Esportazioni, in calo quelle delle Marche nel 2017. Bene la nautica

«Nonostante il bilancio negativo a livello regionale, spiegabile con l’oscillazione del comparto farmaceutico, i segnali che arrivano da altre province sono abbastanza incoraggianti», dice il presidente della Camera di Commercio di Ancona Giorgio Cataldi

Porto Ancona

ANCONA – I dati provvisori relativi al commercio estero del 2017 diffusi dall’Istat rilevano un incremento delle esportazioni italiane di +7,4% rispetto al 2016. Per le Marche il 2017 fa invece riscontrare un andamento sfavorevole con un decremento delle esportazioni in valore del -2,0%

«Nonostante il bilancio negativo a livello regionale, spiegabile con l’oscillazione del comparto farmaceutico, i segnali che arrivano da altre province sono abbastanza incoraggianti – dice il presidente della Camera di Commercio di Ancona Giorgio Cataldi -. Nel capoluogo marchigiano ottima la crescita dei mezzi di trasporto: ad Ancona l’aumento del +59% è riferito in particolare alle performance della nautica che complessivamente sta vivendo un’ottima stagione, sia nel pubblico che in privato, e si tratta di un comparto che schiude grandi opportunità. I dati del settore Navi e imbarcazioni hanno visto in un anno un aumento del 154% passando da un valore di 27.759.268 euro nel 2016, a 70.727.943 euro nel 2017».

Alcuni numeri
Dal punto di vista settoriale-merceologico l’andamento complessivo delle esportazioni marchigiane ha risentito sensibilmente in particolare delle contrazioni delle vendite all’estero degli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (-16,8% rispetto al 2016), degli apparecchi elettrici (-6,8%), dei mezzi di trasporto (-19,4%) e dei prodotti tessili, abbigliamento pelli e accessori (-1,5%). Al contrario, i principali contributi positivi che hanno frenato la contrazione complessiva dell’export provinciale sono giunti dai metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+8,1%), dai macchinari e apparecchi n.c.a. (+3,7%), dalle sostanze e prodotti chimici (+19,5%) e dal coke e prodotti petroliferi raffinati (+43,4%).

Sotto il profilo dell’articolazione territoriale, la contrazione delle vendite all’estero marchigiane è determinata in larga prevalenza dalla consistente diminuzione delle esportazioni della provincia di Ascoli Piceno (-11,7%), mentre risulta poco significativa la contrazione delle esportazioni fermane (-0,2%). Le altre tre province fanno invece rilevare risultati positivi, sebbene non particolarmente consistenti: la provincia di Macerata si ferma a +0,6%, quella di Pesaro e Urbino chiude l’anno con un incremento delle esportazioni in valore pari a +1,2% e, infine, la provincia di Ancona vede crescere le sue esportazioni del +1,5%.

Il mercato dell’Unione Europea si conferma essere lo sbocco d’elezione per le esportazioni della provincia di Ancona, nel 2017 infatti il valore delle esportazioni provinciali dirette verso tale area è stato pari 2.093,0 milioni di euro, ma risulta in decremento rispetto al 2016 (-2,6%). Considerando le altre aree geografiche di destinazione, risultano in crescita su base annua le esportazioni provinciali dirette verso i paesi europei non appartenenti alla UE (454,8 milioni di euro il valore del 2017, in crescita del +7,0% rispetto al 2016).

Al di fuori del Vecchio Continente, risultano di particolare rilievo la consistente crescita delle esportazioni verso l’area dell’Asia Orientale (311,5 milioni di euro, per effetto di un incremento del +25,1%), e in misura minore del Medio Oriente (232,5 milioni di euro, +14,4%). Al di sopra della soglia dei 100 milioni di euro si collocano i mercati dell’Asia centrale e dell’America centro-meridionale, entrambi in crescita, rispettivamente di +7,3% e +13,6%. Sono infine negativi gli andamenti per le aree dell’America settentrionale (251,5 milioni di euro, -2,0%), dell’Africa (209,9 milioni di euro, -9,7%, e dell’Oceania e altri territori (42,2 milioni di euro, -7,6%).