«Apra dobbiamo controllare i rifiuti», poi fuggivano con l’oro: scacco alla banda che derubava anziani

In manette tre donne e un uomo. Due sono madre e figlia. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti. Contestati 20 colpi per 200mila euro di bottino. L’operazione dei carabinieri

Il comandante dei carabinieri della Compagnia di Osimo Luigi Ciccarelli con il comandante della stazione di Falconara Alfredo Russo

ANCONA – Si infilavano a casa degli anziani con la scusa di controllare la raccolta dei rifiuti differenziati poi fuggivano derubandoli di oro e denaro.

Scacco alla banda rom responsabile di 20 colpi in 4 mesi, molti dei quali avvenuti nella provincia dorica. Il gruppetto ha messo via una somma di 200mila euro tra refurtiva e contanti. Quesa notte i carabinieri della stazione di Numana, guidati dal maresciallo Alfredo Russo, sotto la Compagnia di Osimo, hanno arrestato tre donne di 51, 28 e 40 anni e un uomo di 39 anni, tutti di etnia rom, residenti a Teramo, per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti pluriaggravati.

Da maggio ad agosto 2018 avrebbero preso di mira per lo più anziani per entrare in casa loro e derubarli dei propri averi con la scusa di controllare il corretto conferimento dei rifiuti. «Il modus operandi era sempre lo stesso – spiega il maggiore Luigi Ciccarelli, comandante dei carabinieri della Compagnia di Osimo – la donna più giovane si guadagnava la fiducia della vittima suonando al campanello di casa spacciandosi per dipendente del Comune o per una addetta dell’azienda pubblica di zona incaricata di ritirare i rifiuti e qualche volta anche per un carabiniere. Gli altri della banda si introducevano in casa successivamente passando da finestre o porte, aiutate dalla complice e mentre uno dei tre faceva da palo, solitamente l’uomo, si procedeva a rubare oro e soldi».

I comandanti Luigi Ciccarelli e Alfredo Russo illustrano l’operazione dei carabinieri

Il gruppetto approfittava della buona fede degli anziani che lasciavano entrare la finta addetta per scoprire solo successivamente gli ammanchi. A far partire l’indagine è stata la denuncia di un 77enne, a Numana, vittima della banda il 20 giugno scorso. All’anziano furono portati via 20mila euro tra denaro, orologi preziosi ed oro. I militari hanno iniziato l’attività investigativa risalendo, grazie a riconoscimenti fotografici delle varie vittime che via via cadevano nelle grinfie della banda, a tutti i componenti.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Daniele Paci, ha permesso di attribuire al gruppo 20 colpi. Sette sono stati commessi ad Ancona, a partire dal 2 maggio. Uno a Numana, uno a Jesi, uno tentato ad Osimo. Fuori provincia la banda è accusata di furti avvenuti uno ad Ascoli, il 18 giugno, uno a Porto Recanati, il 17 luglio è uno a Porto San Giorgio, l’11 di agosto. Altri colpi sempre attribuiti a loro sono avvenuti ad Ortona, Cervia, Francavilla al Mare, Giulianova, Campobasso, Ferentini e un secondo sempre a Cervia.

Le località colpite dai furti

«Molti anziani si vergognavano anche di denunciare – sottolinea il comandante Russo – tanto sono rimasti colpiti dal raggiro. Alcuni, per quanto subito, sono caduti in uno stato depressivo ed è stato difficile farsi riferire i particolari degli episodi». La banda veniva in zona solo per fare i furti, poi ritornava a Teramo pensando così di non essere scoperta. Ma l’intuito dei carabinieri è stato più forte della loro astuzia.

Due delle donne arrestate sono madre e figlia. La madre è stata riconosciuta dalle vittime anche per un particolare, la vitiligine ad un braccio particolarmente evidente. Le manette sono scattate per tutti i componenti della banda in esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Carlo Cimini su richiesta del pm Paci. I rom si trovano rinchiusi nel carcere di Teramo. L’operazione è stata denominata “Senum defensio”, difesa degli anziani.