Tragedia di Chiaravalle, «Emma, una donna splendida»

Si indaga sulla morte di Emma Grilli, trovata in casa con profonde ferite alla gola. Il ricordo dei vicini e del nipote: «Una famiglia a modo, senza problemi. Forse si tratta di una rapina finita nel sangue»

CHIARAVALLE – «Una donna splendida, una famiglia a modo». Pietro si appoggia alla parete e guarda con smarrimento la palazzina di fronte, gli occhi salgono al terrazzino chiuso del terzo piano del civico 19 in Via Verdi, l’appartamento dove Emma Grilli, 85enne, viveva con il marito Alfio Vichi, 90enne, e dove questa mattina lei è stata trovata morta, riversa sul lavandino e con profonde ferite alla gola secondo le prime informazioni.

Secondo gli inquirenti si tratterebbe di omicidio, dai contorni ancora incerti e per questo si indaga a 360 gradi; a scoprirne il corpo senza vita è stato il marito, nella tarda mattinata, dopo essere tornato a casa dal forno dove aveva acquistato del pane. Nella piccola folla dei vicini e curiosi che si è avvicinata alla palazzina del delitto, c’è anche qualche parente, tra loro Pietro, marito di una nipote di ‘zia’ Emma, che la ricorda con grande tenerezza. «Lei era una donna energica e amava mantenersi in forma, si rifiutava di prendere l’ascensore e faceva rampe e rampe di scale per salire a casa sua. Dimostrava molti meno dei suoi 85 anni, Emma».

Il medico legale Marco Valsecchi
Il medico legale Marco Valsecchi

I vicini li descrivono come una coppia affiatata e tranquilla, senza particolari problemi. Abitavano nella palazzina di edilizia popolare a Chiaravalle dagli anni ’70, dopo essere vissuti in campagna, nella zona di Monte San Vito. Due figli, uno a Senigallia l’altra a Sirolo, qualche nipote, una vita di lavoro fino alla pensione. I due anziani avevano anche un fazzoletto di terra, un piccolo orto ricavato dietro casa, e se ne prendevano cura insieme. «Lui ama le bocce e la bicicletta – è il ricordo di un ragazzo che abita a pochi passi – lo si vede alle poste, a fare spesa, sempre attivo». Una routine tranquilla ed operosa, squarciata oggi da un dramma su cui i carabinieri e il PM Paolo Gubinelli stanno cercando di gettare luce. Nessuno tra chi abita qui vuole credere ad un dramma consumato all’interno della famiglia. «Forse è stata una rapina o un tentato furto finito nel sangue – si mormora nel cortile – Queste sono zone tranquille, se suonano al campanello a volte si apre perché c’è ancora fiducia, da queste parti è così».