Nelle Marche nascono meno bambini

A fine 2017 la popolazione regionale complessiva era di 1.531.753 abitanti, 6.302 unità in meno rispetto all’anno precedente. «Abbiamo bisogno di precise politiche per la maternità e la paternità», dice Daniela Barbaresi, segretaria generale della Cgil Marche

ANCONA – Meno figli. E non solo da genitori italiani, ma anche nelle coppie in cui uno dei due è straniero. Cala anche la fecondità. Ad aumentare invece sono i decessi. Nel 2017 nelle Marche sono nati 10.699 bambini, record minimo storico. Rispetto all’anno precedente sono nati 813 bambini in meno (-7,1%), mentre, nell’ultimo quinquennio sono diminuiti di 1.964 unità (-15,5%). Il calo delle nascite rappresenta un fenomeno nazionale, ma i dati della denatalità registrato nelle Marche è decisamente più alto sia di quello nazionale (-3,2 nell’ultimo anno e -10,9% nel quinquennio) che di quello delle altre regioni del Centro (-1,0% nell’ultimo anno e -14,0% nel quinquennio). I dati sono forniti dall’Istat elaborati dall’Ires-Cgil. «Da questo punto di vista anche la scelta del governo di cancellare l’obbligo di astensione dal lavoro delle lavoratrici prima del parto va nella direzione sbagliata perché non si tutela sia la salute delle lavoratrici sia quella del nascituro, oltre a minare la libertà delle donne, soprattutto quelle più precarie e meno tutelate», dice Daniela Barbaresi, segretaria Cgil Marche.

Alcuni numeri
Diminuiscono i figli nati da genitori italiani (-7,3% rispetto al 2016 e -13,6% rispetto al 2013) ma, ormai da diversi anni, sono in calo soprattutto i nati da almeno un genitore straniero (-6,1% e -24,9%); questi ultimi sono l’8,9% dei bambini nati nelle Marche: valore in linea con la percentuale di cittadini stranieri residenti nelle Marche che si mantiene sostanzialmente stabile negli ultimi 10 anni.

Diminuisce anche la fecondità: nel 2017 il numero medio di figli per donna scende da 1,32 (2016) a 1,25 (2017). Inoltre questo valore è molto più basso anche dello standard nazionale (1,32 per madre). Tutto questo mette a rischio la crescita della popolazione italiana, anche perchè siamo un paese senza flussi migratori interni, dovremmo arrivare a 2,2 figli per sostenere la crescita poplare.

Ad aumentare invece sono i decessi: nel 2017 sono 18.449, quasi il doppio delle nascite.

Anche rispetto alla media nazionale i decessi sono più alti, dal 2016 sono aumentati del 6,5% e in 5 anni del 9,4%.

A concorrere nel problema della popolazione sono le persone che emigrano all’estero, che (nel 2017) ammontano a 4.692. Un dato che esprime però solo quelli che hanno cambiato la residenza e che possono quindi essere registrati dall’Istat.

Nell’ultimo quinquennio, gli emigrati dalle Marche, in totale sono stati 21.989, la maggior parte sono giovani laureati in cerca di un buon lavoro, e una migliore qualità di vita.

A fine 2017, la popolazione marchigiana complessiva ammonta a 1.531.753 abitanti, ovvero 6.302 in meno rispetto all’anno precedente e 21.385 in meno rispetto al 2013: quindi è come se in un anno fosse sparito un comune come Pergola e in un quinquennio una città come Recanati!

Secondo Daniela Barbaresi, segretaria generale della Cgil Marche, «questi dati evidenziano la necessità di affrontare il tema della denatalità nel nostro paese e nella nostra regione con decise politiche per la maternità e paternità, e soprattutto garantendo adeguate prospettive di lavoro e reddito; lavoro stabile e retribuzioni adeguate che possano consentire soprattutto ai più giovani di formare una famiglia e decidere di avere dei figli. Politiche di sostegno alla natalità, concrete e incisive, a partire dalla garanzia di un’adeguata rete di servizi per l’infanzia, ben diverse dalle politiche dei bunus mamme o bonus bebè erogati finora che si sono rivelate inefficaci e sbagliate».