Martina all’assemblea comunale del Pd: «Accanto ad una leadership forte serve un partito forte, come ad Ancona»

Il segretario nazionale del Partito democratico ha partecipato oggi, 12 luglio, all’assemblea comunale del partito alla Casa del Popolo alla Palombella

ANCONA- Ricostruire il Partito Democratico portando il modello Ancona in giro per l’Italia. È questo il messaggio che oggi (12 luglio), il segretario nazionale del PD Maurizio Martina è venuto a portare nel capoluogo, partecipando all’assemblea comunale del partito. Presenti alla Casa del Popolo alla Palombella, numerosi esponenti del Pd e iscritti al partito per riflettere sul risultato elettorale di Ancona, in controtendenza rispetto al resto d’Italia. Il partito democratico, che a livello nazionale sta affrontando un periodo buio, alle amministrative ha infatti ottenuto il 30,37% dei voti.

«Eravamo convinti che il Pd ad Ancona avrebbe dato battaglia. C’è stata la capacità del sindaco e del partito di seguire una strada maturata dal basso, quartiere per quartiere- dichiara Martina-. È importante garantire in ogni circostanza questa idea di partito comunità che poi prosegue per la sua strada. È importante sentirsi parte di una scommessa generale. Valeria esprime una leadership politica municipale molto particolare. Serve una leadership forte e, accanto ad una candidatura forte, deve esserci un partito forte. Da Ancona deve venire questo messaggio. Sono venuto per ringraziarvi.

L’intervento del segretario nazionale del Pd Maurizio Martina

Questi casi di successo, che dicono come può essere il Pd e il nostro impegno anche quando si ha il vento contro, devono essere portati in giro per l’Italia. La vostra vittoria dimostra che non c’è contrapposizione tra affermazione del Pd e capacità di essere aperti nella costruzione del progetto. Servono gruppi dirigenti che capiscano l’importanza di muoversi e chiamare in causa altre realtà: innovare invece di conservare. Occorre trovare un nuovo percorso, scrivere una pagina nuova. Non si tratta di rimettere insieme i cocci ma di costruire qualcosa che non c’è ancora. Non guardiamo indietro, proviamo ad immaginare il futuro».

«Dobbiamo ricordarci che il partito non è un mezzo ma un fine- dichiara il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli analizzando il risultato elettorale-. Ha vinto la coalizione intesa come squadra. La coalizione di governo non è un cartello elettorale che mette insieme sigle vuote. La nostra coalizione è stata sperimentata nel concreto in questi 5 anni. È frutto del lavoro del Pd e delle forze che insieme al Pd hanno governato la città. Ad Ancona lo stato di salute del partito democratico è migliorato. C’è ancora “terapia” da fare ma sono aumentati gli iscritti veri e si sono aperti nuovo circoli. Il programma di governo lo abbiamo costruito con le riunioni nei circoli. Si può e si deve fare di più. Serve un partito più presente».

Presente all’assemblea comunale anche il sindaco di Pesaro Matteo Ricci. «Aver vinto in mezzo alla bufera ha un valore triplo. Dopo le politiche del 4 marzo il contesto è difficile ma da Ancona si possono prendere spunti. Alle amministrative il Pd ha perso Siena e Pisa mentre ha vinto ad Ancona e Brescia. Solo un cieco non poteva vedere le cose fatte ad Ancona in questi anni- commenta il primo cittadino di Pesaro-. Valeria ha vinto perché ha governato bene e ha messo sempre Ancona prima del partito. Se metti prima gli interessi di partito perdi. Il rapporto tra leadership e democrazia non è un elemento secondario e noi siamo l’unico partito ad essere rimasto democratico. Ancona dimostra che se siamo in grado di discutere, se siamo inclusivi e rispettosi della leadership che scegliamo siamo vincenti».

Secondo il segretario comunale Giovanni Cardoni «Ad Ancona il Pd ha dato una prova di grande maturità».