Oro e auto per la cocaina non pagata, ecco come agiva la banda rom

Gli arresti portati a termine dalla squadra mobile riguardano 4 donne della famiglia Spinelli e due albanesi. Il questore Capocasa: «È la prima volta che si colpisce questa etnia come associazione a delinquere. Le donne avevano preso il posto dei mariti finiti in carcere»

Il capo della squadra mobile Carlo Pinto con il questore Oreste Capocasa, il capo delle Volanti Cinzia Nicolini e il vice della squadra mobile Michele Morra
Il capo della squadra mobile Carlo Pinto con il questore Oreste Capocasa, il capo delle Volanti Cinzia Nicolini e il vice della squadra mobile Michele Morra

ANCONA – Quattro donne rom e due albanesi che avevano creato una struttura piramidale dedita allo spaccio di cocaina in tutta la provincia. Chi non era in grado di pagare avrebbe subito ritorsioni fino al punto di saldare i debiti consegnando auto e oro. A fare da base al gruppetto, a cui è contestata l’associazione a delinquere, un ristorante a Rocca Priora, a Falconara, posto ora sotto sequestro. È questo l’esito dell’operazione della squadra mobile, denominata “Mare e Monti” che ha portato a sei arresti, all’alba di oggi, in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Antonella Marrone nell’ambito di una indagine durata un anno e coordinata dal pm Rosario Lioniello (leggi l’articolo).

I sei sono Giulia Spinelli, 51 anni, la figlia Patrizia di 31 anni, il marito di questa Ylli Sallaku, 35 anni, albanese, Ervis Gjyshi, 33 anni, anche lui albanese, Giulia Spinelli di 39 anni (cugina della Spinelli di 51 anni) e la sorella di quest’ultima Romina Buonora, di 28 anni. Le donne sono tutte originarie dell’Abruzzo ma stanziali nell’anconetano. A tutti e 6 la Procura contesta l’estorsione e l’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti. Parallelamente ci sono 11 indagati (solo a due contestata l’estorsione) per spaccio di stupefacenti. Diciassette le perquisizioni effettuate questa mattina e che hanno riguardato non solo Ancona ma anche Osimo, Senigallia, Fabriano, Falconara e Chiaravalle.

Il ristorante sequestrato
Il ristorante sequestrato

«Quella portata a termine oggi è stata una delle più importanti operazioni di polizia – commenta il questore Oreste Capocasa – perché è la prima volta che colpisce l’etnia rom come associazione a delinquere. Le donne avevano preso il posto dei mariti finiti in carcere». L’operazione ha visto l’intervento anche dei commissariati di zona, delle unità cinofile, della polizia scientifica e del Reparto prevenzione crimine di Pescara. «Tutto è partito grazie ad una indagine aperta per un altro tipo di reato – spiega Carlo Pinto, capo della Mobile – dove l’indagato faceva uso di droga e si riforniva tramite il gruppo criminale».

La polizia è arrivata al ristorante posto sotto sequestro, il “Mare e Monti” (che ha dato nome all’operazione), dove già l’8 marzo scorso erano stati fatti due arresti relativi a due delle rom finite in carcere oggi (leggi l’articolo). Lí sarebbe stato il quartiere generale dell’organizzazione. Proprietaria della struttura risulterebbe la Spinelli di 51 anni detta “la signora” perché sarebbe stata al vertice dell’associazione. Stretta alla parentela con le altre avrebbero gestito le ordinazioni di cocaina che arrivavano tramite i due albanesi. Il gruppo si sarebbe poi servito di spacciatori detti “cavalli” che effettuavano le consegne in tutta la provincia. Un giro di affari di centinaia di migliaia di euro. La clientela, intimorita dal cognome Spinelli, pur di saldare i debiti (alcuni prendevano la cocaina per uso personale in conto vendita) avrebbero ceduto sotto velate minacce oro e in un caso anche una Alfa Romeo Mito nuova di zecca data per saldare 3.500 euro di droga non pagata. Qui la vittima è un 21enne anconetano. L’auto è stata sequestrata.