“Un’altra idea di città, 2018-2023”. I promotori: «Intendiamo sfidare il sindaco Mancinelli»

Ieri pomeriggio (6 dicembre), presso l'Informagiovani, si è svolta un’assemblea pubblica ed è stato presentato l’appello, firmato da circa 50 anconetani, tra cui Francesco Rubini e Stefano Crispiani, consiglieri Sel-Ancona Bene Comune, e Loretta Boni del PCI

Assembela pubblica “Un'altra idea di città, 2018-2023. Per la rinascita di Ancona: una piattaforma politica e civica”
Assembela pubblica “Un'altra idea di città, 2018-2023. Per la rinascita di Ancona: una piattaforma politica e civica”

ANCONA – Mentre la sindacatura cittadina sta volgendo al termine, una cinquantina di cittadini hanno sottoscritto un appello, con lo scopo di costruire un nuovo laboratorio politico e civico che possa sfidare il sindaco Valeria Mancinelli. Ieri pomeriggio (6 dicembre), presso l’Informagiovani, si è svolta un’assemblea pubblica ed è stato presentato l’appello, firmato da decine di cittadini, tra cui Francesco Rubini e Stefano Crispiani, consiglieri Sel-Ancona Bene Comune, Loretta Boni, (PCI), Katya Mastantuono (insegnante), Rinaldo Mattei (sindacalista) e l’architetto Riccardo Picciafuoco.

Un’altra idea di città, 2018-2023. Per la rinascita di Ancona: una piattaforma politica e civica”, questo il titolo dell’assemblea a cui ha partecipato un centinaio di persone, tra cui Maurizio Sebastiani (Italia Nostra), i consiglieri Stefano Tombolini (60100) e Roberto Grelloni (Ancona 2020), Andrea Raschia (Fp Cgil), Antonella Morico (Vista Mare). «La città, nonostante i recenti affrettati restyling, – si legge nell’appello – appare spenta, abulica, inerte, schiacciata tra i bisogni quotidiani acutizzati dalla crisi e i fallimenti di promesse e propagandistiche illusioni elettorali: dall’uscita ad Ovest alla metropolitana di superficie, dal recupero dell’ex stabile Angelini alla riqualificazione sociale delle periferie e dei quartieri popolari, dalla pulizia cittadina allo stato di abbandono di importanti immobili e aree pubbliche. L’amministrazione, con un metodo di governo autoreferenziale e di sdegnosa autosufficienza, si è mostrata restia al rapporto e al confronto politico con la città e senza dubbio serve una svolta».

I firmatari desiderano «una città libera dallo smog e dal traffico, che sappia riscoprire le sue migliori bellezze storico-paesaggistiche, un luogo in cui tornare a fruire dei tanti, troppi, immobili pubblici e privati lasciati marcire dietro lucchetti chiusi. Una città che ritrovi la sua funzione di capoluogo di regione e di primario centro portuale, capace di offrire ai suoi cittadini servizi pubblici all’altezza, welfare di qualità e partecipato, politiche di contrasto alla povertà, percorsi di integrazione in grado di arginare il disagio e l’emarginazione. Una città universitaria che non costringa quotidianamente migliaia di studenti a combattere anche solo per prendere un autobus, e che costruisca sicurezza e bellezza tramite lavoro, aggregazione, inclusione, intrattenimento, cultura. Un’Ancona a misura d’uomo, con una vocazione turistica ben radicata sulle sue evidenti potenzialità culturali e ambientali di città di mare». È questa “L’ altra idea di città 2018-2023” che hanno i cittadini che hanno sottoscritto l’appello, i quali si mettono a disposizione della città «per costruire una piattaforma progettuale di azione politica e civica. Lo facciamo singolarmente, ognuno con la propria storia e competenze, al servizio di un percorso innovativo che immaginiamo e vogliamo aperto, partecipato, democratico e plurale. Intendiamo sfidare apertamente chi sta amministrando questa città con un metodo e risultati che non appaiono all’altezza dei problemi e dei cambiamenti necessari, intendiamo farlo con i tanti anconetani e le tante anconetane disponibili e volenterosi di dare il loro contributo per la rinascita di una città più bella e più viva».

 

Francesco Rubini, capogruppo Sel-Ancona Bene Comune

«Abbiamo vissuto questi cinque anni con fatica – ha detto Rubini – con scelte unilaterali da parte della Mancinelli. Ora desideriamo ripartire con strumenti di partecipazione e democrazia dal basso, il più possibile aperti al confronto. Al di là delle nostre appartenenze politiche, da domani siamo pronti a toglierci le nostre casacche per indossarne una comune e vincente». «Siamo disposti a toglierci la giacchetta – ha detto Crispiani – affinché questa città torni ad essere una città. È necessario rivitalizzare la democrazia».

Tra i firmatari anche lo studente Alessio Moglie, per cui «la vita universitaria ad Ancona finisce alle 18, perché non ci sono collegamenti idonei che possano permettere ai giovani di raggiungere il centro dopo cena». «Il metodo di questa Amministrazione mi ha deluso molto – ha detto l’architetto Riccardo PicciafuocoStrategicancona è stata presentata come il frutto di un percorso di condivisione e invece è stata una manifestazione di potenza della macchina comunale. In questa città si vive malissimo e i residenti del centro, pur pagando una quota all’anno, trovano i posti auto sempre occupati».

Questi, al momento, coloro che hanno sottoscritto l’appello: Alessio Moglie e Samuele Gherardi, studenti universitari; Francesco Rubini e Stefano Crispiani, consiglieri Sel-Ancona Bene Comune; Provinciali Marco, dipendente pubblico; Cuccaroni Valerio, insegnante; Giuseppe Postacchini, insegnante; Riccardo Picciafuoco, architetto; Ruben Carboni, imprenditore; Barbara Paradiso, commercialista; Pattarin Ennio, insegnate universitario in pensione; Francesca Moretti, pensionata; Nicola Sciulli, dipendente pubblico ; Loretta Boni, impiegata; Lidia Mangani, preside; Ruggero Giacomini, storico; Paolo Tomassoni, pensionato ; Aldo Giuliodori, ex dipendente INRCA; Rinaldo Mattei, sindacalista; Paolo Forotti, insegnante e operatore sociale; Francesco Graziosi, programmatore informatico; Loredana Galano, operatrice sociale; Alfonso Napolitano, artista; Pascucci Paolo, dipendente pubblico; Dubbini Daniele, pensionato; Centanni Giancarlo, pensionato; Tania Tenenti, delegata sindacale; Barausse Marina, dipendente pubblico; Anna Maria Casadei, avvocato; Stefano Piazzini, professore; Katya Mastantuono, insegnante; Nicola Cucchi, dottorando; Gianfranco Leonelli, pensionato; Augusto Burattini; Sauro Marini; Paola Santoncini, dipendente pubblica; Luigi Santoro, pensionato; Luca Bonventi, assicuratore.