#nonsiamofantasmi: flash mob dei precari della scuola per chiedere la stabilizzazione

La protesta davanti l'Ufficio scolastico regionale è stata organizzata dai sindacati. Nelle Marche tra docenti e personale Ata, sono 2.500 i lavoratori che non sono stabili. La situazione potrebbe farsi ancora più pesante il prossimo anno con i 1.300 pensionamenti derivanti dalla Legge Fornero e dal meccanismo di quota 100

ANCONA- Sulle note di Ghostbusters e mascherati da fantasmi, con lenzuola e volto coperto, i precari del mondo della scuola hanno chiesto ancora una volta a gran voce la stabilizzazione di docenti e personale Ata. Il flash mob #nonsiamofantasmi andato in scena questa mattina (12 marzo) ad Ancona davanti l’Ufficio scolastico regionale, è stato organizzato da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal in occasione dei sit-in #iolavoroascuola promossi dai sindacati in tutta Italia. La precarietà nel mondo della scuola rappresenta una vera e propria emergenza e la regolarità del servizio rischia di essere compromessa.

«Nelle Marche, tra docenti e personale Ata, sono 2.500 i lavoratori della scuola che non sono stabili. La situazione potrebbe farsi ancora più pesante il prossimo anno con i 1.300 pensionamenti derivanti dalla Legge Fornero e dal meccanismo di quota 100- dichiarano i sindacati-. Nonostante le numerose leggi di reclutamento fatte negli anni, i posti precari aumentano sempre più. Nella nostra regione il 59% dei docenti di sostegno è precario».

Nella foto da destra: Anna Bartolini, CISL Scuola; Paola Martano, SNALS Confsal; Claudia Mazzucchelli, Uil Scuola e Leonilde Gargamelli, FLC CGIL

I sindacati chiedono la stabilizzazione del personale precario e il rispetto del diritto al lavoro sancito nella Costituzione. In particolare, chiedono di rimuovere le criticità che mettono a rischio il nuovo anno scolastico prevedendo una fase transitoria di immissioni in ruolo per assumere gli abilitati e i docenti di terza fascia con tre anni di servizio; coprire con immissioni in ruolo tutti i posti liberi, compresi quelli resi disponibili da “quota 100”; ridurre i costi dei percorsi di specializzazione su sostegno e incrementare i posti disponibili; stabilizzare il personale Ata su tutti i posti vacanti e disponibili; contrastare la regionalizzazione del reclutamento del personale.

Tra i precari della scuola ci sono anche molti giovani, i quali da anni vedono il loro futuro caratterizzato da incertezza. Una di queste è Vanessa Silvestri, insegnante di Lettere, che ha partecipato al flash mob tenendo in braccio il figlio neonato. «Insegno da 7 anni e sono precaria. Non credo sia giusto che il Governo non prenda in considerazione il nostro lavoro e la nostra stabilizzazione- afferma-. Il mio futuro è incerto, nonostante questo ho avuto il coraggio di costruirmi una famiglia perché credo che a 34 anni si debba pensare anche a questo. Vorrei che lo stato tutelasse la mia docenza, i miei anni di insegnamento, la mia famiglia e le famiglie dei precari di terza fascia».

I precari della scuola vestiti da fantasmi

«Sono precaria da sei anni. È una situazione pesante. Quando si avvicina settembre inizia il totoscommesse: dove andremo? Quante ore faremo?- commenta Gloria Belvederesi, 37 anni, insegnante di Fisica-. Poi si inizia a lavorare, tanta fatica per conoscere i ragazzi e ambientarsi nella scuola che già è ora di smettere. Ogni anno si deve ricominciare da capo».

Le rappresentanti sindacali– Leonilde Gargamelli, FLC CGIL; Anna Bartolini, CISL Scuola; Claudia Mazzucchelli, UIL Scuola e Paola Martano, SNALS Confsal– hanno consegnato il documento con le richieste al direttore dell’Ufficio Scolastico regionale.