farah. «Anche l’imputato che io difendo è una persona e ovviamente esprime sentimenti di dolore per quello che oggettivamente ha provocato».

Per quanto riguarda le dichiarazioni rilasciate dalla moglie di Farah, che sostanzialmente ha preso le distanze dal marito, Scheggia precisa che la coppia aveva già dei problemi e stava valutando una separazione ancor prima dell’incidente, da oltre un anno.