Foodbuster, in prima linea contro lo spreco alimentare

Quasi 3 mila i pasti recuperati nel 2018 dagli "acchiappacibo" dell'associazione di Falconara con sede operativa ad Ancona. È la prima onlus di questo tipo nelle Marche e fra le primissime in Italia. Ecco le novità per il 2019

I Foodbusters
I Foodbusters

ANCONA – Quasi 3 mila i pasti recuperati nel 2018 dagli “acchiappacibo” dell’Associazione Foodbusters, la onlus di Falconara con sede operativa ad Ancona.

Obiettivo: sottrarre il cibo allo spreco e donarlo a chi ha bisogno. Un compito non di poco conto, quello di contrastare lo spreco alimentare, se si considera che in Italia ogni persona butta nella pattumiera una media di 65 chili di cibo all’anno (dati della Fondazione Barilla Center for Food e Nutrition), mentre con un quarto di quegli alimenti si potrebbero sfamare 821 milioni di persone che non hanno da mangiare.

Dati che sottolineano la necessità di porre rimedio e l’importanza di recuperare il cibo anche in occasione della VI giornata nazionale contro lo spreco di cibo, istituita dal Ministero dell’Ambiente e che ricorre oggi martedì 5 febbraio.

I Foodbusters al lavoro

In un solo anno di attività gli “acchiappacibo” dell’associazione di Falconara, con sede operativa ad Ancona, hanno quadruplicato la raccolta di alimenti, arrivando ad intervenire anche in regioni come Abruzzo e Sicilia. Trenta i recuperi donati nel 2018 a 12 mense solidali. Ad oggi sono sedici i volontari presenti nella Foodbusters, la prima onlus per il recupero di cibo nelle Marche e fra le primissime in Italia.

Le eccedenze alimentari vengono raccolte soprattutto durante matrimoni e pensionamenti, dove in media vengono recuperati circa un centinaio di pasti che l’associazione provvedere a consegnare nel giro di poche ore a enti caritatevoli e case famiglia in diretta sui social in modo che i donatori di cibo possano vedere in tempo reale la consegna.

L’anno scorso i Foodbusters hanno esteso la cerchia delle loro collaborazioni con enti e associazioni annoverando il Comune di Falconara, Legambiente e l’Associazione Kairos di Collemarino di Ancona. Tra le iniziative più recenti la raccolta di cibo “Dopo Natale sono tutti più buoni”, dove sono state raccolte circa trecento confezioni di dolci donate a diverse associazioni benefiche, tra le quali la mensa di Suor Pia (Padre Guido) di Ancona, la Tenda D’Abramo di Falconara, la San Vincenzo De Paoli di Senigallia e la Caritas di Jesi.

In progetto la raccolta nei supermercati, ristoranti e hotel, e una collaborazione con un’associazione di promozione turistica di Amatrice per permettere l’applicazione della Legge Gadda-Lodolini proprio nel comune colpito dal sisma come capofila.
La legge in questione (166 del 2017) prevede uno sgravio sull’imposta sui rifiuti, la Tari, per quelle attività commerciali che trattano alimenti che dimostrano di aver recuperato cibo o di averlo affidato ad una onlus, ma in Italia ad oggi sono pochissimi i Comuni ad aver aderito, spiega il presidente di Foodbusters Diego Ciarloni.

Nel 2019 l’associazione continuerà a presidiare i corsi prematrimoniali per promuovere la cultura dello spreco zero, mentre a febbraio riparte la campagna di sensibilizzazione nelle scuole che porterà i volontari dell’associazione il 9 febbraio all’Istituto Cambi di Falconara e successivamente anche in alcuni istituti jesini.

Per il mese di marzo invece gli “acchiappacibo” hanno in programma di realizzare una rappresentazione teatrale con cui raccogliere fondi per sostenere le numerose attività della onlus.

Nel 2020 invece è previsto un progetto con Legambiente Marche «per condividere i ragazzi del servizio civile in modo da coniugare il rispetto dell’ambiente con l’attenzione allo spreco», conclude il presidente dell’associazione.