Gare clandestine di velocità, «fenomeno sottostimato e in crescita»

Tra le sue possibili motivazioni il bisogno di stimoli forti, come spiega la psicoterapeuta Alessia Tombesi. Vi è anche il rischio di infiltrazioni malavitose nei casi di scommesse. Il parere degli esperti

Carabinieri durante i controlli (foto di repertorio)
Carabinieri durante i controlli (foto di repertorio)

ANCONA – Ricerca di emozioni forti e di nuovi stimoli. Sono queste le principali motivazioni che spingono alcuni ragazzi ad avventurarsi in pericolose corse in auto e moto dove arrivano perfino a sfidarsi.

È proprio di domenica scorsa la notizia di uno di questi episodi accaduto lungo la Strada Statale 16 nel territorio di Castelfidardo. Intorno alla mezzanotte nei pressi di Effetto Luce, proprio vicino all’autovelox i conducenti di due auto, una Volkswagen Golf e una Bmw 320, entrambi 22 enni si sono sfidati in una folle corsa come se si trovassero in un autodromo. I due, entrambi residenti nella provincia di Macerata, sono stati bloccati dai Carabinieri della Compagnia di Osimo e denunciati.

Il Comandante della Polizia Municipale di Osimo dottor Graziano Galassi

Un fenomeno che in realtà è sottostimato perché di segnalazioni di gare ne giungono spesso, spiega il Comandante della Polizia Locale di Osimo Graziano Galassi: «In via Tigli e via Fallaci abbiamo ricevuto più volte segnalazioni di ragazzi che si sfidano sulle moto, ma abbiamo ricevuto segnalazioni di corse in auto anche in altre zone». Oltre alla questione sicurezza riguardo all’incolumità dei conducenti che si cimentano in queste condotte pericolose, c’è anche la questione delle scommesse, come evidenzia il comandante della Polizia Locale, dove possono annidarsi infiltrazioni malavitose. Un rischio che potrebbe essere più concreto di quanto si possa pensare specie «nei casi di gruppi che si riuniscono in maniera più organizzata». Galassi pone l’accento sull’importanza della prevenzione e dell’educazione alla sicurezza stradale fin dalle scuole: «Basta una piccola disattenzione e si rischia di lasciarci la vita, come è successo nei giorni scorsi nell’incidente in via di Jesi nel quale ha perso la vita una mamma perché il conducente dell’altro veicolo ha sbandato».

Gli fa eco il coordinatore regionale del sindacato SULPL (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale) Marco Gagliardi, che parla di un «fenomeno sottostimato e in crescita per il quale è necessario un maggior presidio del territorio e controlli durante tutto l’arco del giorno».

Alessia Tombesi, Psicologa e Psicoterapeuta, tel. 338.1585826

Un fenomeno che vede tra le sue possibili motivazioni il bisogno di stimoli forti, come spiega la psicoterapeuta Alessia Tombesi: «Si tratta di ragazzi che hanno sempre bisogno di qualcosa di più, di emozioni forti che li facciano sentire vivi. Spesso vivono situazioni di disagio familiare, non hanno punti di riferimento o legami importanti e per questo hanno bisogno di provare nuovi stimoli anche per riempire vuoti affettivi molto forti. Ecco perché tendono ad avere condotte molto estreme e totalmente deficitarie e pericolose per loro stessi».