Influenza: casi in aumento, picco tra i bambini 0-3 anni

Al Pronto Soccorso del Salesi di Ancona i casi di accesso sono in crescita, specie tra i più piccoli. Un surplus di lavoro arrivato in anticipo di una settimana rispetto a quanto atteso. Il punto sulle Marche con il primario della Clinica di Infettivologia di Torrette, Andrea Giacometti

L'ingresso del pronto soccorso del Salesi
L'ingresso del pronto soccorso del Salesi

ANCONA – Nonostante il picco sia previsto a febbraio, l’influenza sta già mostrando tutta la sua aggressività. «Dopo un primo periodo caratterizzato da un inizio di epidemia influenzale più lento rispetto alla media nazionale – spiega il primario della Clinica di Infettivologia di Torrette, Andrea Giacometti – nelle Marche nella 50ma settimana dall’inizio dell’anno (dal 10 al 16 dicembre) si è assistito ad un brusco incremento del numero dei casi, che ora si attestano a 3,16 ogni 1.000 abitanti (nella 49 ma settimana la media italiana era pari a 2,78 casi per mille assistiti), con un picco di 6,7 casi nella fascia di età compresa fra 0 e 4 anni».

E intanto proprio ieri a Camerano un bambino di un anno forse deceduto per complicanze dovute all’influenza (leggi l’articolo): il piccolo dal giorno di Natale aveva febbre alta e tosse, poi nella notte la situazione è precipitata ed è morto nel suo lettino.

LA SITUAZIONE AL SALESI

Ospedale materno infantile Salesi
Ospedale materno infantile Salesi

Al Pronto Soccorso dell’ospedale pediatrico i casi di accesso per influenza sono in crescita, specie nella fascia di età 0-3 anni. Un surplus di lavoro arrivato in anticipo di una settimana rispetto a quanto atteso. «Già nella settimana precedente al Natale gli accessi hanno registrato un’incremento sostanziale» spiega la responsabile di SOSD Pronto soccorso, Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza Pediatrica, Elisabetta Fabiani. Tra i bambini ricoverati per complicanze dovute all’influenza ci sono soprattutto quelli affetti da forme respiratorie, come polmoniti.

I CASI IN ITALIA: DECESSI IN CRESCITA TRA GLI ANZIANI
In Italia sono già più di un milione i casi di influenza.
«Presso la Clinica Malattie Infettive di Ancona – afferma il primario di Infettivologia di Torrette Giacometti – al momento non sono stati ricoverati casi gravi di influenza, tuttavia sono molte le situazioni probabilmente in rapporto al recente episodio influenzale che ha reso possibile complicanze infettive di altra natura, quali le polmoniti batteriche, soprattutto nei soggetti anziani e in quelli affetti da altre patologie croniche o in condizioni di indebolimento delle difese immunitarie».

Andrea Giacometti, Primario Clinica Malattie Infettive degli Ospedali Riuniti di Ancona

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, l’epidemia ha determinato un numero di decessi, legati soprattutto alle complicanze, «discretamente superiore a quello atteso – evidenzia il primario di infettivologia – infatti, durante la 48 ma settimana la mortalità è stata maggiore a quanto ci si sarebbe aspettato in base alle previsioni statistico-epidemiologiche, con una media giornaliera di 209 decessi rispetto ai 199 previsti».

Dati che pongono l’accento sull’importanza della vaccinazione antinfluenzale soprattutto per le categorie a rischio: donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza; soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza, tra le quali malattie croniche dell’apparato respiratorio, cardio-circolatorio, diabete e malattie metaboliche, insufficienza renale e surrenale cronica, tumori, malattie congenite; soggetti over 65; bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale; persone di qualunque età ricoverate presso strutture per lungodegenti.

IL PUNTO SULLA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE
I dati di copertura vaccinale della scorsa stagione mostrano che nell’Area Vasta 2 è stato raggiunto solo il 50% degli ultrasessantacinquenni.

Daniela Cimini, direttore UOC di Prevenzione e Profilassi delle Malattie infettive, presso il Dipartimento di Prevenzione dell’Area Vasta 2 dell’Asur

«Quest’anno non abbiamo avuto carenza di dosi vaccinali – spiega Daniela Cimini, direttore UOC di Prevenzione e Profilassi delle Malattie infettive, presso il Dipartimento di Prevenzione dell’Area Vasta 2 dell’Asur – Tutti i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta hanno avuto le dosi richieste per la copertura dei loro assistiti ultra 65 enni e per tutte le fasce d’età (dai 6 mesi in poi) appartenenti a categorie a rischio. Abbiamo avuto una segnalazione di complicanza grave di influenza riferita ad un giovane paziente. Questo per ribadire che l’influenza non è una banalità».

I dati di adesione  alla vaccinazione verranno raccolti a febbraio per essere inviati al Ministero, tuttavia, come evidenzia la stessa dottoressa Cimini, «la sensazione è che ci sia stato un incremento delle persone che si sono sottoposte a vaccinazione. Le coperture dovrebbero pertanto aumentare, anche se siamo lontani dal quel 75% di ultra 65 enni che è obiettivo di Sanità Pubblica. Molte sono le donne incinte che si sono sottoposte al vaccinazione antinfluenzale. Il Ministero della Salute ha emanato una circolare apposita dove si raccomanda la protezione per le donne che all’inizio o nel corso della stagione epidemica dell’influenza si trovino nel secondo o terzo trimestre di gravidanza.

L’influenza stagionale aumenta il rischio di ospedalizzazione materna, prematurità, parto cesareo, distress fetale, basso peso del nascituro e interruzione di gravidanza. La vaccinazione in gravidanza ha effetto protettivo sui neonati attraverso il passaggio di anticorpi protettivi dalla madre».

L’andamento della epidemia influenzale viene monitorata da Medici di famiglia e Pediatri “sentinelle” che rilevano settimanalmente da ottobre ad aprile i casi registrati tra i loro pazienti, inserendo i dati di sorveglianza in un sistema nazionale definito “Influnet” coordinato da Istituto Superiore di sanità.

Per la chiusura della campagna antinfluenzale la Regione ha ideato una iniziativa: ha messo a disposizione un ambulatorio mobile davanti alla regione. «Medici dei Servizi vaccinali dell’Asur – conclude la Cimini – hanno garantito le sedute dal 10 al 14 dicembre, con il supporto degli specializzandi della scuola di Igiene e Medicina preventiva dell’Università Politecnica Marche. Importante anche il supporto logistico di protezione Civile e Cri».

SINTOMI E TERAPIE
Febbre, spesso molto alta, tosse, naso che cola, dolore alle ossa e ai muscoli (soprattutto arti inferiori e articolazioni, schiena).
«La terapia per i casi comuni è esclusivamente sintomatica – precisa Giacometti – con riposo, adeguata idratazione ed antipiretici, ricordando che per l’età pediatrica non si utilizza aspirina ma paracetamolo in caso di febbre. Gli antibiotici sono riservati solo ai casi con complicanze, quali ad esempio otiti o polmoniti». Il vaccino, come sempre, è offerto gratuitamente agli anziani (over 65), ai soggetti a rischio, al personale sanitario e di pubblica sicurezza e ai donatori di sangue. «Probabilmente anche quest’anno si riuscirà a malapena a raggiungere una copertura del 50% di coloro che ne avrebbero diritto e dovere», spiega il primario.

CONTAGIO E PREVENZIONE
Oltre alla vaccinazione possono essere attuati una serie di accorgimenti allo scopo di prevenire il contagio influenzale.

Influenza

«L’influenza si trasmette con le goccioline di saliva prodotte parlando, starnutendo, tossendo – spiega il primario Giacometti – il virus viene trasmesso già da un giorno prima che compaiano i sintomi, per cui il soggetto “contagioso” in questa fase, non avvertendo malessere o altri disturbi, circola liberamente, viene a contatto con i propri simili e diffonde l’infezione. Quando i sintomi compaiono, si resta contagiosi ancora per qualche giorno, di regola 4-6 giorni, ma fino a 15-20 giorni i bimbi più piccoli».

Tra le modalità di trasmissione del virus anche quella “per contatto”, che avviene anche attraverso un semplice stretta di mano, oppure toccando oggetti precedentemente utilizzati da una persona che ha già contratto la malattia. «Il paziente con influenza – conclude il primario di infettivologia – infatti, ha sicuramente le mani contaminate dal virus, perché avrà toccato naso, bocca o occhi, siti in cui le cui secrezioni contengono virus. A tal proposito è bene sottolineare che in questi casi il paziente non dovrebbe usare la mano per schermare un colpo di tosse o uno starnuto: meglio il fazzoletto monouso o, in mancanza di questo, usare la tecnica che mima un movimento oggi molto di moda tra i giovani, la dab-dance: usare la piega interna del gomito per schermare le goccioline di saliva.