Crisi delle costruzioni: il 15 marzo sciopero generale

Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil invitano a serrare le braccia per 8 ore. Si fermeranno tutti i lavoratori e le lavoratrici dei cantieri, delle fabbriche del legno e dell'arredo, delle cave e delle fornaci di tutte le Marche per manifestare in piazza del Popolo a Roma

Il cantiere Astaldi fermo da mesi
Il cantiere Astaldi fermo da mesi

ANCONA – Sciopero generale indetto per venerdì 15 marzo. Tutti i settori, dall’edilizia al legno, dal cemento ai lapidei ai laterizi, incrociano le braccia per “rilanciare il Paese”.
Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil invitano allo sciopero di 8 ore in tutti i settori dell’intera filiera delle costruzioni. Dopo 25 anni si fermeranno tutti i lavoratori e le lavoratrici dei cantieri, delle fabbriche del legno e dell’arredo, delle cave e delle fornaci di tutte le Marche per manifestare in piazza del Popolo a Roma.
Questa la richiesta dei sindacati: “Chiediamo al governo di istituire un tavolo di crisi a Palazzo Chigi dove affrontare questa inusuale e lunga crisi delle costruzioni e contemporaneamente con la nostra iniziativa lanciamo proposte concrete per rilanciare il Paese e quindi il settore delle costruzioni”.

Secondo i dati di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, il settore dell’edilizia italiano in dieci anni di perdurante crisi economica ha perso oltre 600 mila posti di lavoro, 120.000 aziende hanno chiuso (di cui il 90% piccole e medie aziende). In questi mesi stiamo assistendo alla crisi delle grandi imprese di costruzioni come Astaldi SpA e CMC su tutte, due imprese peraltro impegnate in grandi opere nella nostra regione.
Nelle Marche, questi sono i dati della crisi: dal 2008 al 2018 si sono persi circa 13.000 posti di lavoro e hanno chiuso circa 3.000 aziende; le ore lavorate nelle Marche passano da 25 milioni a 13 milioni.
«A questo quadro desolante – dicono le sigle sindacali – si aggiunge che, nelle Marche, a due anni e mezzo dal grave sisma del 2016 solo l’8% circa dei 42.000 edifici danneggiati sono stati ricostruiti. Per di più la fase dell’emergenza non si è ancora completata con la consegna delle SAE. Tuttavia, la ricostruzione post sisma potrebbe essere per le Marche un volano importante di rilancio del settore delle costruzioni ma assistiamo ad una lentezza nella partenza della ricostruzione pesante a fronte invece di un fase emergenziale ancora aperta».

E ancora: «Oggi nella nostra regione sono ferme al palo opere importanti come: Quadrilatero (230 milioni di euro di lavori ancora da realizzare e tavolo di crisi Astaldi aperto al Mise); Nuovo Ospedale INRCA di Ancona (48 milioni di euro e tavolo di crisi CMC aperto al Mise); Nuovo Ospedale Salesi (56 milioni di euro); realizzazione nuova sede ferroviaria Montemarciano-Falconara Marittima (appalto RFI da circa 65 milioni di euro); completamento Fano-Grosseto (valore opera circa 310 milioni in attesa del via libera ministeriale); Intervalliva Tolentino – San Severino Marche;  Galleria “Passo del Cornello” (iniziata 24 anni fa, scavata per 500m e lasciata al suo destino); Svincolo S.S.77 a Civitanova Marche e bretella Macerata-La Pieve».

La pesante crisi del settore delle costruzioni ha determinato anche la chiusura di alcune principali aziende del mobile e dei materiali da costruzioni come: Desi Mobili, Sicc, Bizzarri, Gatto, Bontempi, Sifa, Febal, Sacci, Foresi, Dignani.
Da qui la proclamazione dello sciopero del 15 marzo: «Occorre una cabina di regia nazionale per riaprire i cantieri con politiche mirate che intervengano tanto con strumenti finanziari mirati per le imprese del settore (un Fondo nazionale di Garanzia) che per sbloccare le grandi opere da Nord a Sud».