Telecamere e testimonianze contro i Santoleri, la difesa: «Solo illazioni»

L'investigatore Ezio Denti, che affianca gli avvocati di Simone e Giuseppe sulla morte di Renata Rapposelli, interviene dopo le ultime indiscrezioni sulle indagine relative a dei fotogrammi che avrebbero ripreso un'auto simile a quella di padre e figlio in direzione nord, tra Teramo ed Ascoli

Da sinistra Ezio Denti, il detective che affianca la difesa dei Santoleri, l'avvocato Gianluca Carradori e Simone Santoleri in caserma a Giulianova
Da sinistra Ezio Denti, il detective che affianca la difesa dei Santoleri, l'avvocato Gianluca Carradori e Simone Santoleri in caserma a Giulianova
La pittrice Renata Rapposelli
La pittrice Renata Rapposelli

ANCONA – «Vanno bene le ipotesi ma non le illazioni. C’è una targa di quell’auto ripresa? Ce la mostrino. Le testimonianze? Per una c’è già una denuncia per diffamazione di chi l’ha resa». A parlare è l‘investigatore Ezio Denti, il perito che affianca gli avvocati di Simone e Giuseppe Santoleri sull’uccisione della pittrice Renata Rapposelli e per la quale padre e figlio sono indagati a a piede libero da tre mesi con l’accusa di omicidio volontario in concorso e occultamento di cadavere.

Dopo le ultime indiscrezioni sull’indagine, relative ad un’auto come quella dei Santoleri, ripresa da alcune telecamere il giorno della scomparsa della donna, lungo la statale 16 e per un percorso che abbraccia Teramo e arriverebbe fino all’Ascolano (leggi l’articolo), anticipate dalla trasmissione Quarto Grado, Denti risponde a nome della difesa sottolineando come al momento mancano prove oggettive che possano far puntare il dito su padre e figlio come autori del delitto.

«Noi sappiamo con certezza il racconto di Simone e Giuseppe – dice Denti – ai quali abbiamo chiesto più volte la ricostruzione e sul quale non si sono mai contraddetti. Li abbiamo sentiti anche provando a trarli in inganno ma la versione non è mai mutata. Abbiamo inoltre percorso il tragitto indicato da Giuseppe, quello fino a Loreto, intrapreso per accompagnare la ex moglie al Santuario. Lo abbiamo percorso ad 80 chilometri orari e i tempi di andata e ritorno sono quelli impiegati e riferiti da Giuseppe. Anche noi stiamo facendo le nostre investigazioni».

Il perito sottolinea come a parlare devo essere le carte, quelle in mano alla Procura. «Aspettiamo la fine delle indagini preliminari – continua l’investigatore – e se ci sarà la richiesta di un rinvio a giudizio di Simone e Giuseppe. Se sarà così faremo accesso agli atti e vedremo le contestazioni reali. La testimonianza della farmacista? Dalle dichiarazione che fino ad oggi ha reso ai media mi sembra improbabile che si ricorda il nome della pittrice perché lo ha letto dalla tessera sanitaria che poi non ha nemmeno strisciato. Le telecamere ? Tra le Marche e l’Abruzzo ci sono migliaia di Fiat Seicento bianche come quella dei Santoleri. Vogliamo la ripresa della targa, se c’è».

Il maggiore dei Ris durante i prelievi all'auto dei Santoleri nella terza ispezione
Il maggiore dei Ris durante i prelievi all’auto dei Santoleri nella terza ispezione