Raffineria Api, confronto aperto su autorizzazioni e controlli

Per la prima volta tutti gli attori questa mattina si sono ritrovati attorno a un tavolo per il seminario fortemente voluto dall’assessore all’Ambiente, Angelo Sciapichetti, con i dirigenti del Ministero dell’Ambiente

Il tavolo di confronto dell'Api

FALCONARA – Confronto aperto sulla Raffineria Api di Falconara Marittima. Per la prima volta tutti gli attori questa mattina si sono ritrovati attorno a un tavolo per il seminario fortemente voluto dall’assessore all’Ambiente, Angelo Sciapichetti, con i dirigenti del Ministero dell’Ambiente. Hanno partecipato tutti gli enti che fattivamente hanno collaborato con la Regione, la Raffineria Api e le parti sociali, il Sindacato RSU Api e i Comitati Mal’Aria e Onda Verde. Obiettivo: rendere trasparente l’attività autorizzativa e di controllo della pubblica amministrazione per agevolare la partecipazione attiva dei cittadini, dei lavoratori e dei portatori di interessi diffusi.

«Incontro positivo, in  un clima utile e proficuo – ha dichiarato Sciapichetti – per questo ringrazio tutti i presenti. Questo tema, complesso e in evoluzione, è prioritario per la Regione che vuole imboccare la strada del confronto e del dialogo costruttivo per individuare soluzioni possibili all’insegna della trasparenza».

Nel corso dell’incontro sull’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata alla Raffineria API S.p.A. di Falconara Marittima si è fatto il punto sul complesso industriale che rientra nella normativa europea IPPC (Integrated Prevention Pollution and Control), come impianto esistente di competenza statale.

Il Ministero dell’Ambiente ha infatti appena rilasciato l’Autorizzazione Integrata Ambientale (n. 171 dell’11/05/2018) necessaria per esercire la Raffineria in modo “integrato”, che prende quindi in considerazioni tutte le componenti ambientali: aria, acqua, suolo, rifiuti ecc…Obiettivo che è stato ottenuto con l’applicazione   delle migliori tecniche disponibili (BAT) in relazione al contesto ambientale in cui è inserita la Raffineria stessa.

La Regione Marche ha coordinato l’attività istruttoria a seguito della stipula del “Protocollo Operativo” dello scorso anno con il Comune di Falconara, la Provincia di Ancona, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPAM), l’ARS (Azienda Regionale Sanitaria), l’ASUR (Azienda Unica Sanitaria Regionale) e il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. La sinergia che si è attuata tra gli Enti firmatari del Protocollo e il Ministero ha consentito di ottenere buoni risultati che sono stati riportati come prescrizioni nell’autorizzazione, quali uno studio dettagliato delle sostanze emesse in atmosfera, una specifica indagine epidemiologica sulla popolazione residente, una campagna di monitoraggio al fine del controllo dell’impatto olfattivo indotto dai processi produttivi, la creazione di un sito web per la visione alla cittadinanza dei dati ambientali dei monitoraggi della Raffineria,  etc..

«L’assessorato all’Ambiente, anche a seguito della mozione n. 355/2018, – dichiara l’assessore Sciapichetti – consapevole dell’importanza dell’installazione API da un punto di vista sia ambientale che occupazionale nel territorio regionale, ha continuato il suo lavoro convocando vari tavoli tecnici con gli Enti firmatari del Protocollo Operativo per stipulare un nuovo documento con la  Convenzione tra gli enti firmatari del Protocollo Operativo con la partecipazione del Gestore e aperta anche ai Comitati per la verifica delle prescrizioni di competenza regionale.
Si è deciso di rafforzare il coordinamento con gli altri tavoli istituzionali (CTR – Prefettura) che a vario titolo si occupano delle problematiche concernenti la Raffineria, ai fini della condivisione delle informazioni e della valutazione congiunta delle eventuali prescrizioni da attivare e delle azioni da intraprendere con i Ministeri competenti. La Regione si è impegnata ad istituire una Cabina di regia regionale quale strumento per continuare in modo efficace il lavoro già iniziato con il Protocollo Operativo tra gli Enti coinvolti». Un «ottimo esempio di  lavoro di squadra». ha concluso con soddisfazione l’assessore.

Il Comune di Falconara ha visto riconosciuto dal ministero dell’Ambiente il ruolo attivo e propositivo svolto in questi mesi rispetto alle criticità ambientali. È quanto emerso durante il seminario, organizzato oggi dalla Regione. «Il riconoscimento dell’azione puntuale di Falconara – fanno sapere dal Comune – è arrivato dai rappresentanti del ministero dell’Ambiente e il sindaco Signorini è soddisfatta di quanto affermato nel corso del seminario. Raramente, hanno affermato i rappresentanti ministeriali, i Comuni si mostrano attivi come Falconara, che ha inoltrato le tante segnalazioni raccolte in questi mesi, tutte vagliate dal ministero. Falconara è l’unico Comune italiano ad aver indicato prescrizioni precise e puntuali, tanto che sono state recepite in sede di riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale nel maggio scorso».

Sono stati gli stessi rappresentanti ministeriali a riferire delle richieste dell’ente falconarese per un nuovo riesame dell’Aia e un’ispezione straordinaria all’interno della raffineria, richieste rispetto alle quali è stato illustrato l’iter avviato. Sempre gli esponenti del ministero hanno annunciato un’ispezione dell’Ispra all’interno dello stabilimento petrolifero a partire dal 18 dicembre.

Nel suo intervento il sindaco Stefania Signorini ha ricordato tutti i passi intrapresi sin dal suo insediamento, con l’intento di stimolare ed essere presente a tutti i tavoli che trattano di ambiente, salute e sicurezza, da quello promosso dal sindaco stesso in Regione per verificare l’osservanza delle prescrizioni, a quelli convocati in Prefettura per il Pee e per gli aspetti sanitari, fino a quelli del Comitato tecnico regionale dei vigili del fuoco. Il primo cittadino ha ricordato anche l’istanza rivolta ad Arpam per l’attivazione del progetto ‘Ambiente’ per rendere più semplici le segnalazioni e più completi i monitoraggi della qualità. Ha rinnovato inoltre la richiesta rivolta alla Regione Marche, già avanzata a luglio, affinché approvi una legge che introduca misure per la prevenzione e limitazione delle emissioni odorigene così come già fatto da molte altre regioni italiane.