Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, all’Ospedale di Torrette una nuova tecnica, unica in Italia

«Si tratta di una novità importante per la comunità regionale e non solo – ha commentato Michele Caporossi – una risposta alle malattie croniche che in Italia colpiscono un cittadino ogni 10»

I relatori che hanno partecipato alla conferenza stampa per la nuova tecnica in ambito pneumologico
I relatori che hanno partecipato alla conferenza stampa per la nuova tecnica in ambito pneumologico

ANCONA – Si chiama “Riduzione volumetrica con ablazione termica endobronchiale mediante applicazione di vapore acqueo ad alta temperatura” ed è la nuova arma a disposizione degli Ospedali Riuniti di Ancona per trattare la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO). Una tecnica innovativa utilizzata per la prima volta in Italia all’Ospedale di Torrette. La metodica è stata illustrata oggi, giovedì 11 gennaio, nel corso di una conferenza stampa agli Ospedali Riuniti di Ancona alla quale hanno preso parte il direttore dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona Michele Caporossi, il direttore della Pneumologia Stefano Gasparini, il presidente della IV Commissione Regionale Sanità Fabrizio Volpini, il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi e parte dello staff che ha collaborato all’operazione rappresentato dalle dottoresse Bonifazi Martina e Zuccatosta Lina.

L’intervento, realizzato su un uomo di 68 anni proveniente da fuori regione è stato eseguito con successo a fine novembre del 2017 dal dottor Stefano Gasparini, direttore della Pneumologia di Torrette e presidente di Società Italiana di Pneumologia. Una metodica che permette di dare una risposta terapeutica efficace nella riduzione dell’affanno legato a questa patologia che, nonostante sia poco conosciuta, rappresenta una delle maggiori cause di mortalità dopo infarti, ictus e infezioni alle basse vie respiratorie.

«Si tratta di una novità importante per la comunità regionale e non solo – ha commentato Michele Caporossi – una risposta alle malattie croniche che in Italia colpiscono un cittadino ogni 10».