Fare rete per la ricostruzione

La Cna Costruzioni della provincia di Ancona e gli ordini professionali del settore lanciano la proposta di un tavolo di coordinamento insieme alle istituzioni per accelerare il processo di ricostruzione dei territori colpiti dal sisma

Tavola rotonda Cna Costruzioni provincia di Ancona e ordini professionali (geologi, geometri, ingegneri, architetti)

ANCONA- Fare rete per la ricostruzione. La Cna Costruzioni della provincia di Ancona e gli ordini professionali (ingegneri, geometri, architetti, geologi) lanciano la proposta di un tavolo di coordinamento  insieme alle istituzioni per accelerare il processo di ricostruzione dei territori colpiti dal sisma. Nelle Marche gli immobili danneggiati dal terremoto sono 80mila. A questo numero drammatico si aggiungono strade e opere pubbliche. Finora, dalla prima scossa del 24 agosto, sono stati effettuati più di 60mila sopralluoghi, molti dei quali grazie all’impegno volontario di professionisti. Manca ancora la ricognizione dei danni su 20mila edifici. La fase emergenziale non vede quindi una fine e va a sovrapporsi a quella della ricostruzione. Dopo 9 mesi, risalta una situazione di immobilismo. Questa è una delle criticità emerse durante la tavola rotonda di CNA Costruzioni della provincia di Ancona ed ordini professionali del settore sugli interventi post sisma. Assente all’incontro la Regione Marche. Sono 23.000 le aziende edili nelle Marche di cui il 70% rappresentato da imprese artigiane: il cuore, quindi, del processo di ricostruzione dei territori colpiti dal sisma che ancora stenta a decollare.

«Come CNA Costruzioni abbiamo pensato a come dare un contributo alla ricostruzione. I nostri artigiani sono competenti e conoscono il territorio. Vogliamo fare un percorso allargato con tutti gli operatori del settore per una ricostruzione di qualità e in tempi brevi– spiega Matteo Sticozzi, presidente uscente CNA Costruzioni della provincia di Ancona-. É importante fare rete. Mettiamo a disposizione delle istituzioni, il lavoro di CNA Costruzioni e degli ordini professionali per agevolare la ricostruzione. Purtroppo ci sono dei vincoli dovuti alle norme nazionali».

«La burocrazia contribuisce al ritardo della ricostruzione post sima. Il nostro progetto è teso ad offrire ricostruzione di qualità, nei tempi il più possibile adeguati- spiega Giampiero Cardinali, neo presidente provinciale CNA Costruzioni -. Non tendiamo al business ma a renderci partecipi del nostro territorio facendo squadra con tutti gli attori interessati, affinché le aree martoriate dal sisma possano rinascere e tornare ad essere quel polo di attrazione che sono sempre state».

«Sono stati fatti i sopralluoghi di vulnerabilità sismica su circa 60.000 edifici, grazie anche all’impegno volontario di molti professionisti manca ad oggi la ricognizione di ben 20.000 edifici. E su 70 progetti di ricostruzione (schede AEDES) presentati alla Regione, ad oggi nessuno è stato ancora autorizzato- dichiara Alberto Romagnoli, vice presidente dell’ordine degli ingegneri della provincia di Ancona-. Non c’è un tavolo di concertazione che vede coinvolti gli ordini professionali del settore».

Dalla tavola rotonda emerge la necessità di una maggiore concertazione tra gli attori della filiera prima che le ordinanze vengano emesse. Solo così si potranno accelerare i tempi, nel rispetto della qualità e andando incontro alle esigenze dei terremotati.