Spagheroni olandesi e zottarella: boom di cibi falsi “Made in Italy”. Un ristorante su due non è in regola

Da gennaio a ottobre il Nas ha effettuato nelle Marche 647 ispezioni riscontrando 46 violazioni penali (per la maggiore parte a causa del cattivo stato di conservazione, mancanza di tracciabilità, frode in commercio) nel comparto alimentare. Il governatore Ceriscioli: «Agroalimentare patrimonio da tutelare». Il punto nel convegno che si è svolto ad Ancona organizzato da Coldiretti Marche

Agroalimentare e legalità nel convegno organizzato da Coldiretti Marche

ANCONA – Dagli spaghetti italiani prodotti in Germania agli spagheroni olandesi, dall’olio extravergine d’oliva che arriva dagli Usa alla zottarella prodotta in Germania. E che dire del wine kit canadese per produrre Verdicchio doc in casa? Tutto falso Made in Italy, in mostra oggi alla Mole Vanvitelliana dove, dalle 10, si è parlato di agroalimentare e legalità nel corso del convegno organizzato da Coldiretti Marche, alla presenza del procuratore Gian Carlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio nazionale sulle agromafie, Stefano Masini, capo area Ambiente e Territorio Coldiretti Nazionale, Sandro Sborgia, comandante del Nas delle Marche, Antonio Iaderosa, direttore dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari per Marche, Emilia Romagna e Lombardia, e Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche.

Un importante appuntamento di approfondimento visto che la contraffazione del Made in Italy fattura ogni anno circa 60 miliardi di euro. E che una seria lotta alla contraffazione potrebbe incentivare anche le esportazioni agroalimentari marchigiane che, secondo dati Istat rielaborati da Coldiretti Marche, valgono oltre 173 milioni di euro nel primo semestre 2018, in calo di circa l’1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. «Con 298 prodotti del settore Food e 523 del settore Wine – ha sottolineato Stefano Masini – l’Italia conferma il successo di un modello produttivo che scommette sulla qualità rispondendo ad una domanda che sempre più riconosce e apprezza l’origine come fattore di distintività guidando la classifica europea. Purtroppo però anche oggi il differenziale di prezzo incentiva frodi e contraffazioni. Se consideriamo i dati dell’attività nazionale dei Carabinieri del Nas nel 2018 notiamo che dai controlli non sono risultati conformi il 33% di carni e allevamenti, il 33% di latte e derivati, il 42% di farine, pane e pasta, e il 42% della ristorazione. Ciò significa che quasi un ristorante su due non è in regola».

Un momento del convegno

Solo quest’anno, da gennaio a ottobre, il Nas ha effettuato nelle Marche 647 ispezioni riscontrando 46 violazioni penali (per la maggiore per cattivo stato di conservazione, mancanza di tracciabilità, frode in commercio) e 315 violazioni amministrative. Ben 27 le denunce all’Autorità giudiziaria e 116 le segnalazioni all’Asur, con 11 sequestri penali, 192 sequestri amministrativi e 14 attività che si sono viste sospendere la licenza. Nas che nel 2017, come è stato ricordato, dalle Marche ha fatto partire i controlli e i sequestri delle uova contaminate con il fipronil. Solo questa operazione ha messo in statistica 324 controlli, 19 persone denunciate, 300mila uova sequestrate e 200mila galline sequestrate. «Il Nas si occupa della tutela della salute – ha spiegato il comandanteSandro Sborgia – e, quindi, della sicurezza sanitaria e alimentare. L’attività si svolge attraverso ispezioni e campionamenti e nel nostro lavoro è importantissimo il rapporto di collaborazione con i soggetti che operano nel mondo alimentare e con i cittadini che sono i consumatori. Più forte è il rapporto, migliori sono i risultati che riusciamo ad ottenere».

Numerose sono state anche le attività dell’Icqrf (sede di Ancona). «Un’operazione ha portato al sequestro di 160mila vasetti di pesche sciroppate – ha spiegato Antonio Iaderosa – la frutta veniva rifilata alla grande distribuzione marchigiana come Made in Italy mentre in realtà proveniva dall’estero, prevalentemente dalla Grecia. E come non ricordare anche la recente operazione denominata Falsicchio, con 5mila ettolitri di vino bianco generico venduto come Verdicchio dei Castelli di Jesi doc».

Il presidente della Regione Luca Ceriscioli

La Regione Marche aderisce all’Osservatorio nazionale agrimafie della Coldiretti, «come segno di vicinanza al percorso di qualità dell’agricoltura intrapreso dalla Coldiretti», ha affermato il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, intervenuto durante il convegno. Presieduto dal procuratore Gian Carlo Caselli, l’organismo è stato voluto dall’associazione agricola per promuovere la cultura della legalità, la tutela del Made in Italy agroalimentare, la trasparente informazione ai cittadini. «In tutto il mondo c’è un interesse straordinario per il nostro cibo, la nostra storia, la nostra cultura, per l’Italia – ha detto Ceriscioli – un potenziale enorme che dobbiamo solo mettere a frutto, valorizzare. L’Osservatorio traccia un percorso che serve a raggiungere questo obiettivo. La filosofia portata avanti da Coldiretti si sposa con le esigenze della nostra regione. Una realtà di piccole aziende che fa della qualità la propria carta vincente. Una realtà che sa emergere nella competizione internazionale solo se riesce a raccontare la storia, il paesaggio, la cultura profonda che trasmette e trasferisce nell’eccellenza delle produzioni. I percorsi da rafforzare sono due: la tracciabilità del prodotto e i controlli che tolgano dal mercato chi non si comporta correttamente, chi inganna il consumatore. La Coldiretti ha indicato un percorso che la Regione Marche condivide pienamente».

«Il grande valore economico e culturale del nostro agroalimentare –  ha sottolineato Maria Letizia Gardoni – ha paradossalmente un suo rovescio della medaglia che si manifesta nel vizioso operato delle agromafie le quali, sfruttando la fertilità della filiera del cibo, danneggiano produttori agricoli e cittadini. I fenomeni distorsivi del mercato, la concorrenza sleale e l’illegalità compromettono ogni giorno il nostro settore così importante per la crescita e la stabilità dei nostri territori. Dal terreno alla distribuzione, le attuali strutture normative a livello nazionale, comunitario e internazionale stanno giocando un ruolo chiave nella proliferazione dei fenomeni distorsivi. Il mercato del cibo ha bisogno di regole giuste che possano definirlo libero e trasparente. Per questi motivi è sempre più urgente l’approvazione della riforma dei reati agroalimentari che ha la finalità di rivedere l’intera materia penale riguardante il settore, la piena attualizzazione dell’etichettatura di origine, il rifiuto di ogni processo che implichi l’omologazione produttiva, l’efficientamento dei controlli e l’attuazione di sanzioni adeguate».

Alcune immagini di prodotti contraffatti esposti alla Mole