Giampaolo Carli, il “tatuatore delle scarpe” che porta in alto la qualità del made in Marche

L'artista ha iniziato dipingendo quadri, poi tre anni fa, dopo l’illuminante incontro con il sarto di Filottrano Luca Paolorossi, la svolta con le sneakers dell'Adidas

Giampaolo Carli al lavoto

MACERATA- “Il tatuatore delle scarpe” è made in Marche. Si chiama Giampaolo Carli, ha 45 anni ed è un artista. Nato a Lucca, vive a Macerata da quando ha 4 anni. E proprio a Macerata ha il suo laboratorio dove disegna a mano libera, in modo originale e sempre nuovo, le scarpe. Non realizza semplici disegni ma dei “ghirigori”, come lui stesso ama definirli. Le sue creazioni, che rendono uniche e personalizzabili sneakers e décolleté, lo hanno reso noto non solo nella regione ma anche in Italia. Carli ha iniziato dipingendo quadri, poi tre anni fa, dopo l’illuminante incontro con il sarto di Filottrano Luca Poalorossi, la svolta con le scarpe. Oggi l’artista collabora anche con l’azienda di calzature Cappelletti ed ha creato con due amici, Francesco Gironacci e Morris Giuliani, la FMG Group.

Signor Carli, cosa ne pensa dell’appellativo con cui viene chiamato, ovvero il “tatuatore delle scarpe”?
«Mi piace molto. Questo nome mi è stato dato al Micam due anni fa».

Lei è un vero e proprio artista. Come è nata la sua passione?
«Disegno da quando sono bambino, avevo sempre matita e colori in mano. Amo l’estetica dei colori. Riuscire ad incastrarli in spazi appositi sulla pelle delle scarpe in un modo esteticamente valido non è facile. La mia bravura probabilmente sta in questo: fare una cosa esteticamente valida per me e per chi la vuole comprare. Per otto anni ho fatto l’orafo, poi l’arredatore riuscendo comunque a dedicare del tempo alla pittura. In periodo di crisi ho deciso di vivere con la mia arte. Ho iniziato a farmi conoscere sui social, poi ho incontrato Luca Paolorossi che mi ha dato una mano ad emergere».

Ci ha incuriosito, che cosa è successo dopo l’incontro con Paolorossi?
«Gli ho mostrato i miei quadri con i “ghirigori” ma la cosa inizialmente è finita lì. Successivamente, vedendo i suoi abiti abbinati alle sneakers, ho avuto un’intuizione. Gli ho detto: “I tuoi capi sono tutti firmati, ti mancano solo le scarpe, te le disegno io con i ghirigori”. Luca allora ha lanciato l’idea di personalizzare le famosissime Stan Smith dell’Adidas. Da lì è iniziata questa nuova avventura. Paolorossi mi ha aiutato molto, mi ha portato con lui alle fiere e agli eventi per farmi conoscere. Mi ha dato lo slancio per fare da solo».

Luca Paolorossi con Giampaolo Carli

In che modo disegna le scarpe?
«La scarpa deve essere di pelle e nuova. Può essere di qualsiasi colore. Utilizzo normali pennarelli indelebili o uni posca, il mio segreto sta nello spray fissativo. Sole e acqua non sono un problema».

Che tipo di disegni realizza?
«Nei miei ghirigori ci sono almeno 4-5 stili diversi. Il risultato è uno stile tutto mio, cambia sempre. Decoro le scarpe anche con i disegni che mi chiedono i clienti. Ad esempio: inziali dei nomi, scudetto della squadra di calcio, logo di aziende, ristoranti, nomi brandizzati, cuori ecc…».

Quanto tempo impiega per decorare una scarpa?
«Dalle due ore e mezza alle quattro, dipende dalla scarpa e dal tipo di disegno».

Un paio di scarpe decorate a mano da Carli

Le sue creazioni di qualità sono un vanto per la Regione Marche, dove vorrebbe arrivare?
«La scarpa decorata a mano deve essere il mio biglietto da visita. In Italia e in Europa è una novità, sono ancora pochi a farlo e non c’è uno stile come il mio. Vorrei vendere la mia arte, stampare i miei disegni sulle maglie, sulle auto ecc…».

Le scarpe che lei ha decorato sono indossate anche da personaggi dello spettacolo… «Sì, Max Cavallari a Colorado, Ringo Dj di Virgin Radio, Paolo Vallesi e anche Antonio Mezzancella che ha vinto il programma “Tale e Quale Show”. Ricordo ancora il video di quando Carlo Conti, in collegamento a “La Vita in Diretta,” ha mostrato le scarpe di Mezzancella decorate da me».

Giampaolo Carli con una delle sue creazioni

Ha progetti per il futuro? «Ho diversi progetti in cantiere, non solo nelle Marche ma anche in Italia».

Qual è il suo sogno? «Sogno è di esporre qualche mia opera al MoMa di New York».

È difficile fare questo mestiere? Come è la situazione qui nelle Marche? «È molto dura. Questa è una regione piccola, con pochi abitanti rispetto ad esempio alla Lombardia, e il fatto di aver venduto oltre mille paia di scarpe qui nelle Marche lo considero un miracolo».

Che messaggio vuole dare a chi vuole intraprendere questa professione?
«Io l’ho fatto per necessità, avevo la forza e la volontà di un leone. Non ho avuto paura di chiedere aiuto per vendere la mia arte. Siate audaci. Non vergognatevi di chiedere una mano e credeteci fino in fondo altrimenti il sogno non si realizza».