Istao e digitalizzazione, Marcolini: «Le Marche tra le reazioni meno vivaci sul piano nazionale»

Questa mattina in occasione della presentazione del volume sul 50ennale di Istao, è stata illustrata l'offerta formativa della stagione 2018-2019. Numerose le novità, tra Master e personaggi illustri. Un percorso, quello tracciato da Istao, all'insegna della modernizzazione della formazione manageriale

Innovazione digitale, formazione delle competenze manageriali, economia e territorio. Sono questi i temi al centro del volume sul 50ennale dell’Istao intitolato “Le competenze per costruire il futuro”, presentato ad Ancona nel corso di una conferenza stampa a Villa Favorita, alla presenza del direttore Pietro Marcolini, di Gioacchino Garofoli dell’Università dell’Insubria e docente Istao e di Bruno Lamborghini, Vice Presidente AICA con alle spalle una grande esperienza in Olivetti.

Da sinistra Gioacchino Garofoli, Bruno Lamborghini, Pietro Marcolini e Giuseppe Lucarini
Da sinistra Gioacchino Garofoli, Bruno Lamborghini, Pietro Marcolini e Giuseppe Lucarini

Un libro, ricco di contributi importanti, al quale ha partecipato anche Carlo Carboni, sociologo dell’Università Politecnica delle Marche ed editorialista per Il Sole 24 Ore. Una raccolta di scritti, che affronta come tema centrale la necessità di generare nuove competenze per affrontare un futuro sempre più incerto e trainato dall’innovazione. «Abbiamo messo insieme queste esperienze – ha detto Pietro Marcolini – per avere uno sguardo d’insieme che aiuti a capire quello che sta accadendo soprattutto nell’impatto delle tecnologie dirompenti, nell’ambito della produzione, del consumo, ma anche della formazione dei processi cognitivi. Occorre far precedere all’industria 4.0 la capacità di offrire competenze utili al sistema economico per costruire il futuro».

Un ambito nel quale Istao ha il compito di accompagnare e anticipare le trasformazioni in corso, come ha sottolineato Pietro Marcolini: «Un accompagnamento che nel corso degli anni ha riguardato aspetti sempre più importanti come l’internazionalizzazione e le competenze di produzione, vendita e rete». Un momento critico per le Marche che escono indebolite da un lunghissimo periodo di crisi, come ha precisato Marcolini: «Se all’inizio degli anni duemila le Marche erano nel pacchetto di testa del nord-est-centro, in questi ultimi anni le classifiche danno le Marche tra le reazioni meno vivaci sul piano nazionale, molto simili a quelle del mezzogiorno». Una crisi che per il direttore di Istao, può essere combattuta ricorrendo alla «modernizzazione e all’adeguamento della gallina dalle uova d’oro delle Marche: la sua industria, il sistema di piccole e medie imprese». Marcolini ha ribadito la necessità di diffondere «Confidenza e governo consapevole delle nuove tecnologie. Nelle Marche ci sono fortunatamente tante imprese che stanno uscendo dal collo di bottiglia. Recentemente in una classifica di Deloitte, in cui sono state premiate 34 imprese sul piano nazionale, cinque sono marchigiane. Questo significa che il tessuto regionale non è inerte rispetto ai cambiamenti, purtroppo, risponde in maniera insufficiente. Compito dell’Istao, quello di fertilizzare il campo della risposta».

Un cambiamento radicale e complesso, quello che coinvolge l’intera società sotto la spinta delle tecnologie digitali, come ha spiegato il professor Bruno Lamborghini dell’Università Cattolica di Milano. «Si aprono delle possibilità da sviluppare – ha detto – in particolare attraverso il cambiamento nella formazione delle competenze, delle professioni e delle attività. Ambito nel quale un ruolo importante è svolto da scuola e università, per entrare in questa nuova logica, per formare competenze che dovranno essere aggiornate periodicamente, un apprendimento durante tutta la vita. Questa è una grande rivoluzione rispetto ai modelli di formazione che abbiamo avuto fino adesso. Siamo di fronte ad un cambiamento radicale del lavoro, con una velocità talmente rapida rispetto ai cambiamenti in atto nelle scuole e nelle università che c’è il grave rischio di una fase lunga e transitoria di miss-match, ovvero di non coincidenza tra domanda e offerta di lavoro. Questo è il punto più critico. Sarà un periodo abbastanza lungo e noi dobbiamo impegnarci per ridurre il più possibile questa fase, attraverso l’accelerazione dei processi di apprendimento orientati alle nuove competenze. Occorre convincere soprattutto i giovani a seguire i modelli di aggiornamento continuo, non limitarsi ad avere un titolo. È necessaria una reskilling continua che deve essere compiuta dalle scuole e dalle università». Un ambito, quello della digitalizzazione, nel quale l’Italia è agli ultimi posti nell’applicazione delle nuove tecnologie nella Pubblica Amministrazione, nelle imprese, nella scuola e nella sanità: «Dobbiamo accelerare il processo di reskilling – ha concluso il professor Lamborghini – in tutte le professioni, perché se non facciamo questo restiamo indietro nell’adeguamento delle nostre competenze».

Ricca di novità e di personaggi di primo piano l’agenda 2018-2019 di Istao, che vedrà tra i nomi più noti Giuliano Amato a William Aulet del MIT di Boston.

I convegni e i seminari prenderanno avvio il 21 settembre con “Le nuove frontiere del welfare” e proseguiranno il 28 e 29 settembre con la visita ad Ivrea “alla scoperta dei luoghi di Adriano Olivetti”.

Il 30 novembre e il 1 dicembre, sarà la volta di una riflessione sugli anni ’92 e ’93, un periodo molto importante politicamente ed economicamente per l’Italia, che ha segnato la fine della prima Repubblica. L’iniziativa, in collaborazione con l’Istituto Storia Marche, si intitola “1992-1993 Uno spartiacque nella storia dell’Italia contemporanea” e vedrà la partecipazione di illustri relatori, tra i quali Giuliano Amato, Giuseppe Vacca e Luciano Violante.

Previsto per la primavera l’arrivo di William Aulet, professore della Sloan School of Management (MIT) di Boston, nell’ambito delle celebrazioni del centenario della nascita di Giorgio Fuà.

Sul fronte della formazione, tra i corsi più importanti in partenza da ottobre il Master in Strategia d’Impresa e Management Internazionale, il Master in Global China e il Master in Rigenerazione Urbana.

Proseguirà l’attività di Assistenza Tecnica di Istao nell’ambito della programmazione Regionale, che vede l’Istituto tra i protagonisti del Patto per la Ricostruzione e lo Sviluppo, in qualità di animatore e di coordinatore delle proposte progettuali condivise tra i vari rappresentanti territoriali.

Alcuni degli interventi nelle ex scuderie
Alcuni degli interventi nelle ex scuderie

Con l’occasione sono state visitate anche le Scuderie di Villa Favorita, oggetto di lavori di sistemazione in seguito al sisma del 2016 che ne aveva evidenziato criticità strutturali. Attualmente i locali, che erano utilizzati come aule didattiche sono interessati da due linee di lavoro: una che riguarda l’intervento alle fondazioni, finanziato da Banca d’Italia, che sarà ultimato entro 15 giorni, e l’altra sulle parti murarie, intervento finanziato dallo Stato che dovrebbe concludersi entro due mesi circa.

La più grande delle aule didattiche nelle ex scuderie recuperata dal sisma
La più grande delle aule didattiche nelle ex scuderie recuperata dal sisma

Direttore dei lavori strutturali l’ingegner Giuseppe Lucarini, mentre il progetto di recupero per la parte architettonica è curato dallo studio Salmoni e associati.