Decreto Milleproroghe, ecco le misure per gli investitori “vittime” del crack banche

ll riferimento è alle vicende di Banca Marche, Banca Etruria, Cariferrara, Carichieti, i quattro istituti posti in risoluzione a novembre 2015, e a quelli veneti, ossia Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza

Il decreto milleproroghe, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 21 settembre, ha introdotto alcune misure a favore degli investitori rimasti coinvolti nei crack bancari degli ultimi anni. Il riferimento è alle vicende di Banca Marche, Banca Etruria, Cariferrara, Carichieti, le quattro banche poste in risoluzione a novembre 2015, e alle banche venete, ossia Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.

«In realtà – dice Adiconsum Marche – la previsione di un fondo che avrebbe dovuto dare un “ristoro” ai risparmiatori danneggiati dalle crisi di tali banche, era già presente in un precedente provvedimento legislativo, ma tale fondo non era mai diventato effettivamente operativo in quanto non era mai stato emanato il decreto attuativo».

Ora il decreto milleproroghe prevede essenzialmente le seguenti misure:

  • Costituzione di un Fondo per l’erogazione di un ristoro finanziario ai risparmiatori che hanno subito un danno ingiusto, riconosciuto con sentenza di un giudice o con pronuncia dell’Acf (Arbitro per le Controversie Finanziarie) a seguito della violazione delle norme sulla trasparenza poste dalla legge a tutela degli investitori. «Quindi, in primo luogo il requisito fondamentale per accedere al Fondo è che vi sia già stata una pronuncia che ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno all’investitire», dice l’Adiconsum Marche.
  • Il Fondo ha una dotazione di 25 milioni di euro l’anno per gli anni 2018, 2019, 2020 e 2021, ma per l’anno 2018 sembrerebbe che sia integrato da ulteriori 25 milioni di euro.
    «La cosa estremamente importante è che il Fondo opera “entro i limiti della dotazione finanziaria e fino al suo esaurimento secondo il criterio cronologico della presentazione dell’istanza”. Questo  – dice l’associazione a tutela dei consumatori – è un punto fortemente critico, in quanto significa che i ristori verranno erogati fino ad esaurimento dei 25 milioni di euro, e quindi naturalmente verranno liquidati coloro che per primi avranno presentato domanda, mentre in moltissimi rischieranno quindi di restare fuori e non percepire alcun tipo di ristoro».

I requisiti le modalità e le condizioni di attuazione verranno definite entro il 31 gennaio 2019.

«La previsione più importante è la seguente: sin da subito, i risparmiatori che sono in possesso di una pronuncia favorevole dell’Acf, o coloro che avranno pronuncia favorevole entro il 30 novembre 2018, potranno presentare domanda alla Consob per ricevere il 30% dell’importo riconosciuto dall’Acf con un massimo di 100mila euro. La Consob ha già pubblicato sul proprio sito internet l’avviso per la presentazione delle domande e il relativo modulo che potrà essere inviato tramite pec o tramite posta», conclude l’Adiconsum Marche.