Caso ditta Baldini: il presidio dei dipendenti durerà almeno un mese

I 15 dipendenti della ditta edile di Camerano stanno allestendo un campo base per un presidio permanente davanti all’azienda e il senatore (Fi) Remigio Ceroni ha presentato una nuova interpellanza al Governo

Presidio dei dipendenti della ditta Sandro Baldini di Camerano
Presidio dei dipendenti della ditta Sandro Baldini di Camerano

CAMERANO – Continua il presidio dei 15 dipendenti della ditta Sandro Baldini di Camerano, licenziati perché impossibilitati a raggiungere con i loro mezzi da lavoro la sede dell’azienda. La ditta ha infatti sede in via Direttissima del Conero e, per accedere all’azienda, occorre attraversare un ponte dell’Autostrada A14 (a 200 metri dal ponte crollato) interdetto ai mezzi superiori a 12 tonnellate. Una decisione della Direzione del 7° tronco Pescara di Autostrade per l’Italia che di fatto blocca l’attività dell’azienda e ha causato il licenziamento dei dipendenti.

«Stiamo allestendo un campo base per un presidio permanente davanti all’azienda che durerà almeno un mese – dichiara Simone Paoletti, uno dei dipendenti – sta arrivando una tenda che ospiterà 10 posti letto, poi ci saranno l’area per mangiare, un bagno chimico e un box ufficio. La ditta ha fatto causa ad Autostrade per l’Italia e fino a quando non ci sarà la sentenza continuerà il presidio perché il cavalcavia fu costruito con una capacità di carico di 72 tonnellate e improvvisamente e, senza nessuna perizia o collaudo che potesse verificarne l’effettivo pericolo, la società ha limitato il passaggio ai soli mezzi entro le 12 tonnellate». Per sensibilizzare istituzioni e amministratori ieri sera Paoletti e il titolare Sandro Baldini sono anche andati a San Ginesio, dove si è svolta una cena in vista della demolizione della scuola pericolante del paese. Un lavoro che doveva essere effettuato dalla ditta Baldini, vincitrice dell’appalto.

Il senatore di Fi Remigio Ceroni

Il senatore di Fi Remigio Ceroni ha presentato una nuova interpellanza al Governo, in cui chiede come intenda procedere per consentire all’azienda edile Baldini di continuare a svolgere la propria attività. «Il Governo – dichiara Ceroni – deve con urgenza mettere in atto misure per verificare la sicurezza di ponti e viadotti e procedere con interventi immediati su quelli che non risultano conformi alle norme. L’inerzia porta a cedimenti improvvisi e a tragedie come quella avvenuta a Camerano il 9 marzo scorso che ha ucciso due automobilisti, e quella di Fossano, dove solo per miracolo non ci sono state vittime. La mancata messa in atto di misure preventive determina poi la necessità di chiudere improvvisamente un cavalcavia, come è avvenuto sempre a Camerano, dove la ditta Baldini, che svolge il suo lavoro prevalentemente con mezzi pesanti, rischia di cessare l’attività e far perdere 15 posti di lavoro. Alla perdita di vite umane, si sommano i danni economici».

Boris Rapa, consigliere regionale di Uniti per le Marche

Anche il consigliere regionale di Uniti per le Marche Boris Rapa ha presentato una mozione sulla vicenda della ditta Baldini di Camerano, l’impresa edile che «si trova a oggi impossibilitata a lavorare a causa di un divieto di accesso al cavalcavia che collega l’impresa con la direttissima del Conero, unico ingresso per camion e ruspe. L’azienda sta perdendo grossi appalti per un ammontare di oltre un milione di euro, tanto da costringere il titolare a inviare una lettera di licenziamento a tutti i 15 i dipendenti che giorno e notte stanno manifestando per vedere rivendicato il loro diritto al lavoro. Nel frattempo il titolare si è anche rivolto alla magistratura, il cui responso tuttavia non arriverà prima di fine maggio». Nella mozione il consigliere impegna il presidente della giunta e l’assessorato competente a «istituire in tempi brevissimi un tavolo di lavoro e di confronto alla presenza di Società Autostrade, del Comune di Camerano e della ditta Baldini con lo scopo di scongiurare la chiusura di una solida azienda e il conseguente licenziamento di 15 operai».