Spese pazze in Regione, annullata l’ordinanza di proscioglimento

Ex consiglieri e addetti alle segreterie rischiano ora il rinvio a giudizio. Nella tarda serata di ieri la Corte di Cassazione ha decretato l'annullamento dell'ordinanza di proscioglimento con cui il gup Francesca Zagoreo aveva posto fine all'inchiesta

Palazzo Regione Marche (fonte Univpm)
Palazzo Regione Marche (fonte Univpm)

ANCONA– Spese facili, ex consiglieri regionali e addetti alle segreterie accusati di peculato e prosciolti nel 2016 torneranno davanti al gup. La Corte di Cassazione, ieri sera, ha infatti decretato l’annullamento dell’ordinanza di proscioglimento per 56 imputati accogliendo la richiesta della Procura dorica. Un annullamento senza rinvio. Si ritorna quindi davanti al giudice dell’udienza preliminare al quale, a questo punto, sembra toccherà solo di procedere con il rinvio a giudizio.

E’ quanto emerge per ora stando al dispositivo della Suprema Corte. Unico escluso dall’annullamento sarà Andrea Filippini, della segreteria Idv, difeso dall’avvocato Laura Versace. L’unico proscioglimento è per lui. «La Cassazione ha accolto le censure della difesa – spiega Versace – attraverso le quale avevo evidenziato come la situazione di Filippini, in veste di collaboratore del gruppo politico, doveva essere analizzata in modo differente e specifico rispetto a quella dei consiglieri e presidenti. I soldi usati da Filippini erano per il lavoro svolto». La sentenza del non luogo a procedere, da parte del giudice Francesca Zagoreo, risale al 12 settembre 2016.

Erano 66 i politici regionali e collaboratori coinvolti nell’inchiesta sulle spese facili relative al periodo 2008-2012. Cinque, l’ex governatore Gian Mario Spacca, l’attuale segretario del Pd Marche Francesco Comi, gli ex consiglieri Massimo Binci e Giacomo Bugaro e l’ex addetto al gruppo Pd Oscar Roberto Ricci, sono stati assolti con il rito abbreviato (perché il fatto non sussiste). La Procura, per loro, ha fatto ricorso in appello e il giudizio è ancora pendente. Per quattro invece, gli ex consiglieri regionali Adriano Cardogna, Leonardo Lippi e Luigi Viventi e l’addetto al gruppo dei Verdi Giuseppe Canducci, giudicati con il rito ordinario, è stata stralciata dalla Corte di Cassazione per legittimo impedimento del difensore.