Ad Ancona, Osimo e Falconara i migliori licei della provincia

Pubblicata l'edizione 2018/2019 di Eduscopio.it, la classifica annuale della Fondazione Agnelli che, ogni anno, verifica la qualità delle scuole superiori rispetto alla loro capacità di formare gli studenti per l’università. Ecco quanto emerso

ANCONA – Pubblicata l’edizione 2018/2019 di Eduscopio.it, la classifica annuale della Fondazione Agnelli che, ogni anno, verifica la qualità delle scuole superiori rispetto alla loro capacità di formare gli studenti per l’università, comparando la media tra voti e crediti ottenuti una volta avviato il percorso universitario. Il miglior liceo classico è il “Corridoni Campana ” di Osimo seguito dal “Cambi Rinaldini” di Ancona. Per quanto riguarda lo scientifico salgono sul podio il “Rinaldini” di Ancona, il “Cambi Campana” di Osimo e il “Cambi Serrani” di Falconara. Per l’artistico il “Mannucci” di Ancona. Per le scienze applicate il “Da Vinci” di Jesi seguito dal “Volterra Elia” di Ancona. Per gli istituti tecnico economico il “Vanvitelli Stracca Angelini” di Ancona. Al secondo posto il “Pietro Cuppari” di Jesi. Per quelli tecnico tecnologici il primo posto va al “Galileo Galilei” di Jesi; al secondo Senigallia con l’istituto “Enzo Ferruccio Corinaldesi”. Per le scienze umane, indirizzo economico sociale, primeggia Jesi con il “Vittorio Emanuele II”.

Guarda il confronto con il 2017-2018

Per la nuova edizione di Eduscopio, i ricercatori della Fondazione Agnelli – Gianfranco De Simone e Martino Bernardi – hanno analizzato i dati di circa 1.260.000 diplomati italiani in tre successivi anni scolastici (a.s. 2012/13, 2013/14 e 2014/15) in circa 7.000 indirizzi di studio nelle scuole secondarie di II grado statali e paritarie.

Per la prima volta sono presenti i risultati dei Licei scientifici delle Scienze Applicate scorporati da quelli dei Licei scientifici tradizionali, come pure i risultati dei Licei delle scienze umane – opzione Economico sociale scorporati da quelli degli altri Licei delle Scienze Umane: in entrambi i casi sono arrivati a compimento gli esiti del primo ciclo di studenti, che avevano iniziato i nuovi percorsi della riforma Gelmini nel 2010.

«Ma la novità forse più rilevante di quest’anno è l’aggiunta di un indicatore chiamato Percentuale di diplomati in regola. Si tratta di un indicatore importante, perché ci dice per ogni scuola quanti studenti iscritti al primo anno hanno raggiunto senza bocciature il diploma 5 anni dopo. Se la percentuale è alta, la scuola è molto inclusiva e si impegna a portare avanti il maggiore numero di studenti, senza praticare una severa politica di scrematura: così gli studenti hanno percorsi più regolari. Se è basso, la scuola è molto selettiva e gli studenti sono incappati in bocciature e/o hanno abbandonato l’istituto», spiegano dall’ente.

«A livello intuitivo si può credere che in un confronto come quello proposto da Eduscopio le scuole molto selettive siano avvantaggiate, perché mandano all’università solo gli studenti migliori. In realtà, le nostre analisi rivelano che non vi è alcuna relazione sistematica tra selettività e performance. Anzi vi è una piccola correlazione positiva che lascerebbe credere che, in media, siano proprio gli studenti che provengono dalle scuole più inclusive a ottenere i risultati migliori. È una conferma molto interessante del fatto che efficacia formativa ed equità possono andare di pari passo», spiegano gli autori.