Giornate dermatologiche doriche: a Torrette si parla della pelle e della sua salute

Nelle Marche sono oltre 650 i nuovi casi di melanoma all'anno. Un'incidenza più elevata rispetto alle altre regioni italiane, così come la psoriasi che colpisce il 4% della popolazione

ANCONA – La pelle e la sua salute saranno al centro delle “Giornate doriche di dermatologia“, il congresso nazionale promosso dalla Clinica Dermatologica dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona. Giunto alla sua seconda edizione, il tavolo di confronto tra esperti della comunità scientifica italiana prenderà avvio venerdì 30 novembre, presso l’Aula Montessori della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Politecnica delle Marche, per concludersi sabato 1 dicembre. Il congresso si concentrerà sulle nuove terapie per le malattie croniche e neoplastiche della pelle, come psoriasi e melanoma, in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti e le possibilità di sopravvivenza.

IL MELANOMA
Il melanoma è un tumore maligno della pelle che si sviluppa dai melanociti della cute e delle mucose, da quelli dei nevi oppure, più raramente, dai melanociti che non fanno parte della cute, tra questi quelli dell’occhio, delle meningi e dell’orecchio interno.
Un tumore più  frequente nei soggetti di ceppo europeo, che colpisce prevalentemente nella fascia di età compresa tra i 30 ed i 60 anni. Negli ultimi 10 anni l’incidenza è raddoppiata e sono stati oltre 100 mila i nuovi casi registrati nel mondo. Le aree molto soleggiate e abitate da popolazioni nordeuropee con la pelle molto chiara sono quelle che contano più casi. In Italia la stima dei decessi per melanoma si aggira attorno ai 7 mila casi l’anno: 4 mila i decessi nei maschi e oltre 3 mila quelli nelle femmine negli ultimi 5 anni. A livello di sede anatomica, l’incidenza più alta si registra nel tronco, mentre nelle donne è cresciuta quella nelle gambe. Un tumore molto pericoloso proprio perché non da sintomi e quindi i pazienti giungono alla diagnosi spesso quando il caso è già conclamato.

Nelle Marche l’incidenza è più alta rispetto alle altre regioni. Sono oltre 650 i nuovi casi all’anno. Un’incidenza elevata che, come spiega il primario della Dermatologia di Torrette, Anna Maria Offidani, dipende con molta probabilità dal fototipo chiaro della maggior parte dei marchigiani e dal fatto che si tratta di una regione assolata.

Campagne di prevenzione fin dall’età infantile e diagnosi precoce sono le armi a disposizione per contrastare questa patologia, insieme alle nuove terapie che stanno dando risultati incoraggianti, come la target therapy e l’immunoterapia. «Dobbiamo ancora lavorare per comprendere quali siano i fattori di rischio di questa neoplasia – sottolinea il primario – perché oltre alla fotoinduzione con tutta probabilità c’è anche il fattore genetico.  Il sole è tra i maggiori imputati nella genesi di questa malattia, insieme alle radiazioni ultraviolette delle lampade abbronzanti, di cui molti abusano senza considerare i rischi: la ricerca di un aspetto estetico omologato predomina a volte sulla prevenzione e sull’attenzione verso i fattori di rischio».

Tra le armi a disposizione per la diagnosi precoce, l’osservazione della cute che «già è spesso sufficiente ad evidenziare una lesione» e la dermatoscopia, una tecnica che permette, appoggiando una sorta di lente sul nevo, di «leggere tra le righe della macchia», precisa la professoressa Offidani. Le nuove terapie, tra le quali la target therapy e l’immunoterapia, hanno permesso di accrescere significativamente la sopravvivenza a 5 anni, cosa che fino a qualche anno fa non era possibile. Terapie efficaci anche sulla psoriasi, una malattia infiammatoria cronica della cute che nelle Marche registra un’alta incidenza. superiore alla media nazionale: colpisce oltre il 4% della popolazione anche se l’incidenza, come spiega il primario, è sottostimata a causa di forme asintomatiche.  «La ricerca significa sopravvivenza e attenzione e precocità – conclude la professoressa Offidani – e l’osservazione della propria cute si traduce in diagnosi precoce e scomparsa della malattia, in una parola in vita».