Spreco alimentare, ecco i consigli per un comportamento virtuoso

Il 92% degli italiani dichiara di sentirsi in colpa buttando il cibo ancora buono, tanto che quattro consumatori su dieci hanno affermato di aver ridotto negli ultimi due anni i rifiuti della tavola. Sempre valido il motto “comprare meno, comprare meglio”

Il 92% degli italiani dichiara di sentirsi in colpa buttando il cibo ancora buono, tanto che quattro consumatori su dieci hanno affermato di aver ridotto negli ultimi due anni lo spreco domestico. Eppure, è proprio nelle nostre case che lo spreco alimentare assume il peso più rilevante (oltre il 50%): la maggior parte del cibo acquistato finisce direttamente dalla tavola al cassonetto dell’immondizia.

I motivi dello spreco possono essere differenti: spesso accade perché siamo abituati a cucinare in quantità eccessiva; spesso perché non vengono consumati entro la data di scadenza i prodotti freschi (46% dei casi); a volte a causa di una cattiva conservazione.

Nell’ultimo anno, in Italia, è stato sprecato cibo per un valore complessivo di 8,5 miliardi di euro (0,6% del Pil nazionale). Gli sprechi si concentrano soprattutto a livello domestico: fra ciò che rimane nel piatto e ciò che finisce direttamente dal frigo alla pattumiera, ogni italiano getta poco meno di un etto di cibo al giorno. Tra i cibi meno sprecati risultano i surgelati: solo il 2,5%; tra quelli più gettati invece i prodotti a breve scadenza, che arrivano fino al 63%.

Dalle statistiche risulta che il momento in cui si spreca più cibo è la cena, tra verdure (19,4 grammi pro-capite/giorno, pari a 7,1 kg/anno), latte e latticini (13,16 grammi/giorno a testa, 4,8 kg/anno), frutta (12,24 grammi/giorno a testa, 4,5 kg/anno) e prodotti da forno (8,8 grammi/giorno, 3,2 kg/anno). Dati più recenti sul consumo di surgelati in Italia confermano come gli italiani abbiano ormai imparato ad apprezzare le potenzialità e i vantaggi dei prodotti sottozero: quasi un italiano su due li porta in tavola almeno una volta a settimana, con un consumo pro-capite di quasi 14 Kg annui.

Lo spreco alimentare non costituisce soltanto una perdita economica per il consumatore, pur rilevante, ma anche un problema sociale, visto che con le quantità che si sprecano si potrebbe sfamare un terzo della popolazione mondiale. E “sprecare” significa non poter garantire cibo sufficiente per tutti, ma anche perdere risorse preziose utilizzate nella produzione, come terreno fertile, acqua, energia, concimazioni.

«È fondamentale, perciò, adottare comportamenti virtuosi, volti ad una maggiore attenzione a partire dall’acquisto dei prodotti; si potrebbe sintetizzare tutto ciò con un motto “Buy less, buy better”, cioè “comprare meno, comprare meglio”. Adiconsum si occupa da anni anche di queste importanti tematiche, tramite campagne informative e tramite l’organizzazione di corsi di formazione per italiani o stranieri sulle questioni relative a sprechi alimentari e raccolta differenziata, per sensibilizzare tutti i cittadini consumatori al rispetto dell’ambiente e al risparmio economico, pur mantenendo attenzione alla qualità dei prodotti che finiscono sulle nostre tavole», spiega Roberta Mangoni di Adiconsum Marche.

Ecco il nostro vademecum di consigli

– Acquistare secondo un menù giornaliero oppure settimanale;
– Acquistare solo le quantità necessarie sulla base dei componenti della famiglia e dei consumi settimanali, oppure congelare le parti in più non utilizzate;
– Utilizzare gli avanzi della tavola per preparare altri piatti;
– Non acquistare troppi prodotti in offerta, a meno che non siano a lunga conservazione, altrimenti si rischia di perdere di vista le scorte in dispensa;
– Fare attenzione alle scadenze dei prodotti;
– Conservare i prodotti freschi in frigorifero alle giuste temperature.