Neurochirurgia: i medici di Torrette opereranno a Fermo due volte al mese

L'obiettivo è di evitare gli spostamenti per gli ammalati e per i loro familiari, favorendo una presa in carico il più vicino possibile al domicilio

L'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona

ANCONA – Le professionalità dell’Ospedale di Torrette a disposizione degli ammalati di Fermo. È quanto prevede la collaborazione tra gli Ospedali Riuniti di Ancona e l’Area Vasta 4 di Fermo. Un filo continuo che prosegue da oltre 10 anni e che proprio nei giorni scorsi è stato rinnovato e intensificato nella sua articolazione alla presenza del direttore degli Ospedali Riuniti di Ancona Michele Caporossi e del direttore dell’Area Vasta 4 di Fermo Lucio Livini. Saranno due gli ambulatori settimanali e due le sessioni operatorie mensili che vedranno scendere in campo i neurochirurghi di Torrette presso l’Ospedale di Fermo. Obiettivo evitare gli spostamenti per gli ammalati e per i loro familiari, favorendo una presa in carico all’insegna dell’eccellenza e il più vicino possibile al domicilio del paziente. Già da diverso tempo era attiva anche una collaborazione per il teleconsulto immediato di esami diagnostici di pazienti con sospetto ictus.

Michele Caporossi, direttore generale Azienda Ospedali Riuniti
Michele Caporossi, direttore generale Azienda Ospedali Riuniti

Oltre a quella con Fermo, sono numerose le collaborazioni messe in campo dagli Ospedali Riuniti di Ancona con altre strutture sanitarie, se ne contano quasi una cinquantina: «abbiamo decine di convenzioni attive di collaborazione con vari ospedali della rete marchigiana – commenta il direttore generale degli Ospedali Riuniti di Ancona Michele Caporossi – Laddove opportuno anziché far spostare i pazienti si spostano i nostri operatori. È una delle caratteristiche da sviluppare e migliorare nell’ambito della comunità sanitaria della nostra regione. In particolare per quanto riguarda l’accesso alle alte specializzazioni localizzate presso gli Ospedali Riuniti la funzione di consulenza e di consulto in remoto garantisce la diminuzione dei tempi di presa in carico dei pazienti con malattie acute tempo-dipendenti come ictus ischemico o emorragico, infarto del miocardio ed altre. Più si creano collaborazioni tra equipe di professionisti, come quella con Fermo, più si vede la qualità intrinseca del nostro servizio sanitario regionale, perché – come ricorda Caporossi avvalendosi dell’hastag coniato da lui stesso – #lasanitamarchigiananonesecondaanessuno».