Arrestato per cannabis non light, torna libero il 51enne: «Se avessi saputo che era una attività illecita non avrei fatto quel lavoro»

Il gip ha convalidato l'arresto del siciliano finito in manette giovedì sera perché trovato al punto vendita di via XXIX Settembre con oltre 13 chili di marijuana. Sequestri e perquisizioni della guardia di finanza in altri 5 negozi. Quattro titolari indagati in tutta la provincia

Il negozio di cannabis light Indoornova
Il negozio di cannabis light Indoornova di via XXIX Settembre

ANCONA – «Non sono uno spacciatore, se avessi saputo che era una attività illecita non avrei mai fatto quel lavoro». Ha risposto così, al gip Carlo Cimini, il 51enne arrestato giovedì sera dopo i controlli della polizia al negozio di cannabis light Indoornova Grow Shop, in via XXIX Settembre (leggi l’articolo). La squadra mobile di Macerata lo aveva trovato con oltre 13 chili di marijuana (tra buste, piantine e prodotto già confezionato per la vendita in negozio) all’interno del punto vendita di proprietà di un 30enne civitanovese. L’arresto è stato convalidato ma il giudice lo ha rimesso in libertà non ritenendo necessarie le misure cautelari richieste invece dal pm Irene Bilotta. Difeso dall’avvocato Domenico Biasco, il 51enne (originario della Sicilia ma residente ad Ancona) ha risposto alle domande del gip spiegando che la merce sequestrata aveva tutta la documentazione regolare per la vendita. Per la polizia però (l’operazione è stata condotta dalla squadra mobile di Macerata diretta da Maria Raffaella Abbate) sarebbe stato riscontrato un principio attivo di thc superiore ai limiti di vendita.

«Adesso attendiamo il proseguo delle indagini della Procura – dice l’avvocato Biasco – ribadiamo la regolarità dei prodotti venduti perché tutti certificati». Intanto altre attività che vendono cannabis definita light sono state interessate da perquisizioni e sequestri effettuati dal Goa della guardia di finanza, il gruppo operativo antidroga. Su delega della Procura i finanzieri hanno effettuato cinque controlli in tutta la provincia dorica, tra giovedì e ieri: due ad Ancona (da Mari-ká sotto la galleria dorica e al Cannabis Store di corso Garibaldi), due nello jesino (leggi l’articolo) e uno a Fabriano (leggi l’articolo). In tutte le attività controllate è stata sequestrata la cannabis messa in vendita.

Il punto vendita sotto la galleria dorica
Il punto vendita sotto la galleria dorica

Quattro le persone iscritte nel registro degli indagati (una sarebbe titolare di due attività) dopo l’apertura del fascicolo da parte del pm Irene Bilotta. L’ipotesi di reato è detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio. Ora si dovrà procedere con una analisi del materiale da parte di un perito nominato dalla Procura e che dovrà rilevare il principio attivo. Gli indagati potranno partecipare con un proprio consulente.
«È un sequestro illegittimo – commenta l’avvocato Carlo Alberto Zaina, nominato dal titolare del punto vendita Mari-kà – perché il materiale ha una documentazione ineccepibile. Ricorreremo al tribunale del Riesame per chiedere l’illegittimità del sequestro. Il mio cliente ha comprato con regolari fatture, pagando anche l’Iva. C’è una legge che ha buchi spaventosi ma non per questo bisogna accusare chi lavora di reati infamanti».