Report carceri 2018: un detenuto su due ha problemi di tossicodipendenza

Negli istituti penitenziari marchigiani 454 detenuti (pari al 48,9%) presentano problemi di droga. Tra le principali criticità si registrano anche il sovraffollamento, la carenza degli organici e il taglio dei fondi

Da sinistra, Nicola De Filippis, Andrea Nobili e Antonio Mastrovincenzo

ANCONA – Sovraffollamento, carenza degli organici e taglio dei fondi continuano ad essere le principali criticità degli istituti penitenziari marchigiani. I detenuti presenti nelle Marche sono 929 (fonte Ministero Giustizia, dicembre 2018), a fronte dei 934 del 2017, di cui 314 stranieri rispetto ai 310 del precedente anno. Un detenuto su due ha problemi di tossicodipendenza (454 detenuti, pari al 48,9%) e sono tanti anche coloro che hanno patologie di tipo psichiatrico, con 98 casi accertati. Gli stranieri sono 314, quindi circa un detenuto su tre è straniero. Percentuale che si alza negli istituti di Montacuto e di Pesaro, dove quasi la metà dei detenuti è straniera.

Questi sono i principali dati del “Report 2018” predisposto dal Garante regionale dei diritti Andrea Nobili, che fotografa la situazione degli istituti penitenziari marchigiani. «È troppo alto il numero dei detenuti con problemi di tossicodipendenza e psichiatrici – dichiara Andrea Nobili – così come è elevato il numero degli stranieri. Molti non conoscono la lingua italiana e sono necessarie sempre di più le figure dei mediatori culturali, di cui però siamo sempre in carenza. Le principali tipologie di reati sono legate alle sostanze stupefacenti, rapine, furti, estorsioni e truffa, a cui si aggiunge per gli stranieri la violazione della legge relativa all’immigrazione».

Tra le maggiori criticità sottolineate da Nobili, in primis quella del «sovraffollamento che, seppure non con percentuali elevatissime rispetto alle altre regioni, continua a destare preoccupazione», considerate anche le oscillazioni delle presenze registrate in alcuni particolari periodi. L’esame delle singole realtà vede al primo posto la casa circondariale di Montacuto con 316 detenuti (di cui 132 stranieri) per una capienza di 256 (per quanto riguarda la capienza la fonte è quella ministeriale). Le sezioni di alta sicurezza a tutt’oggi ospitano 65 persone (tutti italiani). Segue la casa circondariale di Pesaro – Villa Fastiggi con 219 detenuti (di cui 90 stranieri e 20 donne) per una capienza complessiva di 153 unità. Nella sezione sex offender risultano 46 presenze. Si passa poi a Fossombrone con 161 detenuti (22 stranieri) a fronte di 202 posti disponibili; Marino del Tronto con 101 (24 stranieri e 79 presenze nella sezione dell’alta sicurezza, creata dopo la chiusura del 41 bis) su 104; Barcaglione con 78 (30 stranieri) su 100; Fermo 70 (22 stranieri) su 41.

Oltre al sovraffollamento, c’è anche la questione della «carenza degli organici», sia sul fronte della polizia penitenziaria, sia su quello di tutte le altre figure chiamate a garantire gli adeguati percorsi di sicurezza, trattamento, reinserimento dei detenuti, di mediazione culturale (considerato il significativo numero di stranieri) e di assistenza sanitaria e psicologica, anche in considerazione dell’aumento di alcune patologie come quelle di carattere psichiatrico. Sulla base dei dati raccolti dal Garante, risultano effettivamente in servizio 590 agenti di polizia penitenziaria (su 655 assegnati), 18 educatori e 14 psicologi. «Le carenze di organico maggiori – dichiara Nicola De Filippis, comandante della casa circondariale di Montacuto – sono registrate negli istituti di Barcaglione e Montacuto. Ad esempio proprio a Montacuto mancano 57 unità e la carenza è del 30%, negli altri istituti invece è del 10%».

Una situazione complessa, aggravata dalla crisi economica e dal taglio dei fondi previsti, che spesso ha determinato difficoltà nel garantire i servizi primari. A risentirne anche le attività trattamentali che, seppur ben avviate in alcuni istituti, hanno dovuto fare i conti con l’esiguità delle risorse regionali e con i ritardi nella loro assegnazione. Il supporto del volontariato, comunque, come ribadito nel terzo tavolo di confronto organizzato recentemente dal Garante con le associazioni di settore, ha permesso di far fronte ad alcune emergenze, riempiendo i vuoti che si sono inevitabilmente creati.

Un altro capitolo è legato ai problemi strutturali con lavori finanziati, ma che ancora tardano a partire. «Molte camere di pernottamento (celle) – spiega Nobili – sono ancora oggetto di lavoro e non sono agibili». Al centro dell’attenzione soprattutto i penitenziari di Villa Fastiggi e Fossombrone, che è anche sede del Polo Universitario, nato dall’accordo tra Prap (Provveditorato amministrazione penitenziaria), Garante e Università di Urbino. E sono tante anche le difficoltà che attualmente deve fronteggiare l’U.E.P.E. (Ufficio per l’esecuzione penale esterna), che vede incrementare le competenze, ma deve fare i conti con l’esiguità del personale.

Per quanto riguarda la Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Monte Grimano Terme, al momento ancora ubicata nella struttura “Case Gemelle”, si registrano 21 ospiti (4 donne), di cui 18 provenienti dalle Marche. La sede di Monte Grimano Terme è comunque provvisoria e nel 2019 la Rems aprirà a Macerata Feltria con 20 posti letto. «Non posso che ribadire – dichiara il Presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo – l’importanza delle attività trattamentali, per le quali nel bilancio preventivo 2019 abbiamo previsto uno stanziamento di 260mila euro. È una risorsa ovviamente non sufficiente, ma sta a confermare la nostra attenzione nei confronti di questo settore». Mastrovincenzo sottolinea anche «l’importanza del confronto diretto attivato dal Garante attraverso gli incontri con le rappresentanze della polizia penitenziaria, del volontariato, dei settori sanitario e sociale».