Nuovi codici triage: il punto con Aldo Salvi, primario del Pronto Soccorso di Torrette

Si passa dai 4 codici a colori ai 5 codici numerici. Il documento ministeriale è quasi pronto per essere spedito alle Regioni che dovranno mettere in pratica le nuove modalità di triage

Pronto Soccorso di Torrette
Pronto Soccorso di Torrette

ANCONA – La sperimentazione è già partita in alcune regioni italiane (Lazio e Toscana) che hanno accolto l’invito del Ministero della Salute di passare ai nuovi codici triage numerici. Una vera e propria rivoluzione che secondo le intenzioni ministeriali, in linea con i codici triage internazionali, dovrebbe ridurre i tempi di attesa e diminuire la possibilità di errore medico. L’iter del documento è quasi concluso e sarà presto pronto per essere inviato alle Regioni che dovranno adottare le nuove modalità nei propri sistemi sanitari.

Nel concreto l’indirizzo del Ministero della Salute prevede il passaggio dagli attuali 4 codici a colori (bianco, verde, giallo e rosso) ai nuovi 5 codici numerici. Le nuove linee guida sottoclassificano di fatto i codici verdi, con il vantaggio di suddividere quelli più gravi dagli altri. Una distinzione importante dal momento che, come sottolinea Aldo Salvi, primario del Pronto Soccorso e della Medicina d’Urgenza agli Ospedali Riuniti di Ancona, rappresentano circa il 70% dei pazienti che solitamente afferiscono al Pronto Soccorso.

Il codice 1 corrisponderà ai casi più gravi e quindi all’emergenza (il vecchio codice rosso), il 2 all’urgenza, il 3 all’urgenza differibile, il 4 all’urgenza minore, mentre il 5 sarà il meno critico e identificherà le condizioni di non urgenza. Il codice 2 , come spiega il primario, corrisponderà al giallo, il 3 e il 4 corrisponderanno al verde e il 5 al bianco.  I primi tre codici prevedono un’intensità di cure medio-alta e gli ultimi due moderata-bassa intensità, mentre i tempi stimati per l’accesso accesso vanno da immediato per il codice 1 a 240 minuti per il 5.

Aldo Salvi, primario Pronto Soccorso Ospedale regionale

«I nuovi codici non ridurranno i tempi di attesa, ma consentiranno sicuramente una migliore assistenza dei pazienti in funzione alla loro gravità – precisa il primario – ma è un cambiamento che non potrà essere realizzato in tempi brevi, perché richiederà di formare tutto il personale che si occupa del triage. Se si pensa che la formazione, oltre a corsi specifici, richiede sei mesi di addestramento sul campo, si può ben capire come per portare a compimento questo processo sarà necessario del tempo. Un cambiamento che comporterà anche un notevole impegno economico, dal momento che sarà necessario aggiornare tutti i sistemi informatici attualmente in uso al triage».

Le linee guida ministeriali prevedono anche una serie di indicazioni per la gestione delle situazioni di sovraffollamento. Interventi che secondo il primario Salvi sono difficili da attuare, misure di cui «se ne parla da anni ma poi non si è mai riusciti a metterle in pratica».