Le Marche alla Bit di Milano: dai prodotti enogastronomici ai manufatti artigiani di qualità

La Borsa Internazionale del Turismo si terrà dal 10 al 12 febbraio. L'assessore Pieroni: «In questi anni forte investimento sul brand Marche e potenziamento delle politiche di accoglienza». Sabatini: «Le Marche a testa alta nel mercato mondiale del turismo»

Bit di Milano

ANCONA – Migliaia di buyer e operatori internazionali, da domani (10 febbraio) al 12 febbraio, parteciperanno a Milano alla Bit – la Borsa Internazionale del Turismo, storica manifestazione organizzata da Fiera Milano che dal 1980 porta nel capoluogo lombardo operatori turistici e viaggiatori da tutto il mondo. Happyness is a journey, recita non a caso il claim di Bit 2019: la felicità è un viaggio che non finisce mai, perché ha tutto il mondo da esplorare. Un mondo che si ritroverà appunto a fieramilanocity per una tre-giorni dedicata all’industria turistica italiana e internazionale.

Forte delle ottime recensioni su quotidiani stranieri come The Times, che ha recentemente invitato a scoprire quanto sono belle le Marche, la nostra regione si presenta anche quest’anno alla Bit. E proprio in uno stand di 362 mq, dove campeggiano anche graficamente i focus su cui si concentrerà la proposta turistico-culturale marchigiana, ovvero le celebrazioni dell’Infinito leopardiano del 2019 e il cinquecenteraio della morte di Raffaello nel 2020, oltre al turismo sostenibile del Bike e le bellezze delle aree interne, si approfondirà nell’area di 50 mq denominata “Piazza Marche”  il tema che fa da sfondo a tutte le proposte: “Marche e turismo internazionale, la nuova destinazione di tendenza”.

Moreno Pieroni

«Un tema – spiega l’assessore regionale al Turismo Moreno Pieroni  – che declina e mette in connessione le scelte che hanno orientato le azioni della Regione Marche in questi tre anni: forte investimento sul brand Marche; attenzione prioritaria con interventi mirati e in un’ottica di integrazione dell’offerta alle aree di crisi sismica; riqualificazione della ricettività alberghiera; potenziamento delle politiche di accoglienza; incremento di nuovi cluster (agli iniziali 6 cluster se ne sono aggiunti altri: turismo outdoor con il bike in grande crescita; gli itinerari del “saper fare – homo faber per la valorizzazione delle botteghe di produzioni artigianali; il wedding, le Marche come destinazione dall’estero per i matrimoni; il turismo scolastico); rivitalizzazione dei territori dell’area del sisma; valorizzazione del patrimonio artistico conservato nei luoghi colpiti dal sisma e un programma ricco e articolato di esposizioni. Ben 49 le mostre promosse e sostenute dalla Regione, di cui 23 realizzate in area sisma». Pieroni ricorda anche «l’attivazione di nuovi mercati esteri di destinazione, come quelli di Lituania, Lettonia e Ucraina. La traduzione delle politiche turistico-culturali sta proprio nei dati registrati dall’Osservatorio Regionale del Turismo, a consuntivo del 2018, che parlano di 2.243.499 arrivi e di 10.412.245 presenze. Con un incremento rispetto al 2017 del + 6,51% negli arrivi e di + 0,98% nelle presenze».

Alla Bit saranno presenti 38 operatori turistici marchigiani nello stand Marche, ognuno dei quali avrà una propria postazione per incontri. Si stimano complessivamente oltre 1.200 incontri di lavoro con buyers italiani e stranieri. Nella giornata di apertura ci sarà una relazione di Gianluca Gregori, Pro Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, dal titolo “Il turismo nelle Marche: fattore di sviluppo socio-economico molto rilevante e poco rilevato” in cui si evidenzierà, tra l’altro, l’incisività e il peso della voce “turismo” sul Pil regionale. Altri momenti di riflessione e dibattito, con la conduzione di Alvin Crescini e Lucia Santini, saranno tra domenica 10 con l’assessore Pieroni e lunedì 11 con il presidente della Regione, Luca Ceriscioli che faranno un quadro del  “Bilancio delle politiche turistiche della Regione Marche in questa legislatura regionale e adozione di  strategie, obiettivi, programmi”. Seguirà uno spazio dedicato al “Ruolo della Camera di Commercio delle Marche per il Turismo e le possibili sinergie con la Regione Marche”, con il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini e il direttore Confcommercio Marche Massimiliano Polacco.

Gino Sabatini

«Mi piacerebbe che le Marche potessero vivere di turismo dodici mesi all’anno – dichiara il Presidente della Camera di commercio delle Marche, Gino Sabatini – e continuare a migliorare il proprio posizionamento internazionale, anche sulla spinta dell’invito che il prestigioso domenicale del Times ha fatto, nelle scorse settimane, ai propri lettori sul web. Proprio il quotidiano del Regno Unito ha evidenziato e promosso quelli che sono i più significativi punti di forza del turismo marchigiano: il mare, gli Appennini, la cultura, l’enogastronomia e questo deve convincere l’intera filiera, pubblica e privata, ad accelerare ancora nel processo di diversificazione dell’offerta e nella destagionalizzazione». Per Sabatini è importante «lavorare a un turismo sempre più 4.0, perché informazioni e tendenze si cercano sempre più attraverso la rete e il turista, anche se non viaggia, è abituato a muoversi per l’intera giornata portando con sé strumenti tecnologici che utilizza di continuo. Inoltre, mi piacerebbe che le Marche fossero identificate come la regione delle esperienze molteplici: dobbiamo vendere esperienze reali, percepibili, riempiendo di contenuti attraenti e anche apprezzati tutto ciò che va oltre la semplice prenotazione, ad esempio, di un albergo. A meno che non si voglia rimanere incastrati nella competizione sul prezzo, che nella quasi totalità dei casi è al ribasso e penalizza l’operatore, oppure rischiare una recensione negativa». Sabatini ricorda che nelle Marche, il turismo è «uno dei pochi settori in crescita anche dal punto di vista delle attività imprenditoriali (+110 nel corso del 2018)» e auspica che «l’aeroporto delle Marche possa velocemente avviarsi alla normalità societaria, grazie all’arrivo del socio privato, con l’obiettivo di crescere sul fronte delle rotte turistiche, specie quelle di incoming, e tornare a essere uno scalo utile per il sistema imprenditoriale marchigiano».

La Cna porterà alla Borsa Internazionale del Turismo, le Marche del saper fare. Sono dodici gli itinerari turistici di eccellenza che verranno presentati dalla Cna a Milano. Esperienze che si potranno vivere tra marzo e ottobre di quest’anno. Da Morro D’Alba, terra della lacrima, a Monte San Vito con il famoso olio della Fattoria Petrini e a Jesi patria del verdicchio. Dai vini e dall’olio marchigiano di qualità alle produzioni biologiche della “Terra ed il Cielo” di Arcevia e della cooperativa Girolomoni nell’urbinate, fino a Offida e ai colli ascolani, tra piatti tipici, eccellenze enogastronomiche e musei dove rivivere l’arte e la storia delle Marche. Dai manufatti tessili e gli arazzi della Congrega dell’artigiana Valeria David di Ancona alle ceramiche dell’ascolana Barbara Tomassini e alle fisarmoniche di Castelfidardo con visita al laboratorio di Marco Tiranti e al Museo della Fisarmonica fino alle calzature d’autore del distretto fermano maceratese e ai maestri cappellai di Montappone. I 12 itinerari turistici delle Marche saranno presentati a migliaia di professionisti del settore e saranno inseriti nei programmi di agenzie e tour navigator on line.