Ancona Jazz Summer Festival: sul palco Rossana Casale

Domani, alla Corte della Mole, insieme alla cantante anche il Coro polifonico di Tolentino e un ensemble tratto dalla Colours Jazz Orchestra, che affronteranno il repertorio di Duke Ellington, fra cui un estratto dai Concerti Sacri

Rossana Casale

ANCONA – Domani, domenica 15 luglio, Ancona Jazz Summer Festival ospiterà un’altra esclusiva italiana: il progetto che vedrà protagonisti Rossana Casale, il Coro polifonico di Tolentino e un ensemble tratto dalla Colours Jazz Orchestra, che affronteranno il repertorio di Duke Ellington, fra cui un estratto dai Concerti Sacri.

Rossana Casale è cantante fra le più note e amate d’Italia nell’ambito della musica leggera, ma è altrettanto fondamentale per il suo bagaglio espressivo, quel forte background jazzistico che l’ha sempre accompagnata e spronata verso progetti e sfide importanti. Eccola perciò alle prese con Duke Ellington, in particolare con il repertorio insolito del grande maestro, vale a dire quei tre Concerti sacri che il Duca compose nel periodo 1966-1974 per essere eseguiti nelle chiese più rilevanti d’America e d’Europa e che comprendevano, oltre alle parti strumentali, anche un coro. Il maestro Massimo Morganti è riuscito a ridurre per nonetto jazz quelle partiture, creando un ammirevole connubio fra musica e voci e concentrando in una decina di temi le complesse scritture originali. Ma la Casale non si è dimenticata affatto dell’Ellington legato a quelle melodie immortali che nel tempo sono diventate veri e propri standard, eseguiti da jazzisti di tutto il mondo. Ecco perciò che la seconda parte del concerto sarà dedicata, senza l’apporto del coro, alle sue personali versioni di Sophisticated Lady, Daydream, Solitude, I Got It Bad, In a Mellotone, e altre, rese con quel lirismo e quella sensibilità che da sempre costituiscono la sua peculiare firma stilistica.

Esclusiva italiana dopo l’anteprima a Tolentino a fine giugno. La formazione: Rossana Casale, voce; Colours Jazz Ensemble: Giacomo Uncini, tromba; Massimo Morganti, trombone, direzione, arrangiamenti; Marco Postacchini, sax baritono; Simone La Maida, sax alto; Antonangelo Giudice, sax tenore; Emilio Marinelli, pianoforte; Luca Pecchia, chitarra; Gabriele Pesaresi, contrabbasso; Stefano Paolini, batteria; Coro Polifonico di Tolentino, direttore Aldo Cicconofri. Il concerto sarà domani alla Corte della Mole Vanvitellian alle ore 21.30. Biglietti online www.vivaticket.it.

Ancona Jazz Summer Festival ospiterà, nelle sale espositive della Mole Vanvitelliana, fino al 18 luglio,  anche la mostra David Stone  Martin “Covers” & Ancona Jazz Memorabilia. David Stone Martin è stato uno dei più importanti illustratori di copertine jazz del ‘900. Dalla discoteca privata di Massimo e Stefano Tarabelli e Giancarlo Di Napoli, tra i fondatori di Ancona Jazz, una serie di meraviglie per gli occhi in formato 30×30. Completano la mostra manifesti, locandine della nostra storia e foto di grandi del jazz mai dimenticati, colti dal vivo da Di Napoli nelle frequenti scorribande giovanili in Italia ed Europa. Orari: tutti i giorni dalle 18 alle 20. Nelle serate dei concerti alla Mole dalle 19 alle 21.30. Ingresso libero e gratuito.

David Stone Martin è nato a Chicago il 13 giugno 1913, e ha frequentato il cittadino School of Art Institute. Influenzato da Ben Shaw, Martin ha realizzato oltre 100 copertine di dischi per le etichette Mercury, Ash, Disc e Dial. Molti lavori gli sono stati in seguito commissionati dal suo grande amico e produttore Norman Granz, in particolare per i marchi Verve, Clef, Norgran. Alla fine, saranno oltre 400 gli album (compresi i singoli a 78 giri e gli EP a 10″) con le sue illustrazioni, molte delle quali basate su una semplice linea combinata con un singolo colore. L’utensile preferito da Martin era una penna con inchiostro nero che gli permetteva un tratto sottile e delicato. Nella sua carriera ha anche disegnato copertine di riviste importanti quali “Saturday Evening Post” e “Time”. Il suo studio si trovava a Roosevelt, New Jersey, accanto alla sua abitazione. Ha sposato la pittrice murale Thelma Martin, ed è padre di Stefan, artista grafico, e Tony, pittore. Le opere di David Stone Martin sono esposte al Museum of Modern Art, il Metropolitan Museum of Art, l’Art Institute of Chicago e lo Smithsonian Institute. È deceduto il primo marzo 1992 a New London, Connecticut, dove ha vissuto negli ultimi anni di vita.