Gamer sì, ma con ironia: Tuberanza si racconta

Mirko Pelliccioni è riuscito a farsi strada nel mondo del gameplay, ossia dei video, caricati e condivisi sulla piattaforma YouTube. Lo abbiamo intervistato per conoscere meglio la sua professione

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Mirko Pelliccioni, in arte Tuberanza, ha 25 anni viene da San Benedetto del Tronto ed è uno dei pochi youtuber che è riuscito a farsi strada e ad emergere nel mondo del gameplay, ossia dei video, caricati e condivisi sulla piattaforma YouTube, dove i giocatori sono ripresi mentre si immergono nei videogiochi, mostrando, ad esempio, l’ambientazione, la tipologia di storia e le modalità di gioco. Mirko, ad oggi, ha oltre 123 mila iscritti sul suo canale e sono tantissimi i commenti ai video che crea. Per fare qualche esempio, Tuberanza passa con nonchalance dall’utilizzare il gioco dei Pokemon, a quello di Dragon Ball fino ai generi sportivi come Pes (Pro Evolution Soccer) e, nel farlo, utilizza un’estrema maestria e una buona dose di humor e battute sarcastiche.

Lo youtuber Mirko Pelliccioni

A lui abbiamo domandato come mai abbia deciso di intraprendere questa carriera e, soprattutto, cosa si provi ad avere così tanti fan all’interno di una community ad altissimo tasso di concorrenza (in tutto il mondo ci sono oltre un miliardo persone che utilizzano questa piattaforma e, secondo dati del 2016, sono 27 milioni gli utenti attivi solo nel nostro paese. Fonte YouTube).

Mirko, come è iniziata la tua avventura sul tubo? Cosa fai nei tuoi video? Perché il tuo canale si chiama “Tuberanza”?
«Questa è la domanda che mi viene posta maggiormente. In realtà è un nome composto da Tube e Ranza: ossia l’abbreviazione di Youtube, il portale che mi permette di creare i miei contenuti, e il suffisso -ranza, parola che sta per mania, frenesia, ossessione. Quindi, riassumendo, “Tuberanza” tradotto significa “Youtube mania” ».

Quando hai capito che quella che era una tua passione sarebbe potuta diventare un lavoro?
«Dunque, diciamo che mi è sempre piaciuto far sorridere le persone e, riuscirci attraverso una mia grande passione, quella dei videogiochi, è qualcosa di immensamente gratificante. Ho capito di poter trasformare in lavoro questo mio passatempo quando, video dopo video, gli iscritti aumentavano e cresceva anche la mia visibilità. Quando, poi, diverse aziende hanno richiesto la mia presenza per eventi e sponsorizzazioni, ho capito che stavo percorrendo la strada giusta e ho cominciato a vedere il gameplay come una vera e propria attività».

Nelle Marche non si sente molto parlare della figura dello youtuber: tu sei uno dei pochi che ha collezionato così tanti seguaci. Cosa ti senti di dire a chi inizia o vuole cominciare ora quest’avventura?
«È vero, la nostra regione non ha molti youtuber, o meglio, sono pochi quelli che sono riusciti davvero ad emergere. Per coloro che iniziano ora, o volessero iniziare, ho più avvertimenti che consigli da dare. Nessuno vi regala nulla e anche questo settore non è diverso da altri, anzi, al momento il web è saturo ed emergere è quasi impossibile. Il consiglio principale è: siate voi stessi, non create un personaggio. Servono umiltà, serietà e dedizione. Iniziate con la consapevolezza che le porte sono tutte chiuse e voi dovete buttarle giù a spallate, perché nessuno le apre di sua spontanea volontà».

Puoi raccontarci alcuni lati positivi e negativi del mondo di YouTube?
«Mi capita spesso di discutere con gli amici di questo argomento. I lati positivi sono diversi come, ad esempio, quello di rendere migliori le giornate dei ragazzi, magari facendo sorridere una persona disabile o qualcuno più sfortunato di altri. Ovviamente, poi, il fatto che si possa percepire un guadagno facendo qualcosa che appassiona così tanto, è un altro dei motivi per cui mi piace quest’attività sul tubo. Purtroppo i lati negativi sono cosi tanti da eclissare i lati positivi. Alcuni esempi? False amicizie, doppiogiochisti, le ore e ore passate davanti ad uno schermo, e poi ancora il montaggio, l’incertezza di non piacere nonostante la mole di tempo spesa a creare contenuti, i mille dubbi sui gusti degli utenti e sul loro feedback una volta visti i miei video…insomma, non è tutto rose e fiori ma, lo abbiamo già detto, fa tutto parte del gioco. La cosa importante è andare sempre avanti a prescindere dai risultati con gli obiettivi chiari in mente».

In occasione dei centomila iscritti ti sei fatto un tatuaggio documentandolo in un vlog… come mai questa scelta?
«Feci una scommessa con i miei ragazzi e dissi “se raggiungo sul mio canale i centomila iscritti entro dicembre mi tatuo il mio Pokémon preferito”…persi la scommessa. Questo tatuaggio, oltre ad avere un significato personale come il raggiungimento di uno scopo, ha l’intento di far capire chiaramente ai miei “fratelli” che possono fidarsi di me. Quando prometto qualcosa lo mantengo, sempre. È importante creare un legame di fiducia con i propri iscritti al canale. Sai, la fanbase segue uno schema simile a quello dei castelli di sabbia: è difficile da costruire ed è facilissimo da distruggere».

A proposito di fan, parlaci dell’incontro ravvicinato più assurdo che hai avuto con uno di loro.
«Questa è una bella domanda. Da quando ho raggiunto numeri importanti su YouTube, anche una cosa semplice come uscire per una passeggiata in centro o andare a cena fuori diventa occasione per incontrare dei fan. Sicuramente l’incontro più assurdo è avvenuto durante un giro al centro commerciale: un ragazzino a un certo punto mi ha visto ed è scoppiato in lacrime. I genitori, perplessi, non capendo cosa stesse succedendo, gli hanno domandato cosa avesse e lui ha risposto: “quello è Tuberanza!”…un episodio davvero incredibile! Poi abbiamo fatto una foto e ho dato a quel ragazzino il mio autografo».

Puoi svelarci qualche tuo progetto imminente?
«Progetti vicini…beh, ci sarà una nuova serie sul mio canale insieme ad altri tre amici youtubers molto conosciuti. Purtroppo le cose più interessanti non posso rivelarle per motivi contrattuali, ma presto vedrete tutto! ».