Lorenzo Panzini: «Il basket l’ho amato fin da bambino»

Uno dei talenti più importanti del panorama cestistico marchigiano racconta il suo presente, ricorda il passato e sogna il futuro: «La passione è nata vedendo giocare quel gran giocatore che è stato mio padre»

ANCONA- Nello sport, nel basket come in altre discipline, si dice che in tanti partono e che in pochi ce la fanno. Lorenzo Panzini, classe ’90 anconetano, ce l’ha fatta. È riuscito con le sue forze a farsi strada nella pallacanestro dei più grandi giocando in piazze prestigiose conquistando lustri, applausi e promozioni. Vigevano, Barcellona, Ferentino, Siena, Montegranaro, Scafati e Cassino sono solo alcune delle formazioni che ne hanno apprezzato le gesta in questi anni consacrandolo come uno dei giocatori più forti emersi dalle Marche:

«Il trend dei marchigiani sta migliorando negli ultimi anni – spiega Panzini – Nelle prime tre categorie del basket nazionale ci sono tanti giocatori che stanno rappresentando al meglio la nostra regione. Penso ad Achille Polonara in A1 a Sassari o ad Alessandro Pajola con la Virtus Bologna». Impossibile non gettare un occhio ai settori giovanili, cercando di trovare qualche differenza rispetto al passato: «Oggi le cose sono diverse rispetto a qualche anno fa. Una volta c’erano sette, otto squadre in Italia pronte ad investire sul vivaio prendendo anche giocatori da fuori per impreziosire le formazioni. Oggi, per i vari problemi relativi alla parte economica, sono sempre meno le società che investono cercando di lavorare molto con i prodotti locali».

Il Panzini cestista parte da lontano e coltiva sin da piccolo la sua passione: «Il basket l’ho amato fin da bambino guardando le partite di mio padre che è stato un gran giocatore. Ero portato per questa disciplina e ho deciso di provarci seriamente togliendomi tante soddisfazioni. Vengo da una famiglia di cestisti perché anche mia madre e mia sorella hanno giocato. Questo è sicuramente un elemento in più». E cosa vuole fare Lorenzo Panzini da grande? «Rimanere nell’ambito sportivo per quanto riguarda la rieducazione funzionale e la riabilitazione. Questi argomenti li sto studiando all’Università e spero di svilupparli nel corso della mia vita».