Vigili del fuoco, Dino Poggiali: «Nel 2019 una sede permanente a Falconara»

Il Corpo nazionale, già appartenente al Voluntary Pool del sistema Europeo di Protezione civile, ha ottenuto la certificazione internazionale Insarag. L'intervista al comandante provinciale di Ancona

Dino Poggiali, comandante del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Ancona

ANCONA – Mantenere un distaccamento permanente dei vigili del fuoco a Falconara, con la prospettiva di ricavare una sede stabile eventualmente nell’ex caserma Saracini è la richiesta dei sindaci di Falconara e della bassa Vallesina al comandante provinciale dei vigili del fuoco di Ancona Dino Poggiali. Gli amministratori locali sottolineano l’importanza strategica e i risultati ottenuti in questi anni dalla partenza falconarese dei vigili del fuoco: sono state circa mille le operazioni svolte ogni anno in tutto il territorio della bassa Vallesina, con una riduzione importante dei tempi di intervento rispetto alle partenze dalle sedi di Ancona, Senigallia e Jesi.

Dino Poggiali, comandante provinciale dei vigili del fuoco di Ancona, qual è il futuro della partenza terrestre di Falconara?
«La partenza terrestre era stata istituita qualche anno fa nell’aeroporto di Falconara per dislocare i vigili del fuoco durante i lavori nella caserma della sede centrale di Ancona. Ormai la nuova sede è pronta e mancano solo alcuni interventi che speriamo possano essere completati in tempi brevi. Appena saranno ultimati, la partenza terrestre di Falconara rientrerà come previsto nella sede centrale, ma questi tre anni di esperienza sul territorio ci hanno fatto capire che l’ubicazione di un presidio dei vigili del fuoco in quella zona è molto importante. Insieme ai sindaci abbiamo infatti concordato un percorso che ci permetterà, non appena ci sarà un incremento di organico dei vigili del fuoco previsto entro l’anno o al massimo nei primi mesi del 2019, di chiedere al Ministero dell’Interno di creare una sede definitiva a Falconara per poter garantire la massima sicurezza. Spero, quindi, che il prossimo anno riusciremo a creare una sede non temporanea ma permanente che possa rimanere per sempre sul territorio».

Il sindacato autonomo dei pompieri, Conapo, lamenta la «grave carenza di personale operativo, in particolare nella provincia di Ancona». Il personale è sotto organico?
«Sicuramente c’è una carenza di organico, ma costantemente ci sono nuovi arrivi. Mediamente ogni anno entrano sul territorio nazionale 1200 vigili del fuoco, distribuiti nei vari comandi. Certamente le risorse non sono mai abbastanza viste le catastrofi che stanno colpendo il nostro Paese, ma sicuramente i vigili del fuoco della provincia di Ancona riescono a sopperire con il loro impegno e con la loro capacità professionale alle carenze. Spero comunque che presto possano arrivare altri vigili per poter lavorare ancora meglio. Nella provincia di Ancona al momento ci sono 460 vigili, di cui cento ad Ancona».

Quanti vigili mancano nella provincia di Ancona?
«Ne mancano 18, ma periodicamente vengono assegnate nuove unità».

Un problema è lo stato degli automezzi di soccorso, sempre più vetusti. Sono necessari nuovi mezzi?
«Abbiamo dei mezzi tecnologicamente avanzati, ma automezzi nuovi sono sempre utili, in particolare dopo l’intenso utilizzo dei mezzi antincendio che c’è stato durante il periodo del sisma. Un periodo che per noi è durato tantissimo, da agosto 2016 ad oggi. Ancora oggi infatti continuiamo a mandare delle squadre di vigili del fuoco da tutta la regione nelle zone del sisma, tra cui Arquata del Tronto e Visso. Vista la grande usura di alcuni mezzi, è stato approvato un piano di finanziamento pluriennale, sulla base del quale man mano i mezzi più vetusti verranno reintegrati con altri mezzi più efficienti».

Recentemente il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco ha ottenuto la certificazione internazionale INSARAG (International Search and Rescue Advisory Group) dopo un’esercitazione che ha coinvolto i team Usar (Urban Search and Rescue), alla presenza dei commissari dell’Onu. Di cosa si stratta?
«Insarag è una rete globale di oltre 80 paesi e organizzazioni che fa capo alle Nazioni Unite e si occupa di questioni relative alla ricerca urbana e al salvataggio (USAR), con l’obiettivo di stabilire standard internazionali minimi per i team USAR e la metodologia per il coordinamento internazionale nella risposta ad esempio ai terremoti. Le squadre dei vigili del fuoco italiane potranno quindi essere richieste dai Paesi che hanno subìto eventi gravi. Ovviamente i vigili del fuoco italiani operano prevalentemente sul territorio nazionale. Per esempio nella provincia di Ancona, nell’ambito di operazioni di soccorso o di eventi gravi, come il terremoto o un crollo strutturale, intervengono le nostre squadre, le cosiddette Usar Light. “Usar” significa ricerca e soccorso in ambito urbano, mentre “light” significa “leggero”, nel senso che la squadra è composta da circa cinque unità e, in caso di necessità, può esser incrementata. In tutta la provincia di Ancona e in tutte le Marche, in ogni sede di servizio c’è la cosiddetta squadra Usar Light che arriva per prima su uno scenario di rischio. Arrivata inizia ad esempio un’operazione di ricerca e soccorso di persone sotto le macerie e, se non è in grado di gestirla da sola, interviene a livello nazionale il cosiddetto Usar medium, con 40 vigili del fuoco che di solito provengono dalle regioni vicine al luogo dell’evento».

Le squadre Usar Light sono intervenute durante il terremoto che ha colpito la regione?
«Sì, siamo stati chiamati ad intervenire alle tre e mezzo del 26 agosto e subito sono partite le nostre squadre. Nel momento in cui si sono trovate davanti a uno scenario drammatico, sono arrivate altre squadre provenienti dalle regioni vicine. L’Insarag è comunque una certificazione importante perché permette alle nostre squadre di essere coinvolte nel soccorso internazionale delle Nazioni Unite. Tra l’altro nel nostro territorio c’è il personale della Comunicazione in emergenza formato da tre unità, inserito all’interno del meccanismo internazionale».