Giornata mondiale del diabete: nelle Marche 60 mila ammalati

In aumento i casi di diabete nelle Marche. Quarantasei mila marchigiani sono affetti da diabete di tipo 2, 2.596 da diabete di tipo 1 e 1555 da diabete gestazionale. In partenza una serie di iniziative per gli ammalati

Il convegno ad Ancona

ANCONA – I casi di diabete si sono quadruplicati nel mondo. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha rilevato globalmente più di 422 milioni di adulti affetti da questa malattia. In Italia il 5,3% della popolazione è diabetica, nel complesso sono  3 milioni 200 mila i casi (dati Istat relativi al 2016). Si è discusso di questo stamane in Regione, durante il primo convegno regionale sul diabete promosso dalla Federazione regionale delle associazioni di tutela dei diritti dei diabetici marchigiani, in occasione della Giornata mondiale del diabete.

Un momento del convegno. Da sinistra Francesca D’Addio (endocrinologa dell’Università di Milano), Rosa Anna Rabini (capo dipartimento Diabetologia della Regione Marche) e Emilio Augusto Benini (presidente della Federazione delle Associazioni Tutela del diabetico delle Marche e vice presidente nazionale Fand)

Nelle Marche sono stati oltre 60 mila i pazienti seguiti nel 2017 dai centri di diabetologia distribuiti sul territorio regionale. Di questi 46 mila sono affetti da diabete di tipo 2, 2.596 da diabete di tipo 1, 1555 da diabete gestazionale e i restanti 10.167 riguardano i casi si pre diabete, sindromi genetiche, endocrinopatie. Numeri in crescita, che rappresentano però solo la punta di un iceberg, perché sono molti i casi non diagnosticati. Un incremento sia all’invecchiamento progressivo della popolazione che ad altri fattori, tra i quali l’anticipazione delle diagnosi, che porta in evidenza casi prima sconosciuti, e l’aumento della sopravvivenza dei malati di diabete.

Obesità e sedentarietà sono tra le principali cause della malattia.  Nella fascia d’età che va dai 45 ai 64 anni la percentuale di persone obese che soffrono di diabete è del 28,9% per gli uomini e del 32,8% per le donne. Nella stessa classe di età il 47,5% degli uomini e il 64,2% delle donne con diabete non praticano alcuna attività fisica leggera.

COS’È IL DIABETE?
Innanzi tutto occorre operare una distinzione, esistono infatti varie tipologie di diabete: il tipo 1, il tipo 2 e il gestazionale.
Il diabete di tipo 1, che secondo l’OMS colpisce circa il 3% della popolazione mondiale, insorge durante l’infanzia o l’adolescenza e interessa circa il 10% dei diabetici. Il pancreas non produce insulina che quindi deve essere iniettata ogni giorno, per tutta la vita.

Il tipo 2, molto più diffuso (90% dei diabetici), è associato invece a stili di vita scorretti. In questo caso il pancreas produce insulina che però le cellule dell’organismo non riescono ad utilizzare. L’insorgenza avviene intorno ai 30-40 anni e numerosi sono i fattori di rischio: familiarità, sedentarietà, sovrappeso e l’appartenenza ad alcune etnie.

Il diabete gestazionale è quello che insorge per la prima volta in gravidanza. Una condizione che si verifica in circa il 4% delle gravidanze.

LA SITUAZIONE NELLE MARCHE
Le Marche sono state tra le prime regioni italiane ad essersi dotate di una legge regionale (LR 38/1987) per disciplinare i Centri di Diabetologia e di una legge regionale per il diabete mellito (LR 9/2015). Di fatto è stato creato un Dipartimento Regionale, dove tutti i centri sono collegati in rete adottando la stessa cartella clinica.

Fabio Sturani

In partenza una serie di iniziative promosse dalla Federazione regionale delle associazioni di tutela dei diritti dei diabetici marchigiani in collaborazione con la Regione Marche. E’ stato realizzato un «protocollo di intesa per l’organizzazione di campi scuola terapeutici per diabetici – spiega il presidente della Federazione delle Associazioni Tutela del diabetico delle Marche e vice presidente nazionale Fand, Emilio Augusto Benini – che partiranno tra gennaio e febbraio del 2019. Prevista anche la figura del diabetico-guida, un volontario che sarà istruito attraverso specifici percorsi formativi e che avrà il compito di guidare gli altri diabetici verso una corretta gestione della malattia, promuovendo corretti stili di vita». Un’altro progetto di grande interesse è quello che condurrà gli ammalati ad avvicinarsi allo sport. E’ dimostrato che la pratica di una regolare attività sportiva non solo non danneggia il diabetico, ma anzi aiuta a regolare i valori della glicemia. Un progetto, quello sullo sport, promosso dall’ex sindaco di Ancona nonché responsabile della  segreteria del presidente regionale, Fabio Sturani.  L’iniziativa prevede delle camminate collettive organizzate proprio per combattere la sedentarietà nelle persone affette da diabete.