Ciclismo, la Cicli Copparo si tiene stretta Gioia Chiodi

La società anconetana di patron Consolani si gode la trentottenne nata a Morro d'Alba che ha spopolato nelle gare di San Benedetto del Tronto, Francavilla a Mare, Recanati e Cesenatico: «Noi donne abbiamo una classifica a parte, ma è molto importante avere un sostegno maschile»

Gioia Chiodi al centro durante una premiazione

ANCONA- Tra le stelle della Cicli Copparo Ancona ciclismo c’è senza dubbio da annoverare la trentottenne nata a Morro d’Alba Gioia Chiodi. Con le sue prestazioni ha primeggiato nelle gare di San Benedetto del Tronto, Francavilla a mare, Recanati e Cesenatico e ha ottenuto secondi e terzi posti tra Camerino, Terni e Cattolica. Il 2019 per lei e per la Cicli Copparo potrebbe essere ancor più ricco di successi e la volontà di conseguirli emerge chiaramente dalle sue parole: «Il primo obiettivo è quello di divertirmi all’interno dello splendido team della Cicli Copparo, composto da persone splendide sia ai vertici che tra i compagni di squadra. Le soddisfazioni arriveranno di conseguenza – spiega la Chiodi – Durante la settimana ho pochissimo tempo per via della mia professione da osteopata, ma non appena mi libero per un paio d’ore prendo la bicicletta che porto sempre in macchina e parto. Diverso è il discorso il sabato e la domenica, quando posso dedicarmi all’allenamento con continuità grazie alla pazienza di mio marito che si occupa di tante mansioni a livello domestico. È lui che mi sostiene e mi incoraggia: se ho ottenuto tante vittorie gran parte del merito è suo».

Una carriera che ha iniziato a decollare dal 2016: «Tutto è cominciato in quell’anno con la Giuliodori, dove ho conosciuto Giampaolo Busbani e Valentino Spaccia. Insieme a loro, inseparabili compagni di avventure ciclistiche che mi motivano e mi permettono di arrivare alle gare preparata, mi sono spostata alla Cicli Copparo dove ho conosciuto una grande famiglia. Il pensiero va soprattutto a Emiliano Evangelisti e Francesco Faggi, miei uomini di fiducia alle corse. Noi donne abbiamo una classifica a parte, ma è molto importante avere un sostegno maschile».

E delle vittorie della scorsa stagione ce ne è una che è rimasta nel suo cuore, anche a mesi di distanza: «Quello alla Granfondo di Cesenatico: alzare le mani al cielo in una corsa in onore del grande Marco Pantani è sempre una gioia infinita. Più di ogni altra competizione amo però la Granfondo delle Dolomiti. Sono arrivata tra le prime dieci nel lungo, purtroppo quest’anno non potrò partecipare perché non sono stata estratta».