Spari vicino alle abitazioni, denunciati 4 cacciatori

Dovranno rispondere di esplosioni pericolose ed omessa custodia dell'arma. Durante una battuta di caccia a Montesicuro i pallini hanno raggiunto un'auto parcheggiata e un albero dove era in corso la raccolta della frutta. L'indagine è dei carabinieri forestali

cacciatore

ANCONA – Battuta di caccia nelle campagne doriche, i pallini colpiscono un’auto parcheggiata e un albero da frutta dove c’erano delle persone intente nel raccolto. Individuati e denunciati tre cacciatori. Dovranno rispondere di esplosioni pericolose. La Procura ha aperto un fascicolo e le indagini, delegate ai carabinieri forestali, hanno portato dritte ai tre amanti della doppietta. Gli accertamenti sono partiti dopo un episodio accaduto il 16 settembre, a Montesicuro. Risale a quel giorno la battuta di caccia. I proprietari dell’abitazione dove sono arrivati i pallini hanno fatto denuncia. Ma nella frazione già diversi residenti avevano fatto segnalazioni di spari troppo vicini alle abitazioni. Nei giorni scorsi i carabinieri forestali del Nipaaf, del Nucleo Cites di Ancona e delle stazioni di Ancona, Senigallia e Conero hanno eseguito, su delega della Procura di Ancona, una serie di perquisizioni, in tre abitazioni, nel capoluogo dorico, riconducibili ai tre cacciatori poi indagati.

I cacciatori sono stati denunciati per aver esploso dei colpi di fucile in direzione di una casa a distanza ravvicinata, colpendo anche un veicolo parcheggiato nell’aia della stessa ed un albero dove alcune persone erano intente a raccogliere della frutta.
Nel corso delle attività venivano rinvenute alcune munizioni incustodite in un appartamento nel quale risultavano presenti dei bambini e in una casa nella quale non risultavano denunce di armi e munizioni, risultata poi in uso agli indagati.
Trovate anche nell’aia di un’abitazione rurale di proprietà dei cacciatori, a distanza molto ravvicinata dall’immobile, un’altana e un appostamento, circondati da vegetazione, idonei e presumibilmente utilizzati per attività di caccia ai colombacci.
Inoltre in due congelatori siti nell’abitazione di due degli indagati, sono state rinvenute e sequestrate carni di selvaggina, tra cui cinghiale e fagiano, la cui detenzione risultava non giustificata.

Nel complesso quattro persone risultano indagate, due ritenute responsabili del reato di esplosioni pericolose delle quali una anche del reato di omessa custodia di munizioni in luoghi con presenza di minori o persone incapaci, mentre altre due solo di quest’ultimo reato. I quattro sono padri e figli e hanno 32, 29, 67 e 65 anni.
I soggetti rischiano le pene previste dal codice penale e dalla legge sulle armi, che vanno dall’ammenda all’arresto fino a due anni oltre alla revoca della licenza di caccia.