Tumore al polmone, le nuove terapie

Immunoterapia e farmaci biologici. Questi i temi al centro del convegno che si è tenuto ad Ancona e a cui sono intervenuti i maggiori oncologi marchigiani e relatori di primo piano quali Marina Garassino dell’Istituto Nazionale Tumori e Massimo di Maio dell’Università di Torino

Il convegno che si è svolto ieri, 5 ottobre ad Ancona

ANCONA – Secondo i dati divulgati dalla LiltLega Italiana per la Lotta contro i Tumori, il tumore del polmone colpisce ogni anno in Italia circa 38.000 uomini e 8.000 donne. È al primo posto come causa di morte per tumore negli uomini e rappresenta il 20% di tutte le morti per tumore in Italia. Nelle donne negli ultimi anni si assiste ad un aumento di casi legato ad una maggiore diffusione del tabagismo.

Se ne è parlato, ieri, giovedì 5 ottobre ad Ancona in un convegno molto partecipato, riservato a medici e personale sanitario, nel quale sono state illustrate le nuove terapie presentate al Congresso Europeo della Società di Oncologia Medica svoltosi recentemente a Madrid. Sul tavolo dei relatori, oltre a Rossana Berardi, direttore della Clinica di Oncologia degli Ospedali Riuniti di Ancona, Stefano Gasparini, direttore di Pneumologia degli Ospedali Riuniti di Ancona, sono intervenuti opinion leader quali Marina Garassino dell’Istituto Nazionale Tumori e Massimo di Maio dell’Università di Torino.

 

«L’immunoterapia sta dando grandi risultati nella lotta al tumore del polmone – spiega la professoressa Rossana Berardi, organizzatrice e responsabile scientifico dell’evento – oggi riusciamo spesso ad evitare il ricorso alla chemioterapia, grazie a questi nuovi farmaci che consentono ad 1 paziente su 5 di guarire da questo tipo di tumore che ha la più alta incidenza e la più alta mortalità. È un risultato molto incoraggiante».

Al congresso è stato dato grande rilievo all’approccio multidisciplinare: «È necessario lavorare insieme e unire le forze per gestire tutto l’iter del paziente – afferma Rossana Berardi – dalla presa in carico fino alla terapia. Un lavoro di equipe multidisciplinare che deve comprendere necessariamente tutte le professionalità coinvolte nel percorso terapeutico: radioterapisti, anatomopatologi, chirurghi toracici, oncologi e farmacisti, senza tralasciare infermieri e biologi».

Il tavolo dei relatori

Altro argomento toccato i costi sanitari delle nuove terapie. «Questi farmaci rappresentano indubbiamente un costo – sottolinea la Berardi – per questo il Sistema Sanitario Nazionale ha stanziato un fondo di sanitario annuale di 500 milioni di euro a copertura delle spese per i farmaci innovativi, garantendo così la sostenibilità del sistema. Si parla spesso di tossicità dei farmaci nella cura dei tumori, ma è emersa anche una tossicità finanziaria: quando togliamo al paziente un’opportunità terapeutica perché costa troppo gli procuriamo un danno. L’Italia fortunatamente ha un sistema sanitario che funziona su logiche pubbliche per ciò riesce ancora a garantire queste possibilità agli ammalati».