Innovation MarketPlaceDay: aziende, ricerca e innovazione si incontrano

L’iniziativa di Piccola Industria di Confindustria Marche e Confindustria Marche Nord all’interno della manifestazione Your Future Festival

ANCONA – Creare una rete tra aziende, ricercatori e start-up per favorire il confronto sulle tendenze in atto in diversi settori: meccanica, sistema abitare, food e fashion. È questo l’obiettivo di Innovation MarketPlaceDay, l’evento promosso dalla Piccola Industria di Confindustria Marche e Confidustria Marche Nord, all’interno della manifestazione Your Future Festival dell’Università Politecnica delle Marche. L’iniziativa si è tenuta nel pomeriggio di oggi (17 maggio) al Contamination Lab della Facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche, presso il Polo Monte Dago. Un luogo simbolo che racchiude già nel nome lo spirito che ha animato l’originale evento.

«Contaminazione è la parola chiave – ha spiegato Diego Mingarelli, presidente Piccola Industria Confindustria Marche e ideatore dell’evento –  Contaminazione significa mettere a diretto contatto le aziende di manifattura e servizi del territorio regionale con le eccellenze nel campo della ricerca e dell’innovazione presenti all’interno dell’Università Politecnica delle Marche».

Un’edizione del MarketPlaceDay, quella del 2018, che ha una connotazione molto diversa rispetto al passato, quando si configurava come una vera e propria fiera, con la presenza di oltre 500 aziende espositrici. Evento che anche quest’anno, alla sua quinta edizione, ha registrato molte adesioni, nonostante la formula insolita, con oltre 200 partecipanti tra imprenditori e start-up, 100 ricercatori e 120 aziende registrate.

«Il tessuto economico della nostra regione è costituito da aziende piccole e medie, che non sempre esprimono nei loro bilanci o mettono in evidenza l’innovazione – ha sottolineato Diego Mingarelli – ma le aziende che oggi sono sul mercato sicuramente hanno avviato dei percorsi di innovazione, perché dopo 8-9 anni di lunga crisi è ovvio che le aziende abbiano completamente ripensato se stesse. Gli indicatori di innovazione marchigiana non sono secondo noi completi, perché non sempre le aziende raccontano in realtà l’innovazione che fanno, ma che sicuramente c’è perché gli consente di rimanere sul mercato. La giornata che teniamo oggi vuole andare ancora oltre, vuole creare quel momento di unione con il mondo della ricerca per portare le nostre aziende ad un livello ancora superiore».

La premiazione dei ragazzi del Contamination Lab

Tre i tavoli di lavoro tematici che si sono tenuti: il “sistema abitare – la casa del futuro”, dedicato a domotica, materiali innovativi per l’edilizia, impianti per il risparmio energetico, il “food and fashion – le eccellenze del futuro”, dove si è parlato di nutrizione e salute, e insetti nell’alimentazione, e infine “meccanica – la fabbrica del futuro”, incentrato su robotica, sistemi energetici e automazione. Le tre aree sono state coordinate da speaker d’eccezione: Cristina Pozzi, Amministratore Delegato e co-fondatrice di Impactscool e autrice del libro Guida (fu)turistica per viaggiatori nel tempo ha coordinato il tavolo dedicato alla meccanica. Marco Trombetti, Founder di Pi Campus ha presenziato il tavolo dedicato al Sistema Abitare, mentre Barbara Gasperini, giornalista, autrice tv, blogger ed esperta di Innovazione e digitale è stata keynote speaker al tavolo dedicato al food and fashion.

«È la prima volta che nella nostra regione le aziende hanno l’occasione di conoscere personalmente in un solo pomeriggio e in un solo luogo i ricercatori dell’università e di interagire in un contesto appositamente creato per favorire il dialogo e il networking – ha concluso Mingarelli. Gli argomenti trattati sono tanti e affascinanti e affrontano temi di frontiera: dall’alimentazione a base di insetti all’abbigliamento hi tech, dall’additive manufacturing ai lieviti applicati alle bevande alcoliche, solo per citarne alcuni».

La giornata è stata aperta dai saluti di benvenuto del Rettore Sauro Longhi e dalla premiazione della quarta edizione dei Progetti Contamination Lab, il laboratorio dove studenti universitari, e da quest’anno anche dell’ultimo anno delle superiori, si incontrano, creando gruppi di lavoro per realizzare un’idea imprenditoriale. Un percorso lungo 9 mesi che quest’anno ha visto la partecipazione di 47 ragazzi.

«Studenti di tutte le Università e anche dei quinti delle scuole superiori insieme in un percorso che porta ad una business idea che poggia su basi solide – ha dichiarato il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi – questo l’obiettivo del c-lab ed è un piacere vedere oggi, a percorso concluso, i progetti e i visi di questi giovani che guardano al futuro poggiando i piedi sulla conoscenza».

Due i riconoscimenti consegnati: il premio come miglior Pitch (presentazione) assegnato a Scriabin, un sistema per trasformare la musica in colore, utile nell’intrattenimento destinato a musicisti e compositori e il premio speciale come miglior Business Idea offerto da Enactus Italy, l’associazione che si occupa di progetti a grande impatto, assegnato a NephroAid, l’ausilio medico per la cura delle nefrostomie, per patologie renali.  Gli studenti universitari che hanno partecipato al Contamination Lab fanno parte delle facoltà di Ingegneria, Economia, Medicina, Agraria e Scienze Biologiche.

«L’innovazione passa sempre attraverso aziende e imprese che riescono ad essere flessibili e ad avere una visione di quello che sarà il futuro – ha precisato Cristina Pozzi – questo significa che in Italia e in particolare nelle regioni come le Marche in cui il tessuto industriale ha la caratteristica della piccola media impresa, potenzialmente c’è un’opportunità straordinaria se riusciamo ad aprire il mondo delle imprese e a collegarlo a quello della ricerca e dell’innovazione. Probabilmente l’incontro di queste realtà può creare tantissime eccellenze. Occorre aprirsi a quelle che possono essere le opportunità che arrivano dalla robotica, dall’intelligenza artificiale, dalla domotica, dalla stampa 3D e molto altro. Questo può aprire degli scenari nuovi rispetto sia ai mercati sia al modo in cui cambieranno i nostri consumatori, che non saranno sempre uguali a quelli che sono oggi, perché le nostre vite cambieranno moltissimo, nel modo di vivere la casa e i trasporti. L’Italia, che oltretutto è un paese molto aperto anche al turismo, sicuramente non può che provare a giocare un ruolo internazionale. Credo che l’opportunità che arriva da questo tipo di dialogo sia assolutamente straordinaria e sia arrivato il momento di coglierla».

Una connessione tra mondo della ricerca e imprenditoria, quella promossa dell’Innovation MarketPlaceDay, che come spiega Barbara Gasperini, deve essere sempre più osmotica per consentire la possibilità di creare nuova impresa che vada ad associarsi all’impresa più tradizionale già esistente.
«Le Marche sono una regione che vanta un importante peso dell’industria manifatturiera, sono la seconda manifattura italiana subito dopo il Veneto,  sono una regione ricca di possibilità per la ricerca di attecchire sul mondo imprenditoriale – ha sottolineato la giornalista – è fondamentale che ci siano questi eventi di contatto, di incontro proprio per creare delle sinergie lavorative perché i ricercatori, come sosteneva Luigi Nicolais sono pur sempre degli imprenditori, lo devono diventare, come accade nei paesi stranieri, in Europa e anche, soprattutto, nel modello americano, che è il modello del technology transfer per antonomasia. In tutto questo ecosistema di imprese e ricerca accademica, si inserisce il mondo delle start-up innovative, cioè il mondo di idee, che grazie alle nuove tecnologie e all’innovazione, sono più spinte, più dirompenti, come si dice “disruptive” e quindi possono ancora di più contaminare sia il mondo della ricerca e soprattutto il mondo dell’impresa. Noi ci auguriamo che nascano sempre più spin off universitarie che possano unirsi al mondo dell’impresa per diventare delle vere e proprie opportunità imprenditoriali nel territorio e quindi nelle diffuse università delle Marche, che sono prestigiosissime. La contaminazione con le Start-up diviene comunque fondamentale, perché portano quel contributo di innovazione, creatività, ricerca e sperimentazione, assolutamente diversa rispetto a quella che fa una grande azienda o anche una piccola e media impresa, che invece può servire al tessuto imprenditoriale. Le start-up sono il terzo elemento chiave di questa sinergia. Le Marche sono una regione che sicuramente è un po’ sbilanciata rispetto ad altre regioni, per la sua distanza, per la difficoltà nei trasporti, quindi per una difficoltà di incontro con le altre realtà. L’innovazione, le nuove tecnologie e tutto il mondo che ruota attorno alla contaminazione di idee e alla sperimentazione di nuovi percorsi non può prescindere dall’incontro, dal networking, dallo scambiarsi delle opinioni e anche delle esperienze tra acceleratori, centri di ricerca, hub di innovazione. Chiaramente una regione più è finalizzata dal punto di vista dei trasporti e dei collegamenti, e più ne risente. Indubbiamente però non è solamente un tema di infrastrutture e di trasporti, un tema più nazionale che esula da quello che può fare il mondo imprenditoriale o delle start-up, oltre a questo c’èa la volontà di costituire all’interno del territorio degli hub nuovi, degli acceleratori di start-up di impresa innovativa, degli incubatori. Adesso in Italia ce ne sono diversi di incubatori molto importanti, ma sono a Firenze, Milano e Roma. Ci sono sicuramente dei venture-capital che investono nell’impresa innovativa, nell’impresa ad alto potenziale di innovazione e di sviluppo, ma sono sempre localizzati nei grandi centri urbani. Quindi le Marche potrebbero essere una regione fortemente attrattiva per la sua tradizione imprenditoriale con un incremento forse di hub di innovazione o di centri che stimolano, che aiutano, che supportano le start-up innovative».

Un ambito, quello dell’innovazione, che non può prescindere da un incremento delle quote rosa, come ha concluso la giornalista Gasperini. E nelle Marche questa realtà è ben rappresentata dalla Fileni, l’azienda jesina conosciuta in tutto il mondo e attiva nel settore del food, guidata da una donna.  Un valore importantissimo quello delle donne, che secondo la giornalista deve partire soprattutto da una base di formazione: «se si perde l’abitudine di pensare che alcune materie siano esclusive del mondo maschile allora anche nelle scuole di specializzazione, così come anche nelle Università, più donne possono essere attratte e avvicinate da iniziative e da eventi al mondo innovativo, quindi anche le Marche possono sicuramente essere una regione che genera nuovi talenti femminili, al servizio di un paese più a prova di futuro».