Zingaretti (Pd) ad Ancona: «Possiamo costruire una nuova speranza per l’Italia»

Il governatore del Lazio e candidato alla segreteria nazionale Pd ha partecipato oggi pomeriggio a #Piazzagrande, presso l’Auditorium dell’ex Fiera della Pesca. Luca Ceriscioli e Antonio Mastrovincenzo sostengono la candidatura di Zingaretti alla segreteria del partito

Da sin. Antonio Mastrovincenzo, Nicola Zingaretti e Luca Ceriscioli

ANCONA – «Dobbiamo costruire una nuova speranza per l’Italia, il Pd è utile se serve all’Italia. Il governo è legittimato dal voto ma non ce la fa e questo limite lo stanno pagando gli italiani, le famiglie, le imprese e i giovani. Questo Paese si aspetta un’alternativa, una speranza diversa». Lo sostiene Nicola Zingaretti, governatore del Lazio e candidato alla segreteria nazionale Pd, oggi pomeriggio ad Ancona per l’incontro pubblico #Piazzagrande con Zingaretti, che si è svolto all’Auditorium dell’ex Fiera della Pesca. Con lui, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e il presidente del Consiglio Regionale Antonio Mastrovincenzo, sostenitori entrambi della candidatura di Zingaretti alla segreteria del partito.

«Credo che il ruolo del Pd sia molto importante – ha detto Zingaretti – ma bisogna cambiare e non far finta che non sia accaduto nulla. Abbiamo perso in cinque anni tutto quello che si poteva perdere eccetto le Europee. Se dopo cinque anni non siamo in grado di produrre una svolta, di produrre nuove idee sarà difficile rappresentare un’alternativa. Non bisogna tornare indietro perché le ricette del passato ovviamente non vanno bene. Dobbiamo cambiare strada e a questo appello stanno per fortuna rispondendo in tutta Italia tantissime persone, non solo del Pd. La cosa più bella degli appuntamenti di Piazza grande è che una parte d’Italia si sta ritrovando per ricostruire questa speranza, perché c’è bisogno di un nuovo punto di riferimento».

#Piazzagrande con Zingaretti, all’Auditorium dell’ex Fiera della Pesca

Immancabile il riferimento al governo gialloverde. «Al momento abbiamo un governo sostenuto da una maggioranza che ha due idee alternative di Paese su tutto – ha detto – sulla giustizia, le infrastrutture, l’economia, le tasse, il reddito di cittadinanza. E purtroppo tutto ciò lo stanno pagando a caro prezzo le imprese, i giovani e le famiglie. Quindi noi dobbiamo costruire una speranza diversa e penso che per essere credibili dobbiamo cambiare perché continuare a far finta di niente è sbagliato. Senza un Partito democratico che rilancia una grande sfida per la costruzione di un’alternativa, la democrazia italiana è più debole e più fragile. Io sto cercando di costruire un’ipotesi di discontinuità e di cambiamento con uno spirito unitario. Tra le cose che vorrei cambiare della nostra comunità è questa pessima abitudine di litigare senza discutere, fondata su un eccesso di personalizzazione della politica e su un super io che dimentica la dimensione della comunità. Noi abbiamo perso voti e militanti perché siamo stati poco comunità. Altra cosa a cui tengo molto è l’idea di una comunità non chiusa in se stessa, che riscopre la bellissima parola “alleati” e la democrazia partecipata, perchè su questo abbiamo commesso errori drammatici. Maurizio Martina in piazza del Popolo ha detto “Abbiamo capito” e io aggiungo “Allora cambiamo”».

#Piazzagrande con Zingaretti, all’Auditorium dell’ex Fiera della Pesca

Da dove dovrebbe ripartire il Pd? «Il partito dovrebbe ripartire – ha spiegato – rispondendo alla grande domanda di giustizia che c’è in questo Paese. Un’economia giusta è legata ai temi della crescita, dell’equità e della giustizia. Tanti hanno votato per il M5S e per la Lega perché hanno saputo interpretare meglio di noi questa voglia di giustizia, ma la verità è che la sanno solo rappresentare, ma non la sanno risolvere perché hanno reso l’Italia più ingiusta e più povera. Noi possiamo costruire una nuova speranza per l’Italia, essere l’alternativa possibile».

Le vicende nazionali si intrecciano a quelle locali. Sarà corsa a due nelle Marche per la segreteria regionale del Pd: tra il segretario provinciale di Pesaro Urbino Giovanni Gostoli e l’ex parlamentare ed ex assessore Paolo Petrini. All’ultimo momento, a sorpresa, la terza candidata, ovvero la capogruppo del Pd Ancona Loredana Pistelli ha deciso di non presentare la candidatura. Il primo è appoggiato dal presidente della Regione Luca Ceriscioli, dal sindaco di Pesaro Matteo Ricci e dai segretari provinciali. Petrini è invece sostenuto dagli ex parlamentari Emanuele Lodolini e Piergiorgio Carrescia e da sindaci come Valeria Mancinelli (Ancona), Romano Carancini (Macerata) e Francesco Fiordomo (Recanati).