Il Cardeto diventa cyberpark

Un viaggio virtuale all'interno dell'area verde del capoluogo dorico. È possibile scaricare sugli smartphone la nuova applicazione, da cui si ricevono in prossimità di ogni tappa, contenuti multimediali che raccontano le caratteristiche storiche e botaniche

Cyber park Cardeto

ANCONA – È nato un nuovo modo per scoprire i tesori del parco del Cardeto, che si estende su un’area di circa 35 ettari a picco sul mare. Da ieri è possibile scaricare sugli smartphone la nuova app CyberCardeto, disponibile in italiano e inglese, da cui si ricevono in prossimità di ogni tappa contenuti multimediali che raccontano le caratteristiche storiche e botaniche della splendida area verde in cui sono immersi i visitatori. L’applicazione fornisce le informazioni attraverso una mappa, schede dedicate e 20 punti di interesse.

App CyberCardeto

Il viaggio virtuale all’interno del parco più grande della città è possibile perché sono stati posizionati lungo il percorso 15 beacon, piccoli dispositivi in grado di trasmettere le informazioni agli smartphone. Il progetto è stato presentato ieri mattina durante il convegno “Cardeto cyberpark. Luogo di storia, cultura, natura, connettività”, promosso dalle Facoltà di Ingegneria e di Agraria dell’Università Politecnica delle Marche. Il seminario si è svolto nella facoltà di Economia nell’ambito della Cost action europea (TU1306) “Cyberparks”, che ha l’obiettivo di rivalutare e valorizzare gli spazi pubblici urbani, nel particolare spazi verdi, attraverso la loro funzione in modo innovativo e multimediale, creando una riconnessione con la città. Così da alcuni mesi il Comune, l’Unione delle Comunità Ebraiche, la Comunità Ebraica di Ancona e la Politecnica hanno costituito un tavolo tecnico per sviluppare questo ampio progetto di rigenerazione urbana centrato sull’area del Cardeto.

Dopo il convegno è iniziata la visita al parco con l’app, a cui hanno partecipato una cinquantina di persone, guidate dai professori Andrea Galli e Ernesto Marcheggiani della facoltà di Agraria, da Eva Malinverni e Roberto Pierdicca della facoltà di Ingegneria e dall’architetto Giovanna Salmoni, portabandiera del progetto. Partiti da piazza Martelli i partecipanti hanno scaricato l’applicazione, hanno subito ricevuto un messaggio di benvenuto e nella pagina principale hanno trovato la mappa del parco, in cui è possibile selezionare i diversi “punti d’interesse”  e visualizzare le corrispondenti informazioni.

I punti di interesse naturale sono: flora e fauna del parco, ophrys apifera (vesparia), orchidea (orchis purpurea), vista panoramica della costa, pino d’aleppo, narcissus tazetta (narciso a tazzetta), vegetazione vicina alle mura. I punti di interesse culturali sono: la caserma Villarey, il forte Cardeto, la Polveriera Castelfidardo, il Campo degli ebrei, il cimitero ebraico, le lapidi del cimitero ebraico, il monte Cardeto, il cimitero degli inglesi e dei greci, città storica e il parco, il vecchio faro e il parco. Quando si arriva in prossimità di una tappa, arrivano sul cellulare le notifiche con i contenuti multimediali che raccontano le attrazioni naturali e storiche del parco. Infine a fondo pagina c’è un link per la sezione dei feedback, in cui si può dare il proprio parere con le stelline per l’indice di gradimento.

Con questa applicazione si possono scoprire maggiormente i segreti della Polveriera o dell’antico Faro, in una fusione paesaggistica di elementi urbani e naturalistici di tale unicità da spingere le amministrazioni a ipotizzare una candidatura del luogo a sito Unesco Patrimonio dell’Umanità.