Mastectomia robotica ricostruttiva, a Torrette il primo intervento al mondo

Si chiama Nipple-Sparing la tecnica utilizzata nella Breast Unit degli ospedali Riuniti di Ancona e impiegata su una donna 42enne di Ascoli Piceno. «Sono oltre 52 mila e 800 le nuove diagnosi di tumore al seno, circa 1200-1500 nelle Marche», ha spiegato la responsabiledella Clinica Oncologica, Rossana Berardi

Da sinistra Rossana Berardi, Michele Caporossi e Carlo Mariotti
Da sinistra Rossana Berardi, Michele Caporossi e Carlo Mariotti

ANCONA –Rimozione completa del carcinoma mammario e contemporanea ricostruzione del seno, attraverso una mastectomia robotica, risparmiando il muscolo. È quanto è avvenuto all’Ospedale di Torrette lo scorso 31 ottobre in occasione del primo intervento di questo genere al mondo. Obiettivo, garantire alla donna un risultato non solo in termini di salute, ma anche estetico, oltre ad una ripresa in tempi più rapidi grazie al fatto che il muscolo non viene toccato durante l’intervento. Si chiama Nipple-Sparing la tecnica miniivasiva utilizzata nella Breast Unit degli ospedali Riuniti di Ancona.

La donna operata al seno, una 42 enne ascolana, non era portatrice di una mutazione genetica, ha spiegato il chirurgo Carlo Mariotti primario della chirurgia senologica di Torrette, ma era già stata operata all’altra mammella e pertanto «era la candidata ideale per un’intervento a scopo di profilassi, essendo a rischio di sviluppare metastasi».

L’operazione è stato eseguita con il robot Da Vinci praticando un unico foro di 3 cm nascosto nella piega ascellare nel quale sono state introdotte le braccia del robot, che attraverso l’impiego di due soli ferri chirurgici è riuscito a svuotare completamente la mammella. Senza praticare altre incisioni, passando dallo stesso foro, il robot ha poi inserito la protesi per la ricostruzione del seno (una protesi ricoperta da una rete in titanio per garantire una maggiore resistenza).

«Una chirurgia all’altezza di una sofisticata macchina da guerra», ha detto il direttore generale degli Ospedali Riuniti di Ancona, Michele Caporossi e che afferisce nella «Breast Unit un’eccellenza in ambito nazionale».

L’intervento è stato condotto da un’equipe costituita dal chirurgo Mariotti, dall’aiuto chirurgo Eugenia Raffaeli, dall’infermiera strumentista Viktoria Sljusar e dall’anestesista Valentina Baiocco, coadiuvati da due operatori: uno alla consolle e l’altro al letto del paziente. La donna è stata dimessa dopo tre giorni dall’intervento «con un risultato estetico eccellente», ha sottolineato Mariotti: dopo soli 10 giorni la paziente ha potuto riprendere le normali attività (lavorative e sportive).

Una nuova frontiera molto promettente che da nuove speranze:  un terzo delle donne che si ammala di carcinoma della mammella è candidato alla mastectomia, un intervento che registra una crescita anche per una maggiore consapevolezza femminile circa il rischio eredo-familiare e la chirurgia profilattica.

Da sinistra Rossana Berardi, Michele Caporossi e Carlo Mariotti
Da sinistra Rossana Berardi, Michele Caporossi e Carlo Mariotti

Sono oltre 52 mila e 800 le nuove diagnosi di tumore al seno, circa 1200-1500 nelle Marche, ha spiegato la coordinatrice della Breast Unit e primario della Clinica Oncologica, Rossana Berardi. Ma se da un lato «l’incidenza registra un lieve incremento – evidenzia la professoressa Berardi – si assiste a una riduzione della mortalità. Merito dell’approccio multidisciplinare che permette di ottimizzare tempi di diagnosi e terapia».
Molto utile a tale riguardo la genetica oncologica, che permette di valutare la familiarità per il tumore al seno, oltre che la terapia più idonea a trattarlo. A Torrette, dove è presente il Centro di Riferimento Regionale di genetica oncologica, questa ha registrato un vero e proprio boom sotto la direzione della Berardi: 2017 sono state 2402 le prestazioni di genetica oncologica, mentre nei soli primi 9 mesi del 2018 si è già registrato un incremento di circa il 23%.

Sempre più speranze, dunque per le donne affette dal tumore alla mammella nelle Marche, grazie alle tecniche innovative utilizzate. Nel pomeriggio di oggi le Dragonesse della Pink Room, un gruppo di donne operate al seno nella Clinica Oncologica di Torrette si esibiranno in coro per i detenuti di Montacuto. Un messaggio di positività per dare coraggio a tante pazienti affette da questa malattia.