Claudio Pinti, il Pm chiede 18 anni per l’untore dell’Hiv

È la richiesta del Pm davanti al Gup Paola Moscaroli nella prima udienza del processo nei confronti dell'autotrasportatore di Montecarotto che deve rispondere dell'omicidio della ex compagna e di lesioni gravissime nei confronti di un'altra donna. L'uomo non era presente in aula

Claudio Pinti

ANCONA – 18 anni di condanna per Claudio Pinti, l’untore dell’Hiv. È la richiesta del Pm davanti al Gup Paola Moscaroli nel corso dell’udienza nel processo, con rito abbreviato, che si è svolta questa mattina nel Tribunale di Ancona nei confronti dell’untore da Hiv (leggi l’articolo). Il pm ha chiesto 24 anni (più tre per lesioni continuate) ma tramite il rito abbreviato l’imputato potrà beneficiare della riduzione di un terzo della pena.

L’imputato, assistito dall’avvocato Maria Alessandra Tatò, però non ha potuto prendere parte alla seduta perché da dicembre, a causa di un peggioramento delle condizioni di salute, dopo aver lasciato il carcere di Rebibbia, si trova ricoverato in una sezione di “medicina protetta” dell’ospedale di Viterbo.
Letta anche la relazione del nosocomio “Lazzari Spallanzani” in cui si dice che l’uomo non può essere trasportato. Il legale Tatò spiega che è molto deperito e che ha perso una decina di chili e che è affetto da una patologia tumorale.

Claudio Pinti deve rispondere dell’omicidio della ex compagna, deceduta per complicanze legate all’Aids (leggi l’articolo), e di lesioni gravissime nei confronti di un’altra donna. La parte civile ha fatto ascoltare i messaggi audio tra il 36enne e quest’ultima, dove Pinti sostiene di non essere infetto e che la positività da Hiv può essere data anche da altre patologie. Entrambe le donne sono state contagiate dall’Hiv trasmesso dall’uomo già consapevole di essere ammalato ma che volontariamente avrebbe nascosto a loro lo stato della sua salute.

Tra i documenti presentati dalla difesa anche studi scientifici in cui si dimostrerebbe la non esistenza del virus dell’Hiv perché non sarebbe stato mai stato isolato.

La prossima udienza è fissata per il 7 febbraio.