Al Salesi arriva Noa, l’amico dei bambini (FOTO E VIDEO)

È stato presentato questa mattina alla Day Surgery dell'ospedale pediatrico di Ancona il robot-umanoide che aiuterà i bambini a superare rabbia e paura legate a cure e terapie

Il robot Noa per il Salesi

ANCONA – Interagire con i bambini e tranquillizzarli, aiutandoli a superare la paura di esami e terapie mediche. È quanto potrà fare Noa, il robot-umanoide che verrà impiegato all’Ospedale Materno-Infantile Salesi a supporto del percorso di cura dei piccoli degenti. Un progetto che rientra nell’ambito della coterapia, nel quale la Fondazione Ospedale Salesi Onlus sta investendo molto nell’ultimo periodo.

Un’iniziativa che è stata resa possibile da una catena di solidarietà che vede in prima linea Estra Prometeo, l’azienda anconetana che vende gas ed energia, che ha offerto il robot e gli Istituti Comprensivi Itis Marconi di jesi e Faà di Marotta, che si occuperanno della programmazione dell’umanoide coinvolgendo i ragazzi nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro per i prossimi tre anni.

Un progetto che rientra nella «cultura dell’innovazione» e che esprime lo spirito delle «Marche solidali», come ha spiegato il direttore dell’Azienda Ospedali Riuniti Michele Caporossi, per dare un sostegno concreto ai bambini, perché «la malattia può essere vissuta anche in chiave positiva». L’umanoide, un concentrato di tecnologia, grazie alle telecamere, ai microfoni e agli altoparlanti posizionati nella sua testa è in grado di riconoscere emozioni come rabbia, tristezza e paura, e di aiutare i bambini ad accettarle e superarle. Il robot è dotato anche di sensori tattili a mani e piedi e di un giroscopio per l’equilibrio.

Questo tipo di coterapia si sta affermando in diversi paesi in sostituzione della pet-therapy, soprattutto per motivi di ordine igenico: viene utilizzata ad esempio per tranquillizzare i bambini  prima che entrino in sala operatoria operatoria e che quindi non possono venire a contatto con gli animali.

Da sinistra Carlo Rossi, Silvia Faggi, Corrado Marri, Marco Gnocchini, Michele Caporossi e Samuele Canonico
Da sinistra Carlo Rossi, Silvia Faggi, Corrado Marri, Marco Gnocchini, Michele Caporossi e Samuele Canonici

Una iniziativa che «ha un valore educativo e che pone al centro il bambino», come ha sottolineato Marco Gnocchini, presidente di Estra Prometeo. «Siamo molto soddisfatti – ha detto – di aver messo in rete tutte le migliori eccellenze del territorio: ingegneria, robotica, scuola, pediatria e cure assistenziali. Continueremo a sostenere il progetto nella formazione e nello sviluppo».

Il Robot sarà utilizzato inizialmente nell’esecuzione delle spirometrie, poi il suo impiego sarà esteso a chirurgia e oncologia, e successivamente anche a tutti gli altri reparti. «La vera sfida sarà sperimentarlo nella preparazione dei bambini alle varie attività e prestazioni, dalle più semplici a quelle ambulatoriali, fino ad arrivare all’intervento chirurgico – ha sottolineato Carlo Rossi, presidente della Fondazione Ospedale Salesi Onlus – infatti prevediamo una preparazione dei bambini con una serie di test e di percorsi guidati che riusciranno a supportare i piccoli pazienti non solo nella fase dell’analisi preparatoria agli interventi chirurgici, ma anche come supporto vero e proprio nella giornata in cui viene eseguito l’intervento. Questo robot probabilmente riuscirà a stare vicino al bambino fino alla fase di sedazione e ad accompagnarlo in tutte le fasi successive fino alla camera preoperatoria». Un’esperienza  che metterà in contatto il Salesi con altri policlinici italiani, che già stanno utilizzando questa tecnologia, nell’ottica di un confronto sulle coterapie.

«Un progetto molto importante che offrirà un’opportunità preziosa ai ragazzi di crescere come cittadini, come uomini e come tecnici – ha affermato Corrado Marri, dirigente scolastico dell’Itis Marconi di Jesi – il nostro compito sarà quello di programmare il robot umanoide in base alle specifiche funzionali che ci verranno fornite dall’Ospedale Salesi e poi di passare alla fase di collaudo».

Samuele Canonici, operatore tecnico di Estrabot della Fondazione Salesi e Giuliano Fattorini responsabile tecnico del progetto

Responsabile tecnico del progetto Giuliano Fattorini, docente di Meccatronica dell’Istituto Tecnico Industriale Marconi di Jesi, che curerà la programmazione dell’umanoide, realizzato in Francia: «Il robot cerca stabilire il contatto visivo con gli occhi dei bambini per captare le loro emozioni». Noa è governato da un pc attraverso connessione wi-fi ed «è stato creato inizialmente per i bambini autistici», ha sottolineato.

Corrado Marri e Silvia Faggi

«Una proposta, quella della Fondazione Salesi, che ha trovato subito piena accoglienza – ha spiegato Silvia Faggi, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Faa’ di Bruno di Marotta – abbiamo avviato da tempo un laboratorio di robotica educativa, con l’acquisto di due robot, Nao inizialmente e poi Pepper, e grazie alla collaborazione del professor Fattorini stiamo sviluppando e testando dei programmi. Il nostro contributo al progetto sarà proprio quello di sperimentare i programmi che verranno poi attuati nel contesto ospedaliero e quindi nei percorsi di cura dei bambini».