Minori sottratti all’estero: almeno 8 i casi nelle Marche, via libera alla mozione consiliare

Il consiglio regionale ha approvato un documento che sollecita il Governo ad approvare il disegno di legge 692 che inasprisce le pene e introduce il reato di sequestro di persone. La testimonianza di Marco di Marco, di San Benedetto del Tronto, papà di Erik portato dalla madre in Slovacchia nonostante i due genitori avessero l'affido condiviso e ci fosse il divieto di espatrio per il minore

Minori portati all'estero

ANCONA – Sono almeno 8 nelle Marche i casi ufficiali di minori italiani condotti illegalmente all’estero. Per lo più si tratta di figli contesi tra il nostro paese e l’estero. Un dato sottostimano che rappresenta solo la punta di un iceberg di un fenomeno che nasconde un nutrito sommerso. Proprio ieri, 26 febbraio, il consiglio regionale ha dato il via libera all’unanimità ad una mozione che chiede al Governo di velocizzare l’iter di approvazione del Disegno di Legge 692 del senato che punta ad inasprire le pene (abrogando gli articoli 574 e 574-bis), e di introdurre il reato penale di sequestro di persona (articolo 605-bis).

La mozione, di cui la prima firmataria è la consigliera regionale Marzia Malaigia (Lega) è stata poi sottoscritta anche dai consiglieri Zaffiri e Zura Puntaroni (Lega), dai 5Stelle Maggi, Pergolesi, Giorgini e Fabbri, dal consigliere di Area Popolare Carloni, dalla consigliera di Fratelli d’Italia Leonardi, dai consiglieri di Forza Italia Celani e Marcozzi, dal consigliere dei Popolari Marche – Unione di Centro Marconi, e dai consiglieri del Pd Urbinati, Giancarli, Talè, Traversini, Micucci, Mastrovincenzo, Rapa e  Minardi.

Marzia Malaigia

Esprime grande soddisfazione la consigliera Marzia Malaigia per l’approvazione unanime della mozione, anche se in precedenza venne bocciata: «con questa mozione abbiamo chiesto di velocizzare l’iter iniziato nella scorsa legislatura in Parlamento, ripreso ora con il senatore Pillon». La consigliera ha chiesto l’impegno della giunta su una tematica che «non può trovarci uniti».

Soddisfazione anche da parte del consigliere Sandro Zaffiri «per il consenso pieno dell’aula» alla mozione che «va ad aiutare i bambini figli di coppie che si separano e vengono portati all’estero» da uno dei due genitori.

La testimonianza
Una notizia che è stata accolta con grande favore anche da Marco Di Marco, papà di Erik, un bambino di otto anni portato dalla madre in Slovacchia nonostante i due genitori avessero l’affido condiviso e ci fosse il divieto di espatrio per il minore. «Le Marche sono la prima Regione in Italia ad approvare una mozione sull’argomento e a mostrarsi sensibile al tema della sottrazione dei minori all’estero». Di Marco, residente a San Benedetto del Tronto, è molto impegnato su questo fronte ed è segretario generale dell’associazione internazionale ICASK (International Child Abduction Slovakia), delegato nazionale dell’associazione Adiantum che si occupa di sottrazioni internazionali di minori, oltre che segretario generale del Cism, una rete di associazioni italiane.

Marco Di Marco

«Quello della sottrazione dei minori è un problema destinato a crescere – spiega Marco Di Marco – a causa della globalizzazione che porta ad un incremento dei matrimoni tra cittadini di paesi diversi». Per quanto riguarda il Disegno di Legge 692 in discussione al Senato, accoglie positivamente l’inasprimento delle pene chiesto a gran voce dai numerosi genitori che si sono visti in un certo senso “rubare” i figli: «è necessario applicare il codice penale come proposto dal sentore Pillon perché si tratta di sequestro di persona – spiega – Il disegno di Legge quando sarà approvato permetterà di elevare le pene fino a 15 anni, di far partire indagini investigative con tanto di mandato di cattura internazionale europeo e custodia cautelare, riducendo di fatto anche le spese legali. Insomma una legge più al passo con i tempi e che possa davvero trovare una soluzione ad un fenomeno sempre più frequente. Attualmente – prosegue Di Marco – dopo la denuncia passano almeno due anni prima che parta effettivamente la causa, e, quando va bene e non sbagliano le notifiche internazionali, dopo varie udienze e molti soldi spesi, una volta arrivata la pena questa spesso tra indulti e altri “abbuoni” magari si riduce solo ai lavori sociali divenendo inutile».

Le spese per questo tipo di cause sono molto alte e oscillano tra i 30mila e i 200mila euro, perché oltretutto occorre dotarsi di due avvocati uno in Italia e uno nel paese estero, cifre che non possono essere sostenute da tutti. Come se non bastasse nella maggior parte dei casi quando si vincono le sentenze, anche nei paesi dove sono stati condotti i minori, i figli non si riescono più a riabbracciare e sono numerosi i casi di genitori che li sentono, quando va bene solo su skype.

«Ci sono persone che hanno speso anche 200mila per queste cause – sottolinea Di Marco – e nonostante tutto i figli non si riescono a riavere perché il paese estero si avvale dell’articolo 13B della Convenzione dell’Aja, che permette agli stati esteri di non rimpatriare il minore perché pregiudizievole o perché si è ormai integrato».

«In Italia – conclude – solo la Procura di Vicenza ha risolto il 90% di questi casi grazie alla collaborazione proficua tra istituzioni e forze dell’ordine, mentre invece le altre Procure italiane sono in difficoltà».